L’aria salata (Chioggia)

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L’ARIA SALATA

L’aria salata ti coglie subito alle narici, al primo respiro, scendendo dall’auto.
In tarda mattinata lo stradone è pieno di gente con pacchetti infiocchettati in mano, bottino domenicale previsto e rassicurante.
Che ci faccio io qui? Che ci facciamo noi?
Una nebbia invisibile pervade e sigilla, raggruma le idee, dà spazio ai sogni.
Barche ormeggiate lungo le fondamenta rimandano ad antichi bagliori o ad ambienti casalinghi: l”Audace”,
il “ Predatore” lasciano il posto a rimembranze infantili e quiete.
Le cose si lasciano prendere, non più con la sontuosa opulenza veneziana ma con arresa pazienza, di chi
spera qualcuno lo noti…
I ponti abituati, le vie percosse dal vento, le piazze non si aspettano nulla dal turista distratto, non impongono cliché o particolari obblighi.

I voli dei gabbiani, le loro stridule querule voci, sanno di arrembaggio e stranianti imprese. Voci di bambini allegri e festanti richiamano alla vita. Porto sicuro a cui abbeverarsi.

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