Un baule pieno di sogni

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1946 Pola

Ti ho vista camminare lentamente
tra cento, forse mille, forse diecimila anime…
forse, erano molte di più.
Anime ferite, minacciate, intimidite
anime costrette alla fuga.
Unica destinazione, la sopravvivenza.
Avevi addosso un cappotto liso
color sangue rappreso,
due occhi profondi come l’Adriatico
un sorriso sghembo e un nome importante, Maria.
Eri la manifestazione tangibile
di un equilibrio provvisorio
tra paura e speranza,
tra buio e luce.
Con una mano stringevi un pupazzo,
con l’altra una corda.
Il pupazzo stringeva un altro pupazzo,
la corda, un baule.
Bersaglio facile per gli aguzzini, Maria,
costretta all’umiliazione, alla perquisizione,
all’arroganza del loro sciocco dubbio.
Tante ipotesi, un’unica certezza:
il pupazzo era pieno di macchie,
il baule era pieno di sogni.

 

La poesia ha vinto il secondo premio al Premio letterario nazionale “VILLOTTE: STORIE IN CAMMINO…, UN CAMMINO DI STORIA” edizione 2019

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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