Coltivare la positività nel pensiero

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Coltivare la positività nel pensiero al giorno d’oggi è un po’ come essere in grado di ricaricare a mano una torcia quando ci si è persi in una foresta buia.

Nell’oscurità del cinismo moderno travestito da finto realismo, infatti, imparare a produrre pensieri positivi rappresenta un vantaggio di non poco conto in quanto:

  • aiuta a trovare il risvolto giusto, la soluzione a certi problemi;
  • dà la motivazione di fare cose che non sembrano essere possibili e
  • fa vedere sotto una luce diversa anche quelle situazioni che sembrano perse.

Sembrano. 

Perché è qui che il diavolo del pessimismo spesso gioca il suo scherzo più insidioso, facendoci credere che una visione cupa della vita sia più obiettiva e reale di una rosea e positiva.

Ma chi lo dice? 

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Positività vs Realismo

Mi è capitato di parlare davanti a ragazzi di liceo e di sentirgli fare domande del tipo:

“e se poi provando a inseguire un sogno ci rendiamo conto che ci eravamo solamente illusi?” 

In questa particolare occasione mi aveva colpito come già a questa età diversi di loro scambiavano la paura per realismo e la positività per illusione.

Questo accade perché essere positivi, o coltivare pensieri positivi, viene a volte considerata un’attività ingenua, naif, qualcosa che fanno solo le persone inconsapevoli di come va il mondo.

Eppure io non ci credo, e dico che è meglio essere naif che cinici, che si vive meglio sul lato postitivo delle cose, anche se ciò vorrà dire scontrarsi con la cruda realtà di tanto in tanto.

Leggi anche: Positività in pillole, cambiare la propria vita con le affermazioni 

La positività è una delle colonne portanti di una vita ben vissuta

Per vivere bene si deve imparare a intravedere il positivo in tutto quello che ci accade, perché non sempre gli eventi della vita sono negativi come sembrano.

Personalmente, mi è successo di vivere situazioni che sembravano tragiche nel momento in cui sono accadute ma che si sono rivelate una manna dal cielo a distanza di tempo.

Ricordo per esempio quando un pazzo scatenato è andato in giro per il mio quartiere a dar fuoco alle macchine posteggiate, inclusa la mia.

Quando ho visto la carcassa carbonizzata del mio maggiolone volevo piangere, ma successivamente l’assicurazione ha risarcito tutto con gli interessi e con quei soldi sono riuscito a finanziare un sognato trasferimento a Londra.

Alcuni anni dopo, una lite col cantante di una band con cui suonavo, e grazie alla quale riuscivo a pagare l’affitto, è finita con me che me ne andavo dal gruppo e mi ha portato a rinchiudermi in casa a leccarmi le ferite per mesi.

Quest’evento fu altamente stressante ma al tempo stesso, e senza che me ne accorgessi, fortunato, in quanto grazie ad esso ebbi la spinta e la possibilità di lavorare su quello che successivamente divenne il mio primo libro, Dentro la tana del coniglio – cosa ci rende felici.

dentro la tana del coniglio - cosa ci rende felici copertina

Il messaggio centrale tratto da esperienze del genere è il seguente:

Allargare la prospettiva temporale è il primo, e più importante, segreto per coltivare la positività nel pensiero.

Non ciò che è negativo adesso rimarrà negativo per sempre.

Coltivare la positività, step successivi

Una volta trovato il risvolto positivo in una situazione che sembra negativa lo step successivo è di creare le condizioni per mantenere la nostra ritrovata positività.

A questo scopo, ecco un po’ di consigli:

1. Frequentare il più possibile ambienti sani, che non siano demotivanti o scoraggianti - in altre parole, sta alla larga da persone tossiche e negative;

2. Evitare di guardare programmi deprimenti tra cui i telegiornali;

3. Andare piano di tanto in tanto, provare a ritagliarsi uno spazio quotidiano per rilassarsi, meditare, distaccarsi dallo stress del tran tran quotidiano;

4. Aspettare prima di reagire a eventi o parole che innervosiscono, tenendo conto di quanto detto prima sul risvolto positivo, su come il tempo cambia la prospettiva delle cose.

In conclusione: 

Non esistono persone che nascono pessimiste o ciniche, il cinismo e il pessimismo sono il frutto di abitudini di pensiero, di reazioni ripetute e assorbite negli anni.

Come la ricerca di Richard Wiseman conferma, le persone ottimiste tendono a creare la loro fortuna perché vedono la realtà in modi che possono essere significativamente diversi rispetto ai pessimisti, ai realisti e… agli sfortunati.

Se ciò è vero, e se è vero che, come sostengono parecchi psicologi ed esperti, possiamo modificare il nostro modo di pensare usando la forza di volontà, coltivare la positività nel pensiero potrebbe essere non solo fattibile ma anche particolarmente efficace nel portare cambiamenti tangibili nella vita di ciascuno di noi.

 

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Coltivare la positività nel pensiero
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Come si fa a coltivare l'arte della positività? Non quella finta o forzata, ma quella vera, capace di diventare un'arma segreta contro il cinismo dilagante...
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