Faccio la mia cosa, di Frankie hi-nrg

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
facciolamiacosa1

“Tuttavia lo sdoganamento di questi temi più hard e i dischi di un altro rapper, Schoolly D da Filadelfia, coincidono con la nascita del gangsta rap, filone che attecchisce prevalentemente sulla West Coast, in particolare a Los Angeles, dove artisti come Ice T, Dr. Dre e gli N.W.A. (Niggaz Wit Attitudes) dedicheranno tutta la loro carriera a scrivere canzoni della mala da una visuale in soggettiva, creando un proprio stile musicale, il G-Funk”.

Il 24 Aprile scorso ho perso un amico fraterno, a Los Angeles, era andato a fare un viaggio nei luoghi dell’hip hop sulla West Coast.
Proprio in quei giorni iniziavo a leggere “Faccio la mia cosa”, di Frankie Hi-nrg, edito da Mondadori, e mi ha dato un grande sollievo. Mi ha aiutato a ripercorrere un viaggio interiore attraverso i luoghi dell’infanzia, dell’adolescenza e della musica che ci ha accompagnato in questi anni.
Non sapevo che il rapper, alla storia Francesco Di Gesù, classe ‘69, nato a Torino, avesse vissuto buona parte della sua gioventù nella mia terra, Caserta, e questo è stato ancora di più una piacevole scoperta.
Il libro si snoda lungo ricordi, aneddoti e vicissitudini della vita del musicista, scrittore, attore, dj e tante altre belle cose. Attraverso i suoi ricordi, l’autore ci racconta la sua vena nerd, di come abbia iniziato a scrivere, della passione per gli strumenti musicali elettronici, dell’amore per la musica nato pian piano, incorporando alle vicende personali anche griglie informative, che forniscono un racconto completo al tutto.
Si passa dalla festa delle scuole medie al primo concerto, dalle vacanze in Sicilia all’università, il tutto narrato con una prosa leggera, amichevole, colloquiale.
Lo stile è scorrevole, sembra di sentirlo parlare vicino Frankie, mentre ci racconta buona parte della sua vita. Tra le prime pagine incontriamo subito Fight da Faida, e personalmente ho apprezzato moltissimo questa scelta.

È stata una lettura affascinante che mi ha regalato moltissime emozioni, mi è stata vicino e mi ha fatto sorridere ricordando come eravamo quando in Italia iniziarono a diffondersi la musica rap e l’hip hop.
Quest’ultimo non è propriamente il mio genere musicale, io ho più tendenze punk rock, ma è inutile negare che a metà degli anni “90 (periodo in cui mi affacciavo all’adolescenza) tra i miei amici questo genere spaccasse di brutto, e alle prime festicciole in casa ‘i maschi’ optassero sempre per qualche base aggressiva. Ho ricordato mio fratello dodicenne con il suo amico di infanzia (Mauro, il ragazzo di cui ho parlato ad apertura dell’articolo) mentre giravano con i pantaloni più larghi mai visti, le catene pesanti attaccate ai calzoni che tiravano giù il punto vita mostrando biancheria imbarazzante, i loro quaderni pieni di disegni e di sogni.
Lo scrittore, attraverso le sue parole, ci ha permesso di entrare nel suo mondo, nella sua storia, nella sua vita, nella sua famiglia; mi sono affezionata ai suoi genitori, ho avuto voglia di stringere la mano all’ ‘ingegnere’-papà Giovanni, e di complimentarmi con l’intensissima donna Germana per le sue apprezzabilissime scelte di vita (una donna sorprendente. Complimenti, Francesco. Ndr)
Una vita per niente noiosa quella dell’eclettico musicista.
Mi è piaciuto moltissimo tutto, anche gli inserti video inseriti nel testo. È un libro che ripercorre anche la nostra storia musicale, con perle di cui io non sapevo neanche l’esistenza… (vedi la registrazione di Una voce dalla Luna, a cura di Enzo Biagi e Sergio Zavoli).


Dei simpatici sketch accompagnano tutta la lettura del libro e rendono ancora più prezioso il tutto.
“Faccio la mia cosa”, un po’ come la preghiera dello studioso Fritz Perls (teorico della Gestalt), e un po’ come la canzone dell’autore, un po’ come chi vive facendo ciò per cui è portato, e gli riesce benissimo; è un libro che non può mancare perché attraverso una narrazione lucida ci fa ricordare come siamo stati, come abbiamo affrontato determinati eventi storici e come ne siamo usciti.
È un libro attuale che può essere utile anche alle nuove generazioni, che non hanno imparato l’arte della pazienza stando vicini al database del Commodore, o al registratore a nastri, riavvolgendo le audiocassette con le biro.
Meraviglioso rivivere i tempi di una Caserta che non c’è più, che io ricordo a stento nelle fotografie ingiallite. Mi è venuto in mente, grazie a queste parole (aneddoto del furto auto, ndr) quando sotto alla Reggia si poteva passare con qualsiasi mezzo di locomozione (in entrambi i sensi di marcia) e nessuno quasi faceva caso all’imponente struttura voluta dai Borbone.

Questa narrazione è il racconto di una generazione.
Un amore grande e autentico quello di Frankie per la musica, condiviso passo dopo passo, un regalo grande per tutti noi suoi fan, una vita ricca di sentimento e di passione che meritava di essere raccontata.
Grazie, Francesco!

 

(a Mauro, semplicemente ‘ciao’…)

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

Perché non lasci qualcosa di scritto?