La droga e la tossicodipendenza ai giorni nostri

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Come mai ultimamente si sente sempre meno parlare dei problemi legati alla dipendenza da sostanze stupefacenti?
Certo chi lavora in questo settore, o sta vicino a un tossico, sa bene di cosa parlo, ma rispetto agli anni ’90 sembra che qualcosa sia profondamente cambiato, non si combatte più con fermezza la sostanza.
È anche vero che il modo di approcciare è cambiato, quello che terrorizzava negli anni ’90 era anche il contagio dell’HIV, l’eroina era la droga più facilmente reperibile all’epoca, più economica e si iniettava attraverso siringhe, che a volte venivano passate di vena in vena.
La battaglia era contro il deterioramento del corpo, contro il terrore di una malattia trasmissibile e non curabile, oggi si fa meno uso di eroina, o comunque se ne inietta di meno, in compenso è aumentato l’uso del crack, fumandola. Mentre l’altra droga che ormai trova il suo ampio consumo è la cocaina.
La cocaina abbonda non più solo negli ambienti elevati, ma anche in quelli medi e sembra che reperirla non sia la cosa più difficile del mondo.
Tanto fanno discutere anche le droghe chimiche, le smart drugs, o i nuovi/vecchi redivivi composti tra sciroppo per la tosse e codeina (niente di nuovo… questa soluzione era già in voga negli anni Sessanta, solo che sembra che adesso tutti se ne stiano accorgendo per accusare questo o quel cantante, ndr) il Purple Drank.
Eppure, i problemi per chi si trova vicino a una persona autodistruttiva sono sempre gli stessi: come faccio a capire se lui si droga? Di cosa si fa? Quali sono le strade migliori per aiutarlo a venirne fuori?
Le risposte a queste domande sono sempre complesse, non si possono trovare soluzioni semplici a problemi complessi, e spesso la risposta “puoi aiutare solo chi vuole farsi aiutare” non basta, o non è soddisfacente per un genitore che vorrebbe salvare a ogni costo suo figlio, o per una moglie.
Non sempre l’amore ci salva, forse il più delle volte si viene trascinati giù nel fondo senza possibilità di risalita.
Anche perché se si apprezza la profondità non ci si accontenta neanche di fronte alla vastità dell’abisso, quindi cosa fare?
Innanzitutto, perché, dopo tanti anni, i governi realmente non si sono impegnati per contrastare questa enorme piaga sociale?
Perché i governi non hanno alcun vantaggio nel risolvere questo problema, si dicono attenti a contrastare questi traffici, ma poi è proprio da questi capitali che attingono per salvare le loro banche (dati riportati ovunque non è una novità, ndr).

