Il manuale della felicità

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Seguo sempre con molto piacere e attenzione il dottore Raffaele Morelli, credo che pochi studiosi della mente riescano a toccare corde così profonde e precise come lui in un campo così ostico quale la salute mentale.

“Il manuale della felicità” non è il primo libro del noto professore che leggo, e dai suoi scritti ho sempre trovato ottimi spunti di riflessione, consigli e sostegno.
Questo libro è arrivato in un momento molto doloroso per me e, sebbene il tema della morte sia solo sfiorato, mi ha aiutato a trovare la forza in me stessa per andare avanti.
Come si può raggiungere la vera felicità? Abbandonando tutte le nostre sovrastrutture, spezzando le catene mentali che ci portiamo dietro e lasciando scorrere le cose senza provare a bloccarle o, peggio ancora, incatenarle, o trattenerle.
Il libro esplicita molte delle teorie del taoismo, una tra tutte il Wu Wei: non forzare le situazioni, lascia che vadano come devono andare. Lascia che le cose facciano il loro percorso.
Nei primi capitoli ho pensato che questo modo di approcciare alle esperienze della vita fosse abbastanza passivo, senza nessun intervento da parte nostra sulle cose che ci circondano: “hai l’ansia? Non ci pensare. Tuo marito ti ha abbandonato? Lascialo andare”, poi man mano che proseguivo nella lettura, ho capito dove il dottore Morelli volesse arrivare, e quanta strada ci sia ancora da fare anche per me.
Quanti di noi vivono legati ad antiche credenze, a leggi morali vetuste, imposte da un’educazione troppo rigida, o dai dettami della società? O ancora vittime inconsapevoli di leggi familiari non scritte, ma tramandate di generazione in generazione, che come bustini costringenti ci tolgono il respiro? Tanti.


“Il manuale della felicità”, edito da Mondadori, ci spiega come liberarci dalle nostre catene interiori, a come non dar più conto a nessuno se non a noi stessi e a quello che proviamo. Solo lasciandoci andare alle emozioni (anche a quelle spiacevoli) e librando sulle cose possiamo mettere in moto la nostra stessa forza primitiva curante, quell’energia che è presente in ognuno di noi, che si basa sull’istinto e che ci permette di stare al mondo da migliaia di secoli.
Uno degli ultimi capitoli mi ha catturato: “Pensa ai fiori che verranno, non alle foglie cadute”, che bellissima immagine, che bellissima visione.
Nel libro c’è un decalogo che si snoda su dieci punti focali determinanti, un percorso che pagina dopo pagina ci trasmette e ci dona la serenità di tornare al mondo.
È proprio attraverso le immagini, i sogni, le fiabe che l’anima cura sé stessa e trova la strada per tornare alla vita. Solo lasciando andare le cose che non vanno possiamo tornare ad essere leggeri, non con superficialità, ma con il giusto distacco.

Dagli uomini forti, sicuri di sé, occorre fuggire: sono pieni di certezze, ma il Tao, che ci ha insegnato a vivere più di qualsiasi psicoanalisi, elogia la cedevolezza.

Inutile rimuginare sulle cose accadute, lasciar andare le zavorre che ci appesantiscono per fluttuare leggeri nel cerchio della vita e per trovare la nostra vera dimensione.
È un’edizione raffinata, un manuale che non pretende di indagare la mente, le cause, ma che ci fornisce elementi davvero utili per affrontare i nostri lati bui, senza punirli, ma accettandoli ed esplorandoli.
È un libro che si lascia leggere perché è bello, soave, quasi come un haiku giapponese, e dell’oriente presenta tutta la grazia e quell’attenzione che l’anima brama.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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