Siamo talmente social che stiamo diventando ‘asocial’?

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Chiedo venia per il gioco di parole nel titolo, ma credo che fosse appropriato all’argomento trattato.
Ma è proprio vero che ci emozioniamo di più per un like ricevuto che per un abbraccio, o per una carezza non proprio casta?
La riflessione mi è sorta spontanea ultimamente dopo aver assistito alla prima puntata di un noto reality show che sta andando in onda in questo periodo.
Occupandomi anche di costume e di società non posso esimermi dal seguire anche alcuni programmi definiti di basso profilo, trash, e che fanno storcere il naso agli intellettuali più integralisti; fatto questo preambolo, continuiamo, la cosa che più mi ha lasciato sconcertata è il fatto che la maggior parte di questi concorrenti abbia sentito la necessità di dire che non facesse sesso da mesi e mesi, qualcuno addirittura rasenta l’anno di inattività.
Nulla di male, per carità, ognuno gestisce il proprio corpo e le proprie pulsioni come meglio crede, ma fa strano che persone continuamente esposte ai riflettori, corteggiatissime, ricercate, alcune tra queste oggettivamente piacenti, non abbiano poi approcci fisici neanche di una notte e via.
In che modo stiamo cambiando? Realmente stiamo iniziando a nutrirci solo di noi stessi?
Il narcisismo ci permette di specchiarci nella fotocamera interna del nostro smartphone, ma non ci permette più di godere anche solo di una serata balzana?
Coloro che hanno fatto di queste dichiarazioni hanno diverse età, dai più giovani ai meno giovani e sono di tutti i generi sessuali.
Ciò non mi stupisce affatto, mi chiedevo se fosse una cosa che stessi notando solo io, da qualche tempo a questa parte, ma queste dichiarazioni spontanee invece mi hanno fatto capire che è un problema generalizzato, comune e che si sta diffondendo a macchia d’olio.
Ci si conosce tramite social, magari scatta anche un interesse, però poi all’atto pratico ci si perde. La chimica scatta ma è come se la rifiutassimo sul nascere, senza viverci gli odori, i sapori.

Sarà colpa del fatto che abbiamo smesso di seguire il nostro istinto primario? Quello più portato al riconoscimento chimico delle pulsioni? Cerchiamo solo ed esclusivamente una perfezione fallace e irreale?
Il più bello, il più ricco, il più seguito?
Non parliamo di sentimenti, perché quelli possono nascere, oppure no, ma dell’attrazione che dovrebbe essere alla base di qualsiasi rapporto.
Che cosa sta succedendo? Anni fa la media di rapporti sessuali tra persone sposate, o conviventi, era di quattro rapporti al mese, e già così sembra un numero esiguo per chi divide lo stesso letto, ma addirittura una castità forzata, ostentata da donne tutte labbrone e silicone, o da uomini talmente scolpiti da sembrare divinità greche, quanto può essere credibile e sana? Che cosa ci sta dicendo questo?
Che stiamo mettendo da parte gli istinti, il calore, la passione. Ci stiamo snaturando.
Io sono una donna di quelle cerebrali, che preferisce parlare, che rimane coinvolta pian piano, qualcuno potrebbe definirmi ‘sapiosexual’ e pensavo che fosse difficile per me incontrare uomini intellettualmente stimolanti, ma scoprire che questa difficoltà nel trovare sintonia è trasversale, travalica modi di vita e fasce di età, mi spiazza.
Sarà che non esistono più le generazioni, le differenze, schemi in cui ritirarsi ma anche riconoscersi, sarà che il sesso è così a facile portata di mano, ma davvero sta diventando così noioso anche solo parlarne, non solo farlo?
Alcuni si buttano nelle pratiche estreme, ma può essere questa la soluzione?
Si può attribuire la colpa, se di colpa si tratta, al malcontento generale, o alla crisi? O tutto è dovuto al fatto che le nostre aspettative diventano sempre più alte e quasi irraggiungibili?
Siamo talmente ultra connessi, ultra vicini, dal respingerci? Dal non cercare più l’approccio carnale? Tanti punti di domanda che rimangono irrisolti, spegnendosi nelle insolite dichiarazioni di giovani rampanti. Speriamo che almeno la voracità del volersi ritorni come quella di un tempo.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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