Nebbia

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

logo

luciChe strano fenomeno la nebbia. A volte appare con enigmatica flemma, attraverso leggerissime goccioline d’acqua sospese nell’aria. Spesso, però, l’occhio umano è troppo miope per cogliere e decifrare i dettagli che l’orizzonte, in continuo divenire, manifesta tra eventi atmosferici e capricci umorali. Così se ne lascia sopraffare.
In questi casi la nebbia affiora con ostinata indolenza sullo sfondo limpido del creato, come mucillagine sulla superficie del mare, confondendo con estrema delicatezza tutto ciò che popola la quotidianità tangibile di ogni essere vivente. Le strade, gli alberi, le case, gli animali, le persone e in alcuni casi, addirittura i pensieri ingombranti, assumono nuance impenetrabili. La nebbia sembra quasi voler avvolgere in un abbraccio affettuoso ciò che incontra al suo passaggio. E’ una presenza estranea, ma in qualche modo familiare. Non fa paura, al contrario, infonde una sorta di pacata rassegnazione che dissimula serenità. Trasmette un senso di protezione e sicurezza.

buioAltre volte, invece, la nebbia cala all’improvviso, veloce, inaspettata e sorprendente come un fulmine in una giornata di sole. Allora diventa inquietante. E’ una presenza estranea e minacciosa. In questi casi, nell’arco di pochi istanti, l’atmosfera si tinge di buio. Proprio così. Se è notte e il buio la fa già da padrone, quel buio diventa ancora più intenso, vicino e scuro. Al contrario, se è giorno, scende bruscamente la notte e il buio diventa l’unico panorama accessibile, rendendo vano ogni tentativo di orientamento, anche quello per trovare una via di fuga. Affascina, ma solo per qualche minuto, poi turba. Trasmette un senso di smarrimento e confusione.

Quando, infine, la nebbia viene preannunciata da lontano, attraverso un’ombra nebulosa densa e ingorda, avida di conquiste… beh, in questi casi, tutte le sensazioni che si scatenano quando appare con enigmatica flemma e quando si presenta all’improvviso, iniziano ad agitarsi in una danza macabra. E’ una presenza estranea, da temere e scongiurare. Emozioni contrastanti ballano senza alcuna grazia, sul ritmo dell’angoscia che, con l’incedere tenebroso della nebbia, si fa sempre più palpabile. Incute timore. Trasmette un senso di impotenza e sgomento. La realtà sfuma nell’indistinto, la coscienza nell’oblio, l’inconscio in magiche suggestioni o cupi retaggi ancestrali.
uomoAd ogni modo, da che mondo è mondo l’uomo è protagonista indiscusso, al pari della natura, di questo inevitabile rapporto di convivenza tra fenomeni naturali da una parte ed esseri umani dall’altra. Un rapporto complesso e sbilanciato, a volte in un senso, a volte nell’altro dove, tuttavia, vince sempre il rispetto reciproco. E’ l’eterno gioco della nobile arte del compromesso che rende possibile l’equilibrio in qualsiasi tipo di relazione dipanando, con sapiente maestria, grovigli di dubbi, incertezze e… banchi di nebbia.

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

Sito web

Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

Perché non lasci qualcosa di scritto?