Il narcisismo patologico

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Ci eravamo lasciati con un primo capitolo sulla Commitment Phobia, la paura d’amare, quella che può essere scambiata per narcisismo perverso.
In questo articolo affronteremo questo tema delicato, precisando che dietro vi sono studi profondi, ma il testo non ha fini scientifici, o medici.
Io vi consiglio sempre di leggere i testi di Alexander Lowen, a mio avviso il migliore studioso di questa terribile patologia.
Ormai tutti ne parlano e sembra che sia più facile incappare in uno psicopatico che in una persona normale. Ma come mai? La deriva delle società capitalistiche sfocia sempre nel narcisismo patologico, nell’apparenza e nel possedere, questo ormai non è più un segreto per nessuno, ma praticamente cosa determina questo comportamento?
Alla base di un atteggiamento narcisistico patologico c’è una ferita profonda vissuta nell’infanzia: un genitore assente, violenze domestiche, violenze tra genitori, un genitore umiliante e severo, un genitore silenzioso, una morte improvvisa, abusi.
Il bambino per mantenere un rapporto di complicità con il mondo degli adulti inizia a trovare delle strategie per non farsi troppo male, per compiacere gli altri che gli sono intorno e chiude il cuore, cercando di salvarsi e di ottenere il meglio in ogni situazione.
In base all’età in cui avviene la ferita narcisistica il bambino, poi uomo (o donna) rimane fermo a quell’età, a quell’evento.
Nell’infanzia ogni bambino attraversa una fase egocentrica, durante la quale si sente il centro del mondo, dell’universo, compiaciuto anche dai familiari che, nel proteggerlo e educarlo, lo fanno sentire tale.
Per i narcisisti perversi questa fase non passa mai, restano convinti di essere il centro, di essere continuamente attori su un palcoscenico.
L’incontro con un narcisista perverso è sempre qualcosa che cambia la vita, di solito è l’uomo (o la donna) più bello, più interessante, con il lavoro più affascinante, conosciuto fino a quel momento.
I primi tempi vi sembrerà di vivere in una favola: lui premuroso, romantico, gentile, attento, desideroso di voi e di compiacervi. Dirà le cose di cui avrete bisogno in quel momento, salvo poi rimangiarsele nel momento della squalifica (ci arriviamo), vi farà sorprese e gesti eclatanti, vi sentirete i protagonisti di una vera e propria favola, quello che stavate aspettando da una vita. Vi ritroverete a pensare: è successo proprio a me? Lui ha notato proprio me? Quanta felicità tutta insieme.
Sì, alcuni di voi avranno notato quella piccola stonatura: lui (o lei) ha notato proprio me?! Come se lui valesse più di noi, come se noi fossimo meno rispetto a lui, già da qui si delineano le caratteristiche dei due amanti, da una parte uno che vale di più, dall’altra una persona con poca consapevolezza di sé.
Il narcisista fa leva sulle insicurezze e tutte le cose belle che voi gli direte in questa fase, un giorno, le userà contro di voi.
La favola con il narcisista perverso dura categoricamente fino al primo litigio, che può avvenire per i motivi più futili, ma avere ripercussioni esagerate. Fino a cinque minuti prima filava tutto liscio, cinque minuti dopo lui cambia totalmente, cambia anche il suo sguardo nei vostri confronti. I suoi occhi prima brillanti e calorosi, sembrano diventare cupi, spenti.
La data precisa di questo primo litigio non è data saperla, se siete bravi a stanarli la farete capitare il prima possibile per capire il vostro interlocutore come reagisce, nella mia esperienza più dolorosa, il primo litigio è avvenuto dopo soli quindici giorni, io chiedevo qualcosa di assolutamente naturale visto che si stavano ponendo le basi per una relazione, lui cambiò totalmente atteggiamento.
In quel periodo non ero esperta di narcisismo perverso, se ne parlava ancora poco, e iniziai ad addossarmi delle colpe che poi ho scoperto non avere mai avuto, in effetti perché avevo delle richieste dopo soli quindici giorni?
Oggi ho imparato che le richieste non dovrebbero prevedere un tempo, si chiede quando si sentono determinate cose.
Il mio primo piegarmi e accondiscendere alle sue prime richieste, mettendo da parte le mie, innescarono un comportamento totalmente malsano di cui ho avuto consapevolezza solo molto tempo dopo e quando ormai ero fuori da quella relazione malata.
Inutile dire che oggi non ci casco più.
Dopo il primo litigio la persona cambia, magari non si allontana subito, ma inizia a mettere in atto il gaslighting, la mancanza d’aria, vi umilierà, vi terrà il muso, vi costringerà a subire il suo silenzio, vi punirà, inizierà a mandarvi delle frecciatine mirate per colpirvi. Il giorno prima eravate bellissima, il giorno dopo il vostro colore dei capelli non andrà più bene, il modo di vestirvi, qualsiasi cosa sulla quale potrà colpirvi verrà usata contro di voi, e voi cadrete in una spirale di profonda insicurezza.
Com’è possibile che lui che era tanto buono, gentile e paziente con me, ora sia diventato così freddo?
E inizierete a colpevolizzarvi, provando a cambiare atteggiamento per farlo tornare quello di prima.
Quante volte avete usato questa espressione? ‘Quello di prima’, mi dispiace dirvelo, ma quello di prima non tornerà mai più, se non quando vorrà qualcosa da voi, che siano sesso, soldi, o semplice nutrimento narcisistico.
Voi non avete nessuna colpa di questo comportamento: non è colpa vostra se vi ha trattato male, non è colpa vostra se per l’esasperazione è andato a letto con un’altra, non è colpa vostra se non vi parla più, non è colpa vostra se addirittura avete fatto scaturire un’azione violenta. Purtroppo, il malato è lui. E dovete accettarlo, prenderne le distanze e andare via.
Nel prossimo capitolo vi parlerò degli eterni ritorni, dei riagganci e delle caratteristiche della vittima designata, che solitamente è una persona buona, comprensiva e portata ad aiutare gli altri.

Se volete parlare con me di questi argomenti e confrontarvi, cercatemi su Facebook: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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