Netflix + fratelli Coen: il cinema migliore direttamente sulla TV con “La ballata di Buster Scruggs”

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Netflix: “Ciao fratelli Coen, sono Netflix, vi va di fare un film per per noi?”
Fratelli Coen: “Ciao Netflix, siamo i fratelli Coen, scusa ma noi facciamo i film per il cinema”
N: “E se vi dessi dei soldi per fare un po’ quello che vi pare, basta che poi lo inserisco direttamente nella nostra offerta?”
FC: “ok, allora facciamo un film a episodi come non se ne fanno più perché tanto non se li fila nessuno e li facciamo tutti western che per farli servono abbastanza soldi. può andare?”
N: “Fate un po’ come vi pare, se mi date l’Iban vi faccio il bonifico, poi caricate il film sul sito”
FC: “Affare fatto”
Il dialogo tra Netflix e i fratelli Coen deve essere andato più o meno così. Noi ringraziamo i fratelli Coen per questo bellissimo film e Netlix che gli ha dato la possibilità di farlo. Andiamo a vedere brevemente di cosa si tratta.

La ballata di Buster Scruggs (tit. orig The Ballad of Buster Scruggs)la ballata di  buster scruggs poster

Episodi:
The Ballad of Buster Scruggs
Near Algodones
Meal Ticket
All Gold Canyon
The Gal Who Got Rattled
The Mortal Remains

Regia: Joel ed Ethan Coen
Soggetto: Joel ed Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel ed Ethan Coen
Distribuzione: Netlix
Paese: Stati Uniti
Genere: film a episodi, western, la morte al cinema
Durata complessiva: 133 minuti

The-Ballad-of-Buster-Scruggs-Ending-ExplainedInterpreti:
The Ballad of Buster Scruggs: Tim Blake Nelson: Buster Scruggs; Willie Watson: ragazzo; David Krumholtz: avventore francese.
Near Algodones: James Franco: cowboy; Stephen Root: banchiere; Ralph Ineson: uomo in nero.
Meal Ticket: Liam Neeson: impresario; Harry Melling: artista.
All Gold Canyon: Tom Waits: prospettore
The Gal Who Got Rattled: Zoe Kazan: Alice Longabaugh; Bill Heck: Billy Knapp; Grainger Hines: Mr. Arthur.
The Mortal Remains: Tyne Daly: signora; Brendan Gleeson: irlandese; Jonjo O’Neill: inglese; Saul Rubinek: francese; Chelcie Ross: trapper.

Consigliato a: chi ama il cinema dei fratelli Coen, a chi ama le serie Netflix, a chi ama i film Western, a chi ama i cortometraggi, a chi ama i film a episodi, a chi ama Tom Waits, a chi ama i film che parlano di morte
Sconsigliato a: chi odia i western, a quelli che un film deve durare due ore, a quelli che il cinema è solo quello che si vede al cinema

La bellissima faccia da impiccato di James Franco

La bellissima faccia da impiccato di James Franco

Possiamo tirare fuori tutta le retorica del mondo sul cinema che va visto al cinema, sulle piccole sale d’essai che chiudono, sul cinema d’autore che non trova spazio in sala, ma il fatto è che questo succede perché quel tipo di cinema fatto in maniera indipendente con pochi soldi, fatica sempre più a trovare un pubblico che abbia voglia di uscire di casa per andare a vederlo. Non sempre gli incassi riescono a coprire i costi sostenuti una volta che i film indipendenti sono distribuiti al cinema, e questo, purtroppo, vale anche per quei geni di Joel ed Ethan Coen.

“Abbiamo lavorato su queste storie per tanto tempo, le abbiamo scritte nell’arco di circa 25 anni ci sono venute così: storielle, racconti brevi e non sapevamo cosa farne - raccontava a Venezia Ethan Coen – alla fine le abbiamo messe insieme in questo ordine che era già nella nostra testa”. “A noi piacciono tutti i tipi di film, pure i cortometraggi, ma non c’è commercio per loro – aggiungeva Joel Coen.

Questo è il tuo filone, caro vecchio Tom

Questo è il tuo filone, caro vecchio Tom

I fratelli Coen così approfittano dell’offerta Netflix per tirare fuori dal cassetto la vecchia idea di fare un film a episodi, tipologia che aveva avuto successo soprattutto da noi negli anni 60 per poi scomparire. Come filo conduttore scelgono il genere western del quale mettono in scena i topoi (pistoleri con la chitarra, duelli, carovane, cercatori d’oro, assalti degli indiani, impiccagioni…) e stilemi (campi lunghi e lunghissimi, luci caldissime nel deserto e nelle vallate, grigio vitreo tra le montagne) e vanno a riprendere i luoghi più emblematici dell’epopea western (dalle Death Valley alle Montagne Rocciose, dal New Messico al Nebraska).

Per certe cose non si trovano le parole

Per certe cose non si trovano le parole

La ballata di Buster Scruggs è un’antologia in cui i sei episodi sono accomunati dall’ambientazione western, ma hanno trame e personaggi a se stanti. Partendo dalla commedia musicale hanno una progressione verso la malinconia e la cupezza fino all’ambiguo episodio finale che trova probabilmente la chiave di lettura in quello che, oltre all’ambientazione western, è il filo conduttore dei sei episodi, cioè la morte. Anche nei primi due episodi più ‘leggeri’ la morte resta sempre incombente e assume un ruolo dominante in un film che sotto una superficie di nonsense e cinismo porta alla luce un pessimismo che costringe ancora una volta alla riflessione anche il pubblico più pigro che resta davanti alla televisione.

Il risultato è un film perfetto per Netflix, un film che permette di gustare gli episodi separatemente in base al proprio umore, stravolgerne l’ordine come in una stagione di Blackmirror, andarli a riguardare per scegliere di volta in volta il proprio preferito. La ballata di Buster Scruggs ci fa apprezzarne ancora una volta le straordinarie doti dei fratelli Coen di curare ogni dettaglio nella ricostruzione degli ambienti, di scrivere dialoghi pungenti ed efficaci e, non ultima, di scegliere e dirigere gli attori, tutti bravissimi con alcune prove davvero magistrali come quella di Tom Waits o dei passeggeri dell’ultima carrozza, ma soprattutto quella dell’attore freak Harry Melling.

Dove termina l'ultimo viaggio?

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