Rebibbia, detenuta uccide i figli e Bonafede sbeffeggia Saviano

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Spostare l’asse del discorso dall’argomento principale è, in generale, una pratica scorretta volta a distogliere l’attenzione dell’interlocutore e, eventualmente, degli astanti che, nel caso di personaggi pubblici, possono essere anche migliaia o milioni di cittadini.
Il locutore scorretto, quindi, tenta di fare breccia nell’opinione pubblica ribaltando la posizione dell’interlocutore che – seppur agendo in virtù di un sacrosanto diritto di critica – abbia “osato” disapprovare alcuni punti di un enunciato, un operato, una legge…
Di Maio Bonafede e GrilloNel caso di specie, il locutore scorretto è il ministro Alfonso Bonafede che, sulla scia dei politici che lo hanno preceduto – dai risalenti Berlusconi e Maroni agli attuali Di Maio e Salvini, solo per citarne alcuni – ha sbeffeggiato Roberto Saviano attribuendogli la colpa di essersi espresso sul tragico episodio del 18 settembre scorso, culminato nella morte di due bambini per mano della mamma, detenuta al carcere romano di Rebibbia.
Sulla drammatica vicenda e sulla legge – in base alla quale la detenuta poteva tenere con sé i bambini – si sono espressi in tanti, tra cui il famoso scrittore il quale ha messo in evidenza le lacune legislative, in particolare scrivendo della riforma dell’ordinamento pentitenziario il cui iter è stato bloccato anche ad opera del partito di Bonafede, il Movimento Cinque Stelle, oltre a Lega e centrodestra.
Ma Saviano non ha lesinato accuse nemmeno nei confronti del precedente ministro della Giustizia, Andrea Orlando che, benché meritevole di aver avviato un processo che avrebbe portato alla fine della detenzione di bambini innocenti, si è al contempo reso responsabile – per fini elettorali – di non essersi opposto alla frenata della riforma[1].

Il modus operandi del Governo del cambiamento

In un post del 22 settembre scorso, nel quale invitava al silenzio – quando invece è sempre bene che si parli nel caso in cui dei bambini muoiono per mano di adulti disorganizzati, ancora oggi –, il ministro della Giustizia Bonafede, anziché ringraziare l’intellettuale per l’interessamento, gli riserva parole dispregiative e derisorie:
[…] Poi – vabbè, ma figuriamoci se poteva mancare – si è espresso anche Roberto Saviano, immancabile ciliegina sulla torta di qualsiasi dibattito possa creare un po’ di clamore. […]
Alfonso Bonafede (seguito peraltro da tale Vittorio Ferraresi sul blogdellestelle.it), riguardo al pensiero dello scrittore, esprime il suo fastidio in ossequio ad un deleterio quanto inveterato modus operandi del potere, nonché di questo governo, in particolare dei due vicepremier – si veda Di Maio già ai tempi in cui coniò l’espressione “Taxi del mare” riferendosi alle Ong e Salvini che contrasta Saviano, fino a querelarlo, perché è sempre pronto a difendere i migranti – e di tutta quella coda di adepti che seguono pedissequamente il verbo dei capi.

Riace, il sindaco Domenico Lucano e alcuni migranti da lui accolti.

Riace, il sindaco Domenico Lucano e alcuni migranti da lui accolti.

Anche se Saviano non è l’unico bersaglio di questi politici populisti e mistificatori – ne sono esempi l’entusiasmo del ministro Salvini per l’arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano o le recenti e preoccupanti dichiarazioni contro la stampa, in particolare all’indirizzo de “l’Espresso” e “la Repubblica” da parte del ministro Di Maio – è importante sottolineare che un ministro della Giustizia dovrebbe tutelare una persona che vive sotto scorta da oltre dieci anni, piuttosto che rivolgergli termini spregiativi e sbeffeggiatori tali da alimentare il clima di odio nei suoi confronti anche da parte di chi lo insulta sistematicamente sui canali social; anzi, se davvero vuole incarnare il ruolo che ricopre, vada a leggere ogni giorno cosa scrivono ossessivi detrattori – tra cui molti elettori del Movimento Cinque Stelle – nei commenti ad ogni post di Roberto Saviano e prenda dei provvedimenti seri contro questi italiani così meschini.

Note

1. In un post del 21 settembre Saviano introduce il relativo articolo apparso su Repubblica: “I bimbi di Rebibbia, discarica sociale, e la riforma mai fatta per paura”  https://www.repubblica.it/cronaca/2018/09/20/news/carceri_i_bimbi_di_rebibbia_discarica_sociale_e_la_riforma_mai_fatta_per_paura-206969091/

[…] Per la detenuta che ha ucciso i suoi figli, e soprattutto per i piccoli, il carcere era il luogo meno adatto. Un problema che la riforma dell’ordinamento penitenziario avrebbe affrontato. Ma Bonafede l’ha bloccata. Mentre il Pd e l’ex ministro Orlando non hanno difeso quel lavoro per non perdere consensi […]

[…] Di fronte a questa tragedia immane non so davvero da dove iniziare per raccontare la strage di diritto, che è strage di vite umane, che si consuma ogni giorno nelle carceri italiane. Alfonso Bonafede sospende la direttrice della sezione femminile di Rebibbia, sospende anche la sua vice e la vicecomandante della polizia penitenziaria perché dice: “Deve essere chiaro, nel mondo della detenzione non si può sbagliare”. Ma che ne sa Bonafede del mondo della detenzione, mi verrebbe da dire, se ha bloccato la riforma dell’ordinamento penitenziario uscita dalla scorsa legislatura? […]

- “Bimbi in carcere, il governo vota contro le misure alternative per le madri detenute” https://www.repubblica.it/politica/2018/09/25/news/bimbi_in_carcere_pd_accusa_governo_abbandona_detenute_madri-207319877/

 

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