Miti e leggende sul corvo

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Ci avviciniamo ad Halloween ed è inevitabile non affrontare questo argomento in questo periodo.
Quest’anno ho deciso allora di parlare delle leggende legate ai corvi.
Uccelli dal piumaggio nero come la pece, che si dice siano portatori di sventura e che addirittura il loro gracchiare nelle vicinanze di una casa sia presagio di morte. Sono legati ai miti più neri. Fonte di interesse per gli scrittori più cupi, vedi il poema “Il Corvo” di Edgar Allan Poe, e quel suono onomatopeico che si ripete in maniera quasi ossessiva, e inquietante: “No More! No More!”. Mai più, mai più… Che in inglese riprende tantissimo il verso dell’uccello dalla piume bigie, un gracchiare molesto.

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Un po’ come per la civetta quando la si sente cantare, di quest’ultima pure si dice che: porta bene dove posa e porta male dove guarda.
La figura del corvo ha acquisito una più grande aura mistica, negli anni, grazie al fumetto, di James O’Barr, e poi al film cult del 1994, “The Crow”, con Brandon Lee, diretto da Alex Proyas.

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Sia il film sia il fumetto ruotano intorno a una leggenda:

La notte del 31 Ottobre le anime delle persone, che hanno avuto una morte violenta o ingiusta, possono essere riportate in vita attraverso un corvo che