Natale a Miami

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Mi chiamo Bruce e sono il responsabile di una florida casa di riposo in centro città, chiamata, non a caso, Miami! E’ incredibile come un banale aggettivo e due nomi stranieri facciano subito America. Pensate che qualcuno, addirittura, crede che la Miami Spa sia un centro benessere, anziché un ospizio quotato in borsa! Ah il potere della suggestione… comunque funziona, probabilmente meglio di una SPA. La casa è sempre sold out e la lista d’attesa, piuttosto lunga.

triesteMa torniamo a noi. Come avrete capito non siamo negli Stati Uniti e nemmeno a Miami, o meglio, il nome è lo stesso, ma la città in questione è Trieste. Ebbene sì, Trieste, anche se quel Bruce, magari pronunciato con un po’ d’enfasi, fa spesso viaggiare la fantasia femminile proprio oltreoceano verso Bruce Springsteen, Bruce Lee o ancora, verso Bruce Willis e quella maschia, invece, verso… ah, lasciamo perdere, poco importa. Chiariamo subito che non ho la voce del primo, né i bicipiti del secondo, né il fascino del terzo, tanto meno i soldi di uno dei tre. Chiariamo pure che pratico solo sesso etero e perché no, che a Trieste, dove sono nato e cresciuto fino a un discutibile 1,63m, tutti mi chiamano Batman! Non solo in onore di Bruce Wayne, ma anche della mia curiosa passione per gli abiti neri attillati, i copricapo aderenti e le mantelle svolazzanti. L’inverno, ovviamente, è la mia stagione preferita: tra freddo e pioggia, passo quasi inosservato, mentre d’estate… beh, d’estate lascio la gestione dell’ospizio a mia sorella Ornella, detta Nella –la sosia di nonna papera- e me ne vado a svernare in Islanda. Lì il freddo e l’acqua non mancano mai!

nataleE poi, d’inverno c’è il Natale. L’albero, il presepio e le lucine colorate sono un balsamo per l’anima, tanto quanto lo sono un massaggio ayurvedico, le commedie di Goldoni, i gatti persiani… e Dani, in arte dott.ssa Daniela Peruzzo, la psicoterapeuta della porta accanto. Proprio così, Dani ha lo studio nello stabile che confina con l’ospizio, ma questa è un’altra storia. Dov’ero rimasto? Ah, sì, al Natale. Devo scrivere l’annuncio: AAA Babbo Natale cercasi. Ora vi spiego…
Trieste è conosciuta ovunque come capitale mitteleuropea, crocevia di popoli, culture e religioni, come città della scienza, della conoscenza e del welfare… ma pochi sanno che è anche un covo di ospizi! Basta guardarsi attorno: tra una banca e un supermercato si contano almeno due case di riposo!
E qui nasce il problema: pare che da vecchi si torni a essere bambini, almeno in parte, per la precisione, nella parte che contempla pipì e popò a estro, sbalzi d’umore, capricci e la meraviglia con cui, a tratti, si guarda il mondo. Chissà perché il Natale, rientra in uno di quei tratti in cui lo sguardo dei miei ospiti è sempre carico di emozione e di aspettative. Così, per assecondarli, faccio entrare in gioco Babbo Natale. Ogni anno organizzo una giornata speciale con musica, giochi e sorprese, ormai divenuta famosa in città: “Natale a Miami”. Naturalmente, il momento più atteso è quello in cui arriva Babbo Natale, nel caso specifico, su una sedia a rotelle accompagnato da tre infermiere che sembrano più ballerine del Moulin Rouge che renne del Polo Nord -giusto per stuzzicare con eleganza la fantasia dei vecchierelli. Le vecchine, infatti, si accontentano di un sorriso e delle caramelle, consapevoli di essere uscite da tempo dalla tempesta ormonale tipica dell’età adolescenziale!

auguriFino a qualche anno fa, Babbo Natale era impersonato da un certo Ciano zavata, pantofolaio per professione. Purtroppo, però, quando l’ex pantofoler è regredito alla prima infanzia e ha iniziato a vedere le renne come creature malvagie, equivoche e iettatrici, non c’è più stato verso di fargli interpretare quel ruolo. Così da tempo sono costretto a rivolgermi all’esterno, con tutti i rischi che comporta affidarsi agli estranei. Questi, per l’appunto, pensano di trovare l’America alla Miami Spa e quando capiscono di aver frainteso, portano sempre via qualche oggetto… un posacenere, un mazzo di carte, una penna. Lo scorso anno è stato terribile: sono sparite un paio di calze di lana, un portacandele a forma di renna e una dentiera dal valore affettivo inestimabile.

Così quest’anno l’annuncio sarà diverso:
“AAA Babbo Natale cercasi. Richiesta presenza scenica, entusiasmo, brio, un paio di calze di lana, un portacandele a forma di renna e una dentiera. Garantita l’immunità penale”.
D’altronde, si sa, a Natale siamo tutti più buoni!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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