Il narcisismo patologico: chi sono le vittime? pt 3

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Ci eravamo lasciati dicendo che avrei parlato in un prossimo articolo delle vittime preferite dai narcisisti perversi.
Che caratteristiche devono avere?
Di solito la vittima prescelta è una persona apparentemente forte, di bella presenza, con un suo ruolo sociale predefinito, che in un primo momento possa essere esibita in pubblico dal narcisista come un trofeo, come motivo di vanto, non come persona in sé ma come accessorio che il narcisista si fregia di indossare, di portare accanto.
Il narcisista però non può reggere a lungo il confronto con una persona piacente, intelligente, colta, per troppo tempo quindi, poco alla volta, inizierà a colpire tutti i punti di valore della vittima prescelta, dando inizio così alla discesa verso il baratro e alla distruzione totale.
La caratteristica fondamentale intrinseca della vittima designata è la bontà, unita all’ingenuità.
Di solito, il narcisista perverso ha una storia molto triste alle spalle: la morte o l’abbandono di un genitore, anni in collegio, il disinteresse dei genitori nei suoi confronti, un’unghia incarnita curata male durante l’infanzia, insomma qualsiasi cosa, anche minima, abbia lasciato un trauma nella psiche di questa persona verrà amplificato in maniera esponenziale durante i primi giorni di conoscenza, e verrà raccontato come un trauma incurabile e profondo. La vittima, che ha un animo buono, gentile ed è fornita di empatia (cosa sconosciuta al narcisista), si immedesimerà in tutto questo dolore e se ne farà carico, vedendo un povero partner che fino a quel momento non è mai stato amato per davvero.
Niente di più sbagliato.
Davvero pensate che nessuna donna, prima di voi, abbia provato a donare amore autentico a questi soggetti? Quasi sempre le ex sono delle streghe brutte e cattive che non li hanno mai capiti per davvero.
Poco alla volta tutto quello per cui vi stimavano diventerà una minaccia per il loro ego accentratore, inizieranno a dirvi che lavorate troppo e questo toglie tempo che potreste dedicare a loro, se prima avevate un modo di vestire eccentrico non gli piacerà più e vi chiederanno di essere meno vistose; al contrario se siete persone sobrie elogeranno chi ha modi e vestiario più trasgressivo.
Poco alla volta, giorno dopo giorno, tutte le vostre certezze verranno minate con un sottile gioco mentale e crolleranno. Vi ritenete molto brave nel fare una determinata cosa? Con il tempo inizieranno a denigrarla, e vi sentirete sempre più afflitte e sole.
Vi guarderete allo specchio e non vi piacerete più, avrete abbandonato gli amici per passare più tempo con il narcisista e vi ritroverete sole.
Ma come mai una così grande quantità di donne intraprendenti, forti, con belle carriere, si fanno poi maltrattare così da un uomo?
Innanzitutto, perché all’inizio subentra l’aspetto umanitario, il bisogno di aiutare l’altro. Poi scatta la codipendenza affettiva, il pensiero che più si faccia qualcosa per l’altro più si meriti qualcosa in cambio. Più mi comporto bene più mi amerà, in realtà sarà proprio il contrario: più cederete più la stima nei vostri confronti calerà, più il narcisista si nutrirà del vostro cuore.
Più vi attaccherete più inizierà a fuggire, più avvertirà il vostro amore, più vi punirà con il silenzio, con lo scarto, con la triangolazione.
Quando vi avrà annientate nell’animo vi sostituirà con un’altra che vi farà credere migliore di voi, salvo poi riservare a lei lo stesso trattamento che ha usato con voi, perché di una cosa potrete essere certe: nessun narcisista cambierà mai con nessuna e per nessuna. Fingerà folle amore per l’altra ma dopo un po’ di tempo mostrerà il suo vero volto anche a lei. Anche quel fingere amore sarà per punire voi che magari li avete allontanati.
Ritornare ad avere consapevolezza di sé, bloccare tutti i contatti, tutti gli accessi, ogni forma di comunicazione, fare un lavoro profondo sulla propria personalità per salvarsi. Se vorrà tornare troverà sempre un modo, salvo poi andarsene puntualmente. E non tornerà facendo chissà cosa, a volte si limita a un semplice ‘like’ su un social, a un messaggino sentinella: il minimo impegno per il maggior risultato, che voi interpreterete come qualcosa di importante. Nessuna volta sarà “questa volta andrà meglio”, l’unica soluzione per mettersi in salvo è evitare ogni forma di comunicazione, anche indiretta.
Le vittime possono rimanere impigliate in questa rete anche per decenni, è giusto aiutare chi vive questa condizione e magari non ne è consapevole.
Se non ne siete innamorate, se non vi fanno del male, se riuscite ad essere distanti da ogni tipo di critica, tradimento, affronto personale, allora vivetela come viene. Ma se pensate di salvarne uno non ci riuscirete mai, la psichiatria si è arresa, perché dovreste riuscirci voi? E poi di sicuro il vostro ruolo nel mondo non sarà quello di salvare un’anima dannata. Inoltre, se di mezzo ci sono altre persone, quali figli, che assistono al vostro malessere quotidiano, da vittime diventerete complici di comportamenti malsani, perché se è vero che il narcisista perverso è affetto da una patologia grave, anche le vittime che hanno una personalità dipendente hanno bisogno di un sostegno da parte di un terapeuta.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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