Sette bandiere per una scuola democratica e colta

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Non è forse vero che le società delle regioni industrializzate, delle contrade settentrionali, delle classi abbienti costruirono le proprie fortune economiche, sociali e culturali a spese delle dirimpettaie società del terzo mondo, delle latitudini meridionali, dei ceti diseredati? Non è forse vero che le politiche dello sviluppo sono state capitalisticamente funzionali al mantenimento del sottosviluppo?
Questa, la nostra denuncia, ma anche la nostra speranza. Che gli ultimi freddi invernali d’inizio millennio possano rapidamente sciogliersi all’alba di una primavera cosparsa del profumo inconfondibile di una nuova stagione: il duemiladiciannove. Inaugurando la stagione post modernista delle grandi scelte democratiche: civili, culturali e valoriali. Possibili, dando a tutte le popolazioni della terra le chiavi della Conoscenza.

Dunque, la Formazione come imprescindibile risorsa umana. Proprio perché il soggetto Persona rischia di lasciare via libera all’avvento, esistenzialmente devastante, di un soggetto/massa. Ovvero, di un uomo e di una donna standardizzati e di serie: testimoni di comportamenti quotidiani (affettivi, cognitivi ed etico-sociali) coniati dai modelli del consumo collettivo.scuola-e-universita_1.650x250_q95_box-0,0,647,249

Non solo l’omologazione dei modi di vivere connessi all’alimentazione, all’abbigliamento, alla comunicazione, al fitness e al tempo libero. Ma anche, e soprattutto, i modelli di vita personale connessi ai modi di pensare, di decidere, di progettare e di sognare. Dunque una stagione postmodernista possibile dando vento a dieci vessilli del nostro Paese.

SETTE BANDIERE AL VENTO

Primo vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in una identità pubblica. Segnale del diritto di entrata e di uscita dell’utenza infantile e adolescenziale. Nel nome di non-uno-di meno, gli insegnanti e i genitori sono chiamati a sfidare i filistei tutori di una Scuola classista e selettiva.

Secondo vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in menti plurali. Soltanto le teste ben fatte non temeranno la complessità delle conoscenze e il confronto tra idee diverse. Per questo, la Pedagogia sceglierà il “pluralismo” nell’Istituzione pubblica. E non un sistema di Istruzione frantumato in tante Scuole private quante sono i gruppi etnici e sociali presenti nelle singole comunità.

Terzo vessillo. Presiederàla Scuola italiana avvolta in un’alfabetizzazione elevata a risorsa di civiltà, di democrazia e di cultura. Pollice verso, invece, ad una Istruzione che spaccia saperi ascientifici e assiomatici di senso comune. Parliamo di conoscenze inagibili all’indagine, alla confutazione e alla scoperta.

Quarto vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in una bandiera che richiama una cattedrale. Cioè a dire, una comunità educante che attrae e coinvolge gli allievi per i suoi riti e per le sue sacralità. In contropartita, chiede all’utenza impegno e fatica intellettuali essendo spesso i sentieri alfa betici aspri, ostici e disagevoli.

Quinto vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in una bandiera che mai concederà il divorzio tra i linguaggi delle mente e i linguaggi del cuore. Pietrificando i primi (le forme logiche del pensiero) in quadri nominalistici e formalistici che moltiplicano il disagio cognitivo ed emotivo degli allievi in difficoltà di apprendimento.

Sesto vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in una bandiera che impugna il volante dell’autonomia. Traguardo transitabile a patto che gli insegnanti e gli allievi possano farsi copiloti della vettura dell’Istruzione pubblica. Una Scuola/cogestita che coinvolge i genitori non solo democratizza la cultura ma dà un salutare giro di manovella al decentramento del sistema pubblico dell’Istruzione.

Settimo vessillo.Presiederà la Scuola italiana avvolta in una bandiera che richiama a non trasformare i Programmi ministeriali in una sorta di sentieri a pedaggio. Legittimando un viaggio tra “diseguali” lungo i comparti dell’Istruzione: transitabili – al chiaro di luna – soltanto da chi é equipaggiato da speciali sassolini bianchi coniati dai curricoli ufficiali del Ministero di viale Trastevere.

 

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