Londra

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Dalle vetrate dell’aeroporto di Stansted l’accoglienza non è quasi mai benevola e subito pensi a come ripararti dal freddo incombente una volta là fuori, mentre trascini con eccitazione il trolley lungo i percorsi, che conosci quasi a memoria, fatti di scale mobili, tappeti scorrevoli, transfer a bordo treno.                                                                                                                                  Londra è là che ti aspetta: un grosso caleidoscopio da afferrare, che rifrangerà ogni volta angoli e geometrie divergenti e sorprendenti. Saranno gli anni di studio di una lingua tuttora tiranna, le canzoni dell’adolescenza, la monarchia inossidabile, l’aria di libertà che si respira … il mondo si apre come un cofanetto regalo ad ogni uscita metropolitana.
Sfogli mentalmente le immagini colorate della guida in cui resti imprigionata per tutto il tempo di permanenza, non avendone mai abbastanza. Perché sì, Londra è inesauribile.
In ogni stagione, tutto è rimasto al suo posto ed è lì che ti aspetta, quasi voltandoti regalmente le spalle, con un certo sussiego britannico; meravigliandoti che tanta magnificenza e diversità possano coesistere, ma che tu possa almeno, per il tempo che ti è concesso, farne parte, gustarla, sorprenderti quanto basta, correre in fila insieme agli altri pur senza una meta precisa, restare abbagliata dalla luce di un parco, alzare gli occhi e non riuscire a staccarli dalla perfezione di un monumento, rimanere incantata dallo skyline che sai quasi a memoria, sicura che riusciresti a tracciarlo con un pennarello ad occhi chiusi.

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L’oyster card ti accompagnerà inevitabilmente ad ogni spostamento, necessaria come l’aria, facilitandoti e di molto, i tragitti esponenziali che sottoterra appaiono poca cosa. Sai già che nel Tube trascorrerai molto tempo ma è un imprescindibile scotto da pagare, a volte per fughe meditate, altre per scoperte sensazionali ma anche per ripetere tragitti conosciuti con l’emozione della prima volta.
“Mind the gap” of course … Oltrepassarlo significa proiettarsi in un’altra dimensione, però non perigliosa né temibile ma, come Bianconiglio insegna… ”presto che è tardi!” Infatti non vorresti perdere neanche un minuto di quelli che hai a disposizione (e li stai già consumando solo se ti fermi a pensarci!) per attraversamenti “left” and “right”, catapultata finalmente lungo le strade della capitale del Regno. Perché sì, un po’ favola lo è questa città, e ti strega al punto giusto, lasciandoti libera prima di cadere nel tranello, per poi riacciuffarti, un attimo dopo, in una sequenza senza fine.
Dai doppi piani degli autobus rossi, fotografi con gli occhi il passaggio nei vari quartieri: dissolvenze antropologiche nell’abbigliamento, negozi che propongono mix di abiti o addobbi per le varie ricorrenze… e nei negozi di frutta esotica o familiare, magari con altre tonalità o dimensioni. Stare seduti tra uomini e donne di diverse nazionalità, lingue, capigliature cromatiche, fogge variopinte … ti fa sentire cittadino del mondo, immerso nel crogiuolo multiforme di Londra, ma ad un certo punto la propria normalità stona: anche tu avresti voluto osare qualcosa di eccezionale!
Lungo le scale mobili, incroci passi e sguardi, concedi sorpassi, invidi la leggerezza di chi arriva in fondo prima di te, immagini le vite e gli appuntamenti a cui sono protesi. E, mentre con fatica sostieni zaini e borse, lungo le pareti insegui pubblicità videoproiettate e ammiccanti,  nel Truman show perfetto di una giornata qualunque.

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Passeggiare nei parchi, al culmine di una giornata stressante, è sempre una piacevole opportunità. Non vi è che l’imbarazzo della scelta, dai più conosciuti ai più nascosti; una meta è comunque a portata di … metro o bus … o, per chi fosse allenato, è bello arrivarci a piedi. Ti chiedi come possa esistere una natura tanto imponente e così viva in mezzo alla città. Puoi letteralmente immergerti in luoghi incantati come Kew Gardens e camminare per chilometri là dentro, incontrando senza sosta un’infinita varietà di alberi e perderti, infine, finché non ti viene anche da pensare che da lì non vorresti mai uscire, che il mondo fuori non ti interessa più e faresti a meno di tutto;

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o passeggiare nell’incantevole Regent’s park, le cui strade rilasciano al visitatore sensazioni antiche e malinconiche, dalle vasche alle panchine, ai piccoli segreti scoperti se hai voglia di inseguire i furbi scoiattoli che tracciano il cammino davanti a te;

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o faticare un po’ … fino a raggiungere le colline ventose da cui ammirare il panorama, come Hampstead hill, postazione favolosa ed inebriante, con i cani al galoppo che sfrecciano intorno senza mai importunarti, ostinatamente convinti di dover sempre riportare qualcosa al loro padrone.

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Se cogli qualche giornata di sole in autunno non ti rimane che respirare là, ad occhi chiusi.

Ed allora senti passare dentro tutto ciò che Londra rappresenta nel tuo immaginario …fino all’arrivo di qualcuno che chiede “It’s yours?”… e ti ricorda la mappa dimenticata su una panchina, ”Oh, yes! Thank you!”… rispondi col sorriso ma un po’ contrariata perché, forse, invece che trovare il sentiero, avresti voglia di perderlo …

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(See you soon…)

 

 

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Chi lo ha scritto

Milena Pellegrini

Le piace scrivere, da sempre e solo a tratti con continuità, ma resta comunque l'attività in cui di più ama esprimersi. Esegue volentieri esercizi di fotografia e collega le due cose, che sente congeniali. Anche se, da grande, vorrebbe riuscire a suonare il pianoforte...

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