Naila di Mondo9. Sangue, cuore e metallo

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“La prima parola pronunciata fu na-ve. La seconda sab-bia. Non c’erano dubbi, però, che a destinazione sarebbe stata in grado di compitare perfettamente il termine pneumosnodo…”

Iniziamo con la fine e con una parola che potrebbe sembrare uno scioglilingua, provate a dirla tutta di fila “p n e u m o s n o d o”. Accipicchia! Non è mica semplice.
E il bello di questo libro è proprio che non c’è nulla di semplice, nulla di banale, di scontato, o di prevedibile tra le dune delle sue pagine.
“Naila di Mondo9”, di Dario Tonani, edito da Mondadori, è un libro avvincente ed estremamente interessante per una serie infinita di motivazioni.
Ci sono una nave e il suo comandante: la Syraqq, nave invincibile da migliaia di traversate, onde grosse e caccia alle balene, metallo e cuore; Naila, il suo comandante (in rapporto simbiotico con la Syraqq), donna forte, intraprendente, coraggiosa, esperta nel suo lavoro, inarrestabile, sangue ed emozioni.
Ci sono una ciurma di umani, ‘metaumani’, e un mare di sabbia.
Sì, perché a Mondo9 niente è come dovrebbe essere e la navigazione riserva incredibili colpi di scena.
Le navi hanno un cuore, godono di vita propria, il metallo – materiale solitamente considerato freddo – in questo libro ha la capacità di percepire, di ricordare e di divulgare le informazioni, come una placca su cui ogni contatto rimane impresso. Non solo impronte digitali ma anche il ricordo di una sensazione, di un’anima.
Ogni nave vive in simbiosi con il proprio comandante che non deve solo condurla, ma anche capirla, guidarla, curarla e proteggerla.
La storia è avvincente, segue la saga già iniziata in precedenza con “Cronache di Mondo9”, ma può essere tranquillamente letto come un titolo a sé stante.
“Naila di Mondo9” racconta di un viaggio ai limiti del pericolo, e infatti tante saranno le avventure che i protagonisti affronteranno: c’è un morbo che tutto avvolge e da cui nessuno può guarire, c’è un modo per continuare a vivere però, ed è il cuore, simbolicamente e realmente la cassaforte dell’anima, laddove tutto può continuare ad esistere e ad essere ascoltato, come un tutt’uno con l’universo.
Su Mondo9 si attende un’onda, una sola Grande Onda, la più cattiva, la più spaventosa, ma solo uno sarà colui che potrà domarla. Chi riuscirà in questa mitica impresa?

“Vuoi distruggere la Grande Onda?” Sorrise. “Con una flotta di navi?”  “Perché no? Sono venute dall’unico comandante in grado di farlo. Tutto il metallo di questo mondo contro un’onda di sabbia. Mi sembra uno scontro equilibrato. Non ti pare?”

