Eve Babitz e la partita a scacchi con Duchamp

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Ah, signore mie, ma quanto è difficile il ruolo di amante durante questi tempi moderni?
Non che prima fosse semplice, per carità, ma oggi con tutta questa (finta, in alcuni casi) felicità ostentata sui social, diventa ancora più difficile, e si rimane a casa a rodersi il fegato.
Suvvia, non facciamo i finti moralisti, tutti quanti vorremmo innamorarci di chi ci ricambia incondizionatamente, ma se i tradimenti non fossero all’ordine del giorno gli alberghi non sarebbero sempre così pieni, i divorzi sempre più frequenti e tutti quanti mostreremmo il nostro Whatsapp con disinvoltura ai nostri partner. Non si parlerebbe tanto di sentimenti e di risentimenti.
Lungi da me osannare questo comportamento, giammai, del resto è un ruolo che io non sono mai riuscita a sostenere, però ho letto una storia carina in questi giorni e ve la voglio raccontare.
Correva l’anno 1963, in piena rivoluzione culturale, i Beatles cantavano “Please Please Me”, la guerra del Vietnam diventava sempre più cruenta e cattiva, e la rivoluzione sessuale era alle porte: da una parte il rigoroso comportamento conservatore delle generazioni precedenti, dall’altro una nuova categoria di giovani che dicevano ‘basta’, decidevano di interrompere tutti gli schemi con il passato e di definire una distanza netta con i loro genitori; in questo caos, sovrastava, aleggiava, una schiera di artisti nelle varie arti. Si muovevano, si riunivano, nelle città con più fermento culturale: Londra, New York, Parigi, San Francisco, erano anni in cui l’arte sgorgava a piene mani, la droga non era vista come il male assoluto e gli studi su numerosi fenomeni moderni erano solo agli inizi.

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In piena rivoluzione pop, a Ottobre 1963, apriva le porte al pubblico la mostra del maestro Marcel Duchamp, presso il Pasadena Museum of Art. L’artista settantaseienne, già profondo animatore del dadaismo e del surrealismo, ideatore del ready made e dell’assemblaggio, era anche un abile scacchista, e in questa mostra erano visibili delle foto che lo immortalavano in una partita a scacchi del tutto speciale, con una bellissima, ventenne, Eve Babitz, nuda.
Ma perché?
Le foto furono scattate da Julian Wasser e sono facilmente reperibili in tutto il web, la storia celata dietro è semplice, quasi da romanzo da appendice…
Eve Babitz aveva un amante (di cui non ha dichiarato l’identità, ndr) che non l’aveva invitata al vernissage della mostra stessa, lui disse di preferire portarci la moglie, allora la giovane Eve, invitata da Julian Wasser, riuscì a farsi immortalare con il maestro Duchamp completamente nuda durante una partita a scacchi e le foto furono collocate proprio all’ingresso della mostra.

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L’amante della Babitz appena entrò se le trovò davanti e si arrabbiò moltissimo, ‘intossicandosi’ la giornata.
La ragazza era riuscita nel suo intento: essere presente alla mostra comunque e far arrabbiare il suo uomo.
Purtroppo, non vinse nessuna delle partite contro il maestro Duchamp, che la stracciò miseramente.
Storie della storia dell’arte che meritano di essere raccontate, piccole scaramucce tra innamorati in un’atmosfera che ondeggiava già sotto il vento del cambiamento.
È in libreria in questi mesi un nuovo libro della Babitz, “Sex & Rage”, e il leitmotiv della sua narrazione è proprio il sesso vissuto in maniera libera e totale.
E a noi piacciono molto le storie di libertà e di controtendenza.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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