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Le serie tv che, tanti proseliti acquistano di volta in volta (vedi Narcos, Gomorra, etc etc), non sono poi così distanti dalla realtà, quando un governo è stanco, o quel cartello diventa ingombrante, quella famiglia viene spazzata via.
Si preferisce investire sul recupero sociale dei tossici, per chi vuole veramente salvarsi, invece di investire nella distruzione di questi commerci, e questo di sicuro non aiuta.
Il mondo è brutto, le menti sono fragili e in un qualche modo bisogna affrontare la triste realtà (certo non per tutti è così, ma di solito chi finisce vittima di una dipendenza ha una personalità fragile), quindi se i governi non sono dalla nostra parte cosa possiamo fare no,i infinitamente piccoli, rispetto alla dura realtà?
Provare a difenderci, provare a reagire utilizzando tutte le nostre energie.
Se siete fortunati il tossico si rivolge a voi con sincerità, vi dice che si fa e di cosa si fa, se non siete fortunati (e questo, ahimè, succede nella maggioranza dei casi), per non perdere la sua personale credibilità ai vostri occhi, non vi dirà nulla e passerete settimane, mesi a chiedervi se avete a che fare con una persona sana, o meno. Vi farà sentire dei folli, dicendo che vedete cose che non esistono, mentre voi cadrete sempre più nello sconforto e nell’insicurezza. Se avete dei dubbi e vivete con la persona in questione, senza preavviso un giorno chiedetegli di fare l’analisi delle urine, o del capello. Ecco, se già vi state ponendo questa domanda vuol dire che c’è qualcosa che non va, che come minimo questa persona ha un comportamento disfunzionale e poco lineare.
Ogni sostanza agisce in maniera particolare, da quanto ho capito, la cocaina eccita, rende euforici, su di giri, amplifica quello che si è; l’eroina abbatte e distrugge in maniera rapida. La prima è più subdola perché chi ne fa uso è convinto innanzitutto di non essere un tossico e di non poterne diventare dipendente, è definita una droga pulita perché non compromette il fisico esteriormente, anche se i danni sono, anche in questo caso, permanenti: problemi dell’umore, ansia, difficoltà nel comportamento sociale. Inizia ad essere indispensabile per svolgere anche l’attività più semplice, ed è in questo momento che scatta la dipendenza. Le fasi di down da cocaina possono essere molto forti, (la fase di down è quando al corpo manca la sostanza), si cade in una profonda apatia e depressione. La ricerca ossessiva della sostanza si chiama craving. L’astinenza può essere terribile.
Gli sbalzi d’umore diventeranno frequenti, inizierete a pensare se avete a che fare con una personalità multipla, quando la persona sarà soddisfatta sarà gentile, presente, quando sarà in astinenza diventerà un’altra, arrivando addirittura ad aggredirvi, fino ai casi più eclatanti in cui si può arrivare a uccidere perché vittima di allucinazioni.
Potrebbero iniziare a scomparirvi oggetti in casa, o la persona tossicodipendente inizierà a contrarre debiti; attività un tempo floride e attive, diventeranno macchinette bruciasoldi, se avete deciso di rimanere in questo inferno è perché amate questa persona e non potete abbandonarla così.
Se vi chiede aiuto già è una cosa buona, anche se potrebbe farlo solo nelle fasi di lucidità (o quando ha un bisogno impellente di soldi per farsi), senza impegnarsi mai per davvero a uscirne; se non vi chiede aiuto potrebbe essere una guerra persa, e voi combattenti tra le macerie delle miserie umane non potrete far altro che andarvene.
All’inizio vi sembrerà di essere voluti, desiderati ardentemente, in realtà solo in un secondo momento scoprirete di far parte degli stati di eccitazione comportati dalla droga stessa, o di essere una nuova pedina utile per l’ottenimento della sostanza. In alcuni casi, le droghe alimentano la voglia di provare rapporti particolari, tutto sembra migliore, non c’è distinzione tra uomo o donna. Sembra assurdo ma è così, con il passare degli anni e della dipendenza si diventa apatici anche nei confronti del sesso, ma solo molto tempo dopo. Quindi, in molti casi la fame sessuale è proprio sintomatica dell’assunzione recente di droghe, e questo rende il tutto ancora più umiliante.
In molti provano a smettere da soli, ma in realtà non è così facile e il rischio di ricadute è frequente, soprattutto se si assumono dei farmaci per contrastare altre malattie (tipo antidolorifici molto forti a base di oppiacei, ndr).
Alcune persone trovano positivo frequentare i Narcotici Anonimi, ma informandomi mi è sembrato di capire che purtroppo non siano presenti in tutte le città.
I SerT fanno quello che possono.
Non bisognerebbe mai smettere di provare ad uscirne, e bisognerebbe cercare di capire che cosa ci rende così odiosa la nostra stessa vita, alcune fratture non si chiudono mai.
Se è l’amore che vi guida provate, ma non fatevi distruggere. Cercate di essere esempio, conducete la vostra vita, non abbandonate le vostre abitudini, siate dei vincenti per trasmettere voglia di fare all’altro non per umiliarlo, dimostrate che ci siete ma che la vita può essere bella anche in altri modi, soprattutto se vissuta a pieno.
Non lasciatevi abbattere, inutile urlare, infierire, non serve a nulla, serve solo ad allontanare di più, se non ce la fate più, se non ci vedete chiaro, prendete le distanze senza rimorsi, non siete crocerossine o salvatori volontari, non siete tenuti a fare nulla che non vogliate.
Ci sono diversi siti che danno molto sostegno a chi si trova a combattere guerre solitarie, consultateli, lasciatevi guidare, da qualunque cosa si può uscire se si vuole, e se non si è soli.

Avete vissuto esperienze dirette? Ce ne volete parlare? Commentate pure, vi leggeremo con attenzione.

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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