Dario Tonani è considerato uno dei migliori scrittori di libri di fantascienza, non solo nel nostro Paese, ma a livello internazionale e il suo nuovo lavoro colma un vuoto enorme in tutti quei lettori che negli anni hanno amato Jules Verne, Herman Melville, o i più avventurosi come Mark Twain, Conrad, o Cussler per le ambientazioni. L’autore strizza anche l’occhio alla letteratura americana contemporanea, con ambientazioni alla McCarthy.
Io me lo sono immaginato tutto in color seppia questo libro, mentre leggevo, la sabbia non lasciava molto spazio ad altri colori, sì, il metallo, i capelli di Naila, ma tutto appariva come filtrato attraverso un moderno effetto seppia di quelli tanto in voga ultimamente sui cellulari, e proprio come succede nel viaggio alla fine del mondo ne “La Strada” di McCarthy, dove tutto è sui toni del grigio, in “Naila di Mondo9” si può pensare a tutte le sfumature dell’ocra.
La terminologia è perfetta da vero vecchio lupo di mare, ops di sabbia. Il linguaggio è particolareggiato, fantasioso, innovativo, ricercato; la trama è ben intrecciata, i colpi di scena tengono con il fiato sospeso, i flashback danno velocità all’azione, tutto in “Naila di Mondo9” sembra scandire un tempo perfetto in un universo parallelo dove lottare per quello in cui si crede è ancora considerato un valore nobile, da preservare.
E se Kafka diceva “Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.”, questo libro è la prua che punta diritto contro la banalità, il torpore, la sabbia in cui siamo impantanati da tempo, e ci invita a reagire, a vincere le nostre paure.
Incredibile il personaggio di Naila, una donna che, nella sua bellissima condizione, riesce ad affrontare l’impossibile, a proteggere il suo frutto, a rimanere in piedi nonostante tutto, proprio come tutte quelle donne che giorno dopo giorno devono mantenersi su e affrontare le dure battaglie del quotidiano: in famiglia, nel lavoro, nei rapporti con gli altri.
È un libro bello, ho adorato i lumigechi, questi piccoli animaletti che conferiscono la punta di colore a tutto e rendono poetica anche una parte fredda e dura come può essere la meccanica di una nave.
Semplici dettagli? Sono i dettagli che ci fanno amare, ricordare, e aver dedicato un momento ad introdurre un personaggio così piccolo e, apparentemente, di poco conto, rende le scene ancora più concrete, quasi come se ci trovassimo al cinema e le vedessimo scorrere una dopo l’altra.
Completa il libro la “Miscellanea Enciclopedica di Mondo 9”, meravigliosa, mi sono divertita tantissimo a leggere gli approfondimenti di questo mondo fuori dal mondo, ma così vicino, bellissime le illustrazioni di Franco Brambilla che ha saputo interpretare perfettamente il pensiero di Dario Tonani.
Complimenti a questo bravissimo scrittore che ci ha regalato emozioni indelebili.
Onore e merito a lui anche perché non si risparmia mai e ha trovato il tempo per scambiare quattro chiacchiere con me, che vi propongo in lettura.

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Caro Dario, innanzitutto complimenti vivissimi per quest’opera avvincente e fantasiosa. La tua immaginazione mi ha incantata. Da che età hai preso coscienza di poter far sognare anche gli altri con le tue storie? E come convivi oggi con il pensiero di essere uno degli scrittori di fantascienza più apprezzati? Com’è stata la strada per arrivare a questo punto?
Quante domande in una sola volta, Imma. Avvincere e incantare sono gli obiettivi primari per chi, come me, scrive narrativa d’intrattenimento, di genere o popolare, come la si voglia chiamare. Suspense, mistero, sense of wonder sono anche i pilastri principali dei nostri sogni. Sia dell’attività onirica propriamente detta, sia di quelli a occhi aperti e della fascinazione di trasmettere ad altri attraverso la narrazione le nostre emozioni più profonde. Da piccolo, in quanto figlio unico, sono sempre stato piuttosto solitario; passavo ore, nella mia stanza, a inventare giochi – e il gioco è la forma più istintiva di racconto -, ero un sognatore impenitente. Ma ancora senza alcuna “malizia” nel trasmettere la parte ludica del mio trascorrere il tempo in qualcosa che potesse coinvolgere anche gli altri. La scrittura, in fondo, è anche un cercarsi un compagno di giochi, un aprirsi, un fare partecipe gli altri del proprio mondo interiore. Tutto questo arrivò molto più tardi, al liceo, e fu folgorante. Mi resi conto di rispondere a un mio bisogno molto intimo e al contempo di volerlo urlare al mondo con tutto il fiato in gola. Cominciai a scrivere racconti, a imbastire progetti di romanzi, senza mai pensare per un solo minuto di tenerli chiusi in un cassetto. Ero uscito dalla mia stanza interiore, ed è questo che intendo per “folgorante”. Come convivo col pensiero di essere uno degli scrittori di fantascienza più apprezzati? In realtà, convivi da sempre con le tue aspettative, le tue aspirazioni, le tue asticelle. Di solito trascorri più tempo a regolarle che a gioirne. Dico sempre che quello dello scrittore è un mestiere in cui i tempi di raccolta sono molto brevi e quelli di attesa estremamente lunghi e sfiancanti. Devi avere una pazienza inscalfibile e continuare a seminare… La strada per arrivare a questa consapevolezza? Fiducia in se stessi, autodisciplina, esercizio, letture e qualche rammarico.

