Frankenstein, di Mary Shelley

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
frankenstein

Ogni volta che mi accingo a scrivere una recensione su un libro letto mi sembra sempre che l’ultimo sia il più bello in assoluto, ho un atteggiamento un po’ romantico rispetto alle mie letture, ma stavolta è diverso: Frankenstein di Mary Shelley, con le illustrazioni di Bernie Wrightson, e la prefazione di Stephen King, edito da Mondadori per Oscar INK, è stato davvero superlativo.
Devo ammettere che ho sempre rimandato la lettura di questo testo perché, per partito preso, ero convinta che fosse pesante e, invece, ho ritrovato attraverso questo libro l’amore per la lettura che mi ha affascinato dalla più tenera età.
Per impostazione culturale ho iniziato le mie letture con gli autori dell’Ottocento, rimanendo legata a quel periodo storico, a quelle ambientazioni, a quei racconti, man mano ho trovato la mia dimensione e sono andata oltre, ma con Frankenstein mi sono dovuta fermare e ritornare indietro.
È un libro che si legge tutto d’un fiato, non ammette pause, rallentamenti, ha una prosa sublime, scandita da una traduzione eccezionale, e la storia è avvincente, forte, originale, unica. Si alterna il romanzo epistolare alla narrazione scientifica, con un gusto per l’horror che crea suspense nel lettore.
Mary Shelley ha scritto un’opera completa, tra quelle pagine ci si perde, ci si innamora, si spera, si rimane con il fiato sospeso, si scappa, e si ritorna allo stesso punto.

Se tu mi neghi la mia notte di nozze sarò con te alla tua!

I sentimenti appena accennati tra Victor ed Elizabeth, le mani sfiorate, la voglia di scoprire, di regalare all’umanità qualcosa di mai visto prima, le menti che in quegli anni iniziavano ad aprirsi a nuovi approfondimenti filosofici naturalistici, il racconto di un’epoca, attraverso gli occhi di una donna, che la rendono ancora più affascinante e inquietante.
I disegni di Bernie Wrightson rendono il libro ancora più facilmente fruibile, di facile consultazione, conferiscono movimento all’azione: lo stile tratteggiato, puntiforme quasi, rendono ogni tratto una piega in cui nascondere una nuova emozione, è l’edizione più bella e completa che si possa possedere di questo testo.
Se Mary Shelley avesse potuto ammirare la naturalezza con cui Bernie Wrightson ha disegnato la sua creatura sarebbe rimasta affascinata anche lei, da tanta immedesimazione, da tanta verosimiglianza, avrebbe apprezzato il lavoro del disegnatore, come qualcuno che avesse scavato profondamente nel suo cuore.
Lord Frankenstein compie una scoperta così importante per l’umanità, ma così inquietante, che decide di non parlarne con nessuno, viviamo in tempi in cui ognuno cerca di accaparrarsi un minimo di fama, un minimo di notorietà nei modi più astrusi possibili, e invece Frankenstein che fa la scoperta di tutti i tempi, non la confida a nessuno, tiene per sé la sua pena e non rivela al mondo i suoi studi, ne rimane vittima, affranto e senza più nulla.
Chi oggi riuscirebbe a tacere una tale scoperta? Nessuno.

E io ho dato il cuore per conoscere la saggezza e per conoscere il furore e la follia e ho compreso che tutto è vanità e afflizione dello spirito. Perché in molta saggezza vi è molto dolore e colui che accresce la conoscenza accresce la sofferenza. Perché Iddio pronunzierà su ogni opera e su ogni cosa segreta il suo giudizio, che sia buona o che sia malvagia.

Il racconto è sublime, val la pena leggerlo solo per le carezze di narrazione che, pagina dopo pagina, ci regala la Shelley.
Ho visto film, serie tv, documentari sul mito del mostro di Frankenstein, ma niente può restituire quello che queste pagine elargiscono a piene mani, la bellezza risiede in quest’opera letteraria, il tempo non sfigura il racconto, l’età non è ascrivibile alla narrazione, se deste questo testo a ragazzi di 12-13 anni, non riuscirebbero ad inquadrarlo come assolutamente lontano nel tempo, perché è ancora così attuale da non risultare noioso mai, anzi fa desiderare di ricominciare da capo.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

Perché non lasci qualcosa di scritto?