L’editor, chi è e cosa fa?

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editor

Quanto è difficile il mestiere di editor? In cosa consiste? Perché gli scrittori sono così gelosi delle loro opere?
Non so se riuscirò con un solo articolo a snocciolare tutti gli argomenti da affrontare, in caso contrario, mi conservo la possibilità di continuare in un prossimo capitolo.
Fondamentalmente io nasco come editor, cioè correggo libri, lavoro con gli scrittori, seguo un testo dal suo primo vagito alla pubblicazione, talvolta ne curo anche il suo ingresso in libreria e nelle vostre case.
Come si può facilmente intuire lavorare con gli scrittori non è affatto semplice, ho un percorso di studi in psicologia, e devo dire che, questo mi ha aiutato molto in questo campo, permettendomi di elaborare degli approcci personalizzati a seconda di chi abbia di fronte.
C’è lo scrittore insicuro che ti chiede di prenderlo per mano e di seguirlo totalmente nella stesura del testo, che ogni tanto si perde e che tu devi motivare, seguire, incitare, stimolare ad andare avanti; c’è quello sicuro che ti presenta il manoscritto già bello e finito e tu sai che in questo caso devi rivederlo il meno possibile, approcciare con tatto e con delicatezza, perché quel lavoro in quel momento per lui vale più di un figlio; c’è quello sperduto: “ho scritto questo e ora che faccio?”; C’è quello permaloso che prima se ne va, e poi ritorna. C’è lo scrittore umile, che capisce il tuo ruolo, si affida totalmente a te e ti lascia lavorare.

È uno spaccato di vita professionale a cui io non potrei mai rinunciare, mi piace tutto di questo mondo, anche le bizze e le paturnie di chi scrive, affrontare con loro nottate e pagine bianche, asciugare il sudore della fronte e riempirli di complimenti quando scrivono qualcosa di bellissimo.

Sì, è un lavoro che dà un sacco di soddisfazioni da un punto di vista emozionale, umane, non tante da quello materiale. Ma a noi piace questa vita randagia e bohémien.
Ma che cosa fa praticamente un editor?
Innanzitutto, occorre una grande preparazione grammaticale e culturale, mantenersi aggiornati sulle ultime uscite in libreria, leggere tantissimo, studiare di più, eventualmente seguire corsi di scrittura, confrontarsi sempre con questo mondo, poi si passa all’azione sui testi.
La mia gavetta è stata decennale, i primi anni mi sono limitata a correggere testi di autori emergenti, temi di scuola di giovani studenti, poco alla volta il campo si è allargato, arrivando alle collaborazioni con le case editrici note.

scrivere
Un editor deve rendere fruibile, bello, scorrevole, il testo dello scrittore, si crea per un periodo di tempo un rapporto simbiotico, si creano sintonie e alchimie particolari, non storie d’amore, ma un’unione professionale imprescindibile, tu devi entrare nella vita dell’autore, devi snocciolare anche i più piccoli dettagli per capire perché lui abbia usato proprio quell’espressione in quel determinato verso, devi diventare la sua ombra. Ecco perché si può lavorare solo con persone con cui c’è complicità, se non vi sono questi ingredienti si rischia di rovinare un testo buono e di creare attrito, ma non è detto che non vi siano scontri, anzi… talvolta sono necessari per capirsi meglio e per far progredire l’opera.
Il libro dunque una volta arrivato nelle mani dell’editor, va corretto, reso limpido e pulito da tutti i refusi, errori temporali, e reso scorrevole, io dico che va fatto un lavoro di limatura: in alcuni casi più profondo, in altri più superficiale. Taglia, cuci, incolla, cancella, ricalca, cancella di nuovo, riscrivi, è quasi un lavoro di cucitura: disegni il modello, imbastisci la trama a punti larghi e poi confezioni.
Il lavoro deve risultare impeccabile, musicalmente perfetto, deve scandire il tempo come un metronomo.
Come avviene nella musica quando un disco è finito e tutte le parti devono essere amalgamate insieme sapientemente, così succede anche per la letteratura: dietro i più grandi scrittori ci sono degli editor pazienti, che hanno saputo indicare la strada giusta (magari a questi ultimi dedicherò un capitolo a parte).
Eppure, ogni volta che uno scrittore mi consegna un testo c’è sempre la stessa ansia, questo vale per tutti: “non so com’è, mi fai sapere se ne vale la pena?”.
Non occorre che io tranquillizzi tutti dicendo che mi farò sentire io appena riesco, che potranno anche passare dei giorni perché la lista è lunga, dopo una settimana, ogni scrittore, mi manda un messaggio in cui mi chiede se ho già letto qualche pagina. Quel messaggio mi fa sorridere ogni volta e mi rende ‘materna’, so che l’ansia sta prevalendo.
In effetti, immaginate voi ad attendere il parere di un estraneo che deve comunicarvi se il vostro testo vale la pena leggerlo, oppure no; credo che sia davvero una cosa difficile, pari all’ansia provata per l’esame di maturità.
C’è attesa, c’è spasimo, c’è silenzio, parla solo il tuo scritto.
Ma cosa succede dopo che l’editor ha rivisto il testo?
Magari di questo parliamo nel prossimo capitolo. Se volete parlare con me di questi argomenti, mi trovate su Facebook: Imma Stellato Iava.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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