Quali sono gli autori che ti hanno accompagnato nel percorso di crescita interiore e letteraria?
Moltissimi! Chissà a quanti farei torto, dimenticandomene qualcuno, se mi proponessi di elencarli tutti. Ne voglio citare cinque, spaziando tra i generi: Gabriel Garcia Márquez, Ray Bradbury, Stephen King, Philip K. Dick e Cormac McCarthy.

Perché hai deciso di dare un ruolo così determinante proprio a una donna? Di solito, gli autori, sono egotici, adorano mettere al centro delle loro storie eventi che li riguardano, io ho apprezzato moltissimo il tuo essere fuori dal libro, come un vero cantastorie d’altri tempi. Un progetto creativo che non deve essere stato affatto semplice da generare, da rendere reale.
“Naila di Mondo9” è un omaggio a tutte le donne. Che lavorano, che sgomitano, che s’indignano, che lottano ogni santo giorno per vedere affermata la propria autonomia e riconosciuto il proprio valore. Permettimi di aggiungere che se anche un uomo vuole affrontare il tema del legittimo riconoscimento del proprio ruolo nel mondo, dovrebbe imparare da come le donne si districano nella loro “campagna quotidiana”. È una questione di genere, ma non solo. E poi è un tema che sento molto vicino: mia moglie è manager di una multinazionale, so che cosa significa combattere con i denti e con le unghie per guadagnarsi equità di trattamento e abbattere pregiudizi che arrivano da lontano, striscianti, alle spalle. L’Italia è molto indietro in questo. Mondo9 lo è di più, certo, ma è appunto prendendo il tema da un estremo che si finisce per tirare al meglio e nella direzione giusta… Progetto creativo difficile quello di coniugare autore-uomo e protagonista-donna? Non direi, ma forse un po’ rischioso sì, tanto che la redazione Oscar di Mondadori si è presa lo scrupolo di far leggere il romanzo finito e pronto a una editor donna perché individuasse eventuali incongruenze di genere soprattutto nei dialoghi e nel pensato. Ringrazio per questo la cara amica e collega Nicoletta Vallorani, che mi ha promosso comunque direi a pieni voti. Essere fuori dalla storia come un cantautore d’altri tempi, dici? Probabile, avevo già tanto, troppo di mio, nascosto qua e là sotto la sabbia…

Dove potremo incontrarti prossimamente?
Sui social soprattutto, con continuità, specie Facebook e Instagram. È lì ormai che autore ed editore fanno il grosso del lancio prima e della promozione poi. Ma anche alle presentazioni “fisiche” un po’ in giro per l’Italia, quasi sempre insieme con Franco Brambilla, l’autore della splendida copertina e dei disegni che accompagnano la “Miscellanea Illustrata di Mondo9” in calce al romanzo. Ho in programma diversi incontri, con una sola pausa per tre settimane a dicembre, che è notoriamente un periodo “distratto” dal Natale. Ma sarà proprio in quei giorni che vi ricorderò dai social che “Naila di Mondo9” può anche essere un gradito regalo da mettere sotto l’albero…

Grazie mille per averci dedicato attimi del tuo preziosissimo tempo. Grazie mille per la tua gentilezza e per la tua generosità. Seguite, cercate, Dario Tonani sui social, fategli sapere che avete letto il suo libro.
Gli americani, che sappiamo essere ossessionati dalla platform autoriale, sostengono che ogni scrittore dovrebbe trascorrere il 25% del proprio tempo alla tastiera per promuovere il lavoro che svolgono. Si può opinare sulla percentuale, ma di sicuro oggi con te ho fatto il mio dovere… Grazie di cuore, Imma, per l’ospitalità e le bellissime parole sul romanzo. Comunque Mondo9 è un cantiere aperto, per cui… stay tuned!

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