Il sigillo di Caravaggio, di Luigi De Pascalis

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“Il sigillo di Caravaggio”, scritto da Luigi de Pascalis, edito da Newton Compton, per la collana Nuova Narrativa Newton è il racconto degli ultimi giorni di vita del celebre pittore rinascimentale Michelangelo Merisi, detto “il Caravaggio”.


il-sigillo-di-caravaggio-x1000Il testo cerca di portare luce sulle molte ombre della vicenda che riguardano la morte dell’artista, ricercato da più parti e ucciso non per quello che si potrebbe pensare.
Il libro ruota intorno al pittore che sbarca a Porto Ercole, nel territorio dei Presìdi spagnoli, sul molo vi sono ad attenderlo dei sicari, ma chi vuole la morte del pittore?
In realtà egli stesso si sta recando dal papa per riceverne la grazia, su di lui pende una pena capitale a vista: chiunque può tranciargli la testa e richiederne la taglia.
In quei giorni, il papa, grazie all’intercessione del cardinale Borghese, approva la salvezza per il pittore, ma per mancanza di comunicazione questo messaggio arriverà troppo tardi.

Si rivide a Napoli, nel palazzo della marchesa, a Chiaia, intento a lavorare sulle Sette Opere di Misericordia, dipinto destinato all’altare maggiore del Pio Monte della Misericordia.

A ricercarlo sono in tre, tra questi, uno dei mandanti è lo stesso cardinale che vuole tenere per sé il segreto nascosto nella tavoletta di Hieronymus Bosch, che Michelangelo Merisi dipinse ancora giovinetto, ma di cui conservava mentalmente tutti i dettagli.
Si vociferava che quell’opera contenesse un antico segreto, e proprio per questo il pittore dovesse morire.
Il racconto è sferzante, acceso, prosegue pagina dopo pagina ricco di aneddoti e di episodi. Il protagonista è il pittore, anche se lo vediamo in scena molto poco, tutto ruota intorno alla sua figura, è un protagonista non attore ma agito da altri, il suo ruolo è quello di starsene nascosto, provando a mettere in salvo la vita, viviamo con lui le sue paure, le sue ansie. Ci parlano di lui una folta schiera di personaggi creati ad hoc per l’occasione, alcuni storici, altri di fantasia.
Si intrecciano storie personali, storie d’amore, morti e inganni, il tutto tenuto insieme dal fascino conturbante, oggi più che mai, del compianto pittore.

Gli uomini sono uguali davanti a Dio e davanti al demonio, soprattutto se visti dalla parte del culo

Domina su tutti la figura forte, possente, quasi nomen omen, di Costanza Colonna, elemento portante di tutta la vicenda: lei che vuole la verità, lei che lotta per la salvezza del suo pupillo, lei che ne piange disperata la morte di questo ragazzo amato come un figlio.
Bellissima questa figura che sovrasta, che guida, che comanda, la storia è piena di donne forti, ma tra queste pagine Costanza Colonna diventa epica, mater matuta, stabile, razionale, femmina e nobile. Abilissimo lo scrittore Luigi de Pascalis, che ha tirato fuori un personaggio degno di ogni rispetto.

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Sono cresciuta in un quartiere chiamato Sant’Erasmo, e la presenza di un luogo omonimo, ha reso questo romanzo ancora più vicino.
Lo stile è scorrevole, melanconico, ma avvincente. Che belle le scene dei combattimenti! Azione e tintinnio di spade si alternano a fughe rocambolesche. È un libro da leggere tutto d’un fiato, De Pascalis ci consegna un’opera magistrale, degna di nota e di ricordo.
Ci regala un artista ricco di fascino e di ardore, geniale e conturbante, ma pieno di demoni. Caravaggio è da sempre il genio per antonomasia, ricco di virtù e di bravura, ma non parco di vizi, ribelle, problematico, difficile.
La sua pittura è piena di ombre, che abbraccia solo in un secondo momento del suo stile, ma anche la sua vita lo è, non si fa mancare nulla: beghe di bottega, omicidi, amanti, amori, giuoco, amici e nemici.
Reca con sé il suo passato difficile, ma lo paga tutto negli ultimi giorni di vita. Caravaggio muore, i suoi amici accorsi per metterlo in salvo, non riescono nell’impresa, e tra atroci sofferenze il pittore lascia questa terra.
Ancora più triste pensare che non fu concesso neanche il trasporto della salma a Napoli, dalla materna Costanza Colonna, e che fu sepolto in una fossa comune.
Ricorrente nei suoi ritratti il tema della testa mozzata, riviveva la paura della decapitazione possibile ad ogni angolo di strada. Una vita intensa ma carica di tormenti, che abbiamo rivissuto egregiamente grazie al racconto che ne fa Luigi De Pascalis.
La Newton Compton si conferma come la migliore casa editrice in termini di pubblicazioni di romanzi storici.

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