Una Valle. Tra il Santerno e Magnus.

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“A Gianni… e a Roberto”.
È stato molto emozionante ricevere in anteprima “Una Valle” e poterlo leggere ammirandone ogni singola pagina.
Pubblicato dalla NPE in occasione del “Magnus Day”, la giornata dedicata al grande Roberto Raviola, che si tiene ogni anno a Castel del Rio, è un fumetto cartonato, tutto realizzato nelle tonalità del seppia con ambientazioni superlative.
La storia ruota intorno a un disegnatore, Remo Liverani, che si trasferisce nella valle del Santerno per realizzare delle tavole per un editore di Milano.
Remo rimane talmente folgorato dalla valle che decide poi di tornarci, il personaggio somiglia tantissimo a Magnus che, come sappiamo, fece una scelta di vita identica a quella del protagonista del fumetto.
In questo libro si incrociano le storie di diverse artisti, Liverani fu un pittore/disegnatore realmente vissuto e apprezzato in zona per la creazione del suo lunario, Lunêri di Smémbar.
L’opera è stata disegnata principalmente da Giovanni degli Esposti Venturi, che però è morto prima di completare l’opera, hanno terminato il lavoro grandissimi maestri del fumetto come: Ruggeri, Delvecchio, Fontana, Bonfatti, Cortesi e Tisselli – che ne firma anche la magnifica copertina.
Il protagonista, Remo Liverani, arriva a Castel del Rio il giorno dell’inaugurazione della linea ferroviaria di Vallata, precisamente il 13 Novembre 1916, e lì rimase fino al 1° settembre 1917.

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Sembra una nota di poco valore quella dell’installazione di una stazione ferroviaria, ma se si pensa al contesto storico, alla zona, ci si rende conto che fu proprio un evento. Anche perché quel breve tratto di rotaie, distrutto a causa di un bombardamento qualche anno dopo, non fu più ripristinato.
Magnus e Giovanni degli Esposti Venturi, oltre alla passione per il disegno e per il fumetto, avevano in comune la passione per questa zona di Italia, che tanti cuori ha conquistato con il passare del tempo.
Il libro è un omaggio al grande disegnatore, Roberto Raviola (ideatore, tra i tanti, di Alan Ford, ndr), scomparso il 5 Febbraio 1996, a causa di un tumore al fegato. Morì pochi giorni dopo aver consegnato l’ultima tavola del Texone a cui stava lavorando.
L’opera realizzata per Sergio Bonelli rimane il testamento artistico del disegnatore, è proprio per questo lavoro che si era ritirato nella valle del Santerno (da cui il titolo dell’opera, “Una Valle”, ndr), a Castel del Rio, e lì rimase a lavorare su quei luoghi per sette anni. Il risultato furono 224 tavole che rasentavano la perfezione, fu pubblicato con il titolo, “La valle del terrore”, nel 1996.
Il soggetto di questo cartonato edito da NPE è curato da Gabriele Bernabei, e il testo è introdotto da una prefazione di Vittorio Giardino.

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Come non rimanere incantati dal fascino del fiume e delle colline, dei borghi, dei boschi e delle osterie, dice Giardino.
Le tavole sono sapienti, la somiglianza con Magnus è ineccepibile, i toni del seppia sembrano riprendere le ambientazioni western, e anche le scenografie interne vogliono ricordare un’atmosfera antica, proprio come piacevano all’estroso disegnatore. A differenza del forte contrasto che si crea tra il bianco e il nero, in questo fumetto sono tinte tenui quelle che parlano, sfumature, quasi a rapportare il tutto ad un’ambientazione onirica, elegante, il colore sfiora il dorato, sembra che della sabbia sia scivolata tra le pagine e accarezzi i polpastrelli.
Non macchie di inchiostro, ma chiaroscuri sapienti.
L’opera è stata curata nel dettaglio, è stato emozionante e avvincente studiare ogni personaggio della valle, che incanta e affascina non solo ogni disegnatore, ma anche ogni lettore.

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