Domande

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Come si fa a proteggersi da chi sa come alterarci? E quale difesa se non “non alterarsi”? Dove direzionare e come, il vortice che si crea dentro per non morirne? E quanto si riesce ad aspettare che tutto finisca? Che ci sia una rivalsa, una vendetta, un qualunque modo che ci tolga la rabbia…

Perché la ragione soccombe agli impulsi? Perché, a volte, le pulsioni son più forti delle consapevolezze? Perché spesso ci sembra tornare indietro, a meta quasi raggiunta? Dove sta il giusto equilibrio? Il giusto mezzo? La pace, la leggerezza, la capacità di lasciar andare senza più toccare…
Dove va a finire la forza che spesso ci sostiene? La stessa forza nutrita da noi, silenzia e digiuna davanti alle lacrime.domande-senza-risposta-86242

Come fermare le domande perpetue? Questo chiedersi cronico, questo domandarsi e domandare…
Siamo infinitamente essere mancanti o semplicemente incontentabili? Perché il tempo non si ferma e torna indietro? E perché domani si compirà lo stesso errore?
La contraddittorietà ci caratterizza, l’incoerenza, il vacillare…
Quiete e tempesta, l’alternanza degli umori; altalena che a volte butta a terra e altre fa volare…
Infine, perché questo continuo cercare risposte? Forse è un chiedere sottinteso?
Aver bisogno della parola, linguaggio che si fa carne, vita; mi nutre, mi consola, mi sostiene, mi placa…

 

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