Dal libro al film. “Le nostre anime di notte” da Kent Haruf a Robert Redford e Jane Fonda

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Nel suo breve e intensissimo ultimo lavoro di Kent Haruf racconta la storia definitiva di due vite, due anime che di notte si raccontano e si sostengono. Netflix lo porta sul grande schermo, ma soprattutto sul piccolo, puntando su due grandi attori come Robert Redford e Jane Fonda. Da un libro necessario a un film piacevole, ma sostanzialmente di consumo.

REDFORD-FONDA, LA VERA STORIA DEL BESTSELLERTitolo: “Le nostre anime di notte” (Our souls at night)

Autore: Kent Haruf (Colorado, USA, 1943 – 2014)
Lingua origianale: Inglese
Prima pubblicazione: 2015
Prima edizione italiana: 2017
Editore Italiano: NN Editore
(collana Intrecci)
166 pagine

Titolo: “Le nostre anime di notte” (Our souls at night)le nostre anime di notte locandina film

Regia: Ritesh Batra
Paese: Stati Uniti
Anno: 2017
Durata: 101 minuti
Produzione: Netflix
Distribuzione: Netflix
Produttore: Robert Redford, Finola Dwyer, Erin Simms

Interpreti:
Robert Redford: Louis Waters
Jane Fonda: Addie Moore
Iain Armitage: Jamie Moore, il nipote di Addie
Matthias Schoenaerts: Gene Moore, il figlio di Addie
Judy Greer: Holly Waters, la figlia di Louis
Phyllis Somerville: Ruth Joyce
Bruce Dern: Dorlan Becker

“Le nostre anime di notte” è l’ultimo lavoro del romanziere americano Kent Haruf. Pubblicato postumo, il libro porta tutta l’urgenza del suo autore già malato e consapevole della sua fine imminente.

Una sera la vedova settantenne Addie telefona al suo vicino anch’egli anziano e vedovo per chiedergli se vuole andare a dormire da lei, con tutta la semplicità possibile e senza quella malizia che vista l’età dei due sarebbe potuta sembrare ridicola. Inizia così un amore maturo (senile potremmo dire), un amore necessario per potere essere felici al crepuscolo di due vite che, come tutte, non sono state esattamente come ci si aspettava. Ne nasce un rapporto che in maniera naturale diventa un tentativo estremo di prolungare il senso delle proprie esistenze tra un “ormai è troppo tardi” e un “prima che sia troppo tardi” come è inevitabile quando si fanno bilanci che sembrano definitivi, ma che meritano un ultimo tentativo di riscatto.

"In un certo senso, sembrava che fosse ciò che mi stava tenendo in vita" Kent Haruf, scrivendo il suo ultimo racconto

“In un certo senso, sembrava che fosse ciò che mi stava tenendo in vita” Kent Haruf, scrivendo il suo ultimo racconto

Per noi le novità e le emozioni non sono finite. Non siamo diventati aridi nel corpo e nello spirito.

Asettanta anni ci si può sentire liberi e si può dire che non ci importa di quello che pensa e dice la gente, perché ora finalmente è davvero così.

Da adolescente non mi sono mai comportato così. Non mi sono mai azzardato. Facevo quello che ci si aspettava da me.

Il loro rappotto produce quel riscatto al quale entrambi sembravano aver rinunciato. Si resta consapevoli che non si può aggiustare tutto, ma è necessario tornare a provarci, anche se si sa che non può essere possibile. Perché la vita ormai ha fatto il proprio corso e ha lasciato solchi e  rimpianti, ma anche àncore che sono i figli e i nipoti, le persone e i valori per cui si è vissuto, quelle che continueranno a vivere senza di noi, che saranno con noi quando noi non ci saremo.

Ho tradito la mia natura, o qualcosa del genere. E’ come se non avessi risposto a una chiamata a essere  qualcosa di più di un mediocre insegnante di inglese in una cittadina polverosa.

A piedi nudi nel parco, per sempre

A piedi nudi nel parco, per sempre

Robert Redford ha voluto la trasposizione cinematografica del libro, ha contribuito a produrla ed è riuscito a coinvolgere Jane Fonda che con lui ha scritto pagine memorabili di cinema da “La caccia” di Arthur Penn (1966) a “A piedi nudi nel parco” di Gene Sark (1967) a “Il cavaliere elettrico” di Sidney Pollack (1979). Robert Redfore e Jane Fonda hanno formato quella che è stata forse la coppia più bella di un cinema divertente e impegnato, una coppia e un cinema che oggi tutti rimpiangono.

Il film è stato presentanto alla Mostra del Cinema di Venezia 2017, dove i due interpreti hanno ricevuto i prestigiosi (e meritati) Leoni d’oro alla carriera.

Questo testo su un amore maturo e su un bilancio definitivo di due vite al crepuscolo aveva tutti i presupposti per diventare il film perfetto per farli tornare insieme. Invece si è scelta una produzione molto televisiva, con una regia trasparente che si limita a proporre le scene presenti nel testo originale puntando quasi esclusivamente sui dialoghi e sulle performance degli attori, comunque bravissimi (soprattutto Redford col suo andamento anziano e le sue camice a scacchi da provincia americana). In questo modo l’evocazione di vite inevitabilmente cariche di rimpianti, di colpe, di bilanci diventa raccontata più che evocata e vissuta.

Guardate che certe cose sono bellissime anche a settanta anni!

Guardate che certe cose sono bellissime anche a settanta anni!

La panoramica iniziale sui due protagonisti, gli ambienti e la provincia (Holt, la mitica cittadina del Colorado, inventata da Kent Haruf per ambientarci i suoi racconti) sono ben descritti, ma presto il racconto si concentra quasi esclusivamente sui dialoghi perdendo il ritmo e dimenticando i tempi necessari ai due protagonisti, le loro pause, le loro andature insicure.

Così mentre Haruf è bravissimo a riportare alla luce i vissuti che tornano in maniera così dolorosa e a introdurre avvenimenti che hanno conseguenze se non nei sentimenti, nei comportramenti, nel film il racconto si evolve in maniera che sembra casuale e meccanica rendendo più superficiale l’andamento della storia e quindi la vita dei protagonisti.

Il cavaliere elettrico celebrava la fine di un'epoca. Poi ci sono state altre epoche e altri film

Il cavaliere elettrico celebrava la fine di un’epoca. Poi ci sono state altre epoche e altri film

Resta soprattutto una storia di un amore crepuscolare, se vogliamo necessario, ma mancano l’urgenza e la vitalità dirompente anche se al lumicino finale che Kent Haruf era riuscito a mettere nelle sue pagine. Un film piacevole, una visione perfetta per la TV e per il palinsensto di Netflix, ma probabilmente un’occasione sprecata per il cinema e per questi grandissimi attori.

E così la vita non è andata bene per nessuno dei due, quantomeno non come ce la aspettavamo disse Louis.
Anche se adesso, in questo momento, mi sta piacendo molto.
A me sta piacendo più di quanto io pensi di meritare, disse lui.
Oh, ma tu meriti di essere felice. Non credi?

 

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