Riflessioni sul presunto stupro avvenuto nella Circumvesuviana di Napoli

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In ogni Paese ci sono vittime e carnefici a seconda delle situazioni, in tutti i cosiddetti paesi civilizzati si usa fare dei processi popolari sulle cose che capitano che riguardano la cronaca, il gossip, la politica, etc etc
Nelle ultime settimane l’opinione pubblica è stata molto attenta alla notizia della giovane di ventiquattro anni stuprata (secondo la sua versione dei fatti) nell’ascensore della circumvesuviana di San Giorgio.
Ne parlano i tg, i programmi di approfondimento, gli opinionisti via web, ognuno si è fatto una propria personale idea e sostiene quella o quell’altra tesi.
I processi si fanno nelle aule di tribunale e la fiducia nella magistratura dovrebbe essere un dogma incontrovertibile, anche se non pochi sono stati gli errori giudiziari nel nostro Paese.
Da semplice cittadina, però, io qualche domanda me la sono posta, fin dai primi momenti.
Perché a poche ore dall’accaduto i volti e i nomi dei tre indagati erano ovunque? Certo, le notizie vanno diffuse, ma non sarebbe il caso di tutelare le persone quando non ci sono prove inconfutabili, soprattutto quando ci si trova di fronte a ragazzi così giovani?
“Sbatti il mostro in prima pagina” recitava il titolo di un noto film e il sensazionalismo fa vendere. Ma a chi? Chi vince in questa terribile vicenda? Chi riesce a trarne un profitto, di certo nessuno dei quattro coinvolti.
In un primo momento sembrava che ci fosse la certezza assoluta che i tre giovani fossero colpevoli, c’era il referto dell’ospedale… Come poter dubitare?
Dopo qualche giorno, uno dopo l’altro, i ragazzi sono usciti di galera, e sono ritornati nelle loro abitazioni dalle quali stanno seguendo la vicenda.
La cosa che più di tutte mi ha fatto rabbrividire è stata però, pochi giorni fa, alla notizia dell’ennesima scarcerazione, un’informazione trapelata come presunta motivazione da parte dei giudici del riesame: la ragazza non è attendibile perché da tre anni segue un trattamento psicologico.
Ho pensato a chissà quale grave patologia potessero far riferimento, invece sembra che la ragazza sia seguita da un po’ di tempo per disturbi legati all’alimentazione.
La cosa mi ha fatto trascendere. Davvero una persona con un suo personale disagio deve vedere messi sulla pubblica piazza i suoi problemi mentre si sta difendendo da un male terribile quale uno stupro? Da presunta vittima passare pure per disturbata e doversi giustificare? Ho sentito addirittura dire: chi soffre di anoressia è potenzialmente isterica quindi con tendenze sessuali particolari.
Lo hanno detto davvero, in TV, un volto noto, ed io sono rimasta sconvolta.
Innanzitutto, alzi la mano qualunque ragazza che durante l’adolescenza non abbia sofferto di disturbi dell’alimentazione, sia per eccesso di magrezza, sia per eccessivo peso, sia per anoressia, sia per bulimia. Non sono casi isolati, e talvolta vengono anche sottovalutati dalle famiglie, può essere questa una motivazione per non essere credute, per far dubitare della propria parola?
Sembra che lei uno dei giovani lo conoscesse da un paio di settimane, ma se anche avesse accordato l’intesa a uno solo dei tre, gli altri perché stavano lì?
Le telecamere non sono presenti nell’ascensore, o comunque questi filmati al momento non ci sono, la giustizia farà il suo corso, e i processi procederanno nelle giuste sedi, ma no, rendere pubblici fatti così privati, intimi, di una giovanissima presunta vittima è aberrante, farlo diventare motivo di discussione ancora peggio, ritenerla una motivazione valida per non essere credute lo è ancora di più.
I giudici risaliranno alla verità processuale.
Considerando che se davvero questa giovane fosse così disagiata e problematica, a maggior ragione, avrebbe avuto ancora più bisogno di aiuto e non di diventare lei oggetto di studio e di indagine in un processo che è già così torbido, viscido, squallido, doloroso, di per sé per il reato affrontato: quello di stupro.
Che sia fatta chiarezza vera, e giustizia responsabile.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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