La figlia del mercante di fiori, di Kayte Nunn

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A volte per guarire dal dolore bisogna trovare il coraggio di salire su un aereo, di lasciarsi trasportare dalla vita e di inseguire un sogno anche se all’apparenza incomprensibile.
Succedono delle cose talvolta a cui non sappiamo dare delle risposte, eppure queste ultime poi arrivano man mano che gli eventi accadono.
Questo libro ci insegna che le situazioni, anche le più difficili, si possono sbloccare e che un fiore può sempre rinascere. Intrecci familiari che si sciolgono a distanza di molti anni, se non secoli.
“La figlia del mercante di fiori” di Kayte Nunn è un romance molto avvincente. È il racconto parallelo della vita di due donne, uno ambientato alla fine dell’Ottocento, e un altro ai giorni nostri, una lascerà il vecchio continente per mantenere una promessa, l’altra tornerà nel vecchio continente per compiere il suo destino.

“Non aveva fatto quel lungo viaggio su un’orribile nave e sopportato settimane di mal di mare per innamorarsi del primo uomo fascinoso in cui si era imbattuta”.

Una conoscerà una breve felicità, l’altra la durevole felicità dopo un grande dolore.
Il racconto risulta essere un po’ lento all’inizio, molto più accattivante la storia di Elizabeth che quella di Anna, ma poi alla fine capiamo il perché di tanto mistero intorno alla figura di Simon.
Lo stile è tipico dei romanzi rosa: semplice, affabile, delicato.
I protagonisti sembrano tutti usciti da un incontro per il tè in Inghilterra: camicie perfette, capelli ordinati, sorrisi affabili. È un libro sui buoni sentimenti, sui valori familiari, sulla scoperta di sé dopo un profondo dolore.

“Uno degli inquilini più famosi della casa fu Sir John Trebithick, un botanico dell’età vittoriana che compì diverse spedizioni pericolose in tutto il mondo per raccogliere le centinaia di piante che vedete prosperare oggi nei giardini”.

C’è la fragilità delle donne che però riescono a mettersi in gioco e a ricostruire sé stesse, scopriranno di avere un inaspettato legame di sangue Elizabeth e Anna, il filo conduttore sono i fiori, le piante. Per chi ama il mondo delicato e sublime della botanica il libro è affascinante. Si snoda tra appellativi latini e acquerelli dipinti, tra arbusti rari e trame rocambolesche. Le ambientazioni sono credibili, i personaggi ben delineati: Elizabeth così tenace, Anna così tranquilla e disarmante nella sua semplicità, c’è un contorno di donne simpatiche e familiari, sembrano la mamma e la sorella che tutti vorremmo avere.
L’happy ending è prevedibile ed è tutto quello che ci si aspetta da un romanzo rosa.
È stato piacevole trascorrere del tempo in compagnia di questo libro.
Il romanzo sarà pubblicato presto anche in altri cinque paesi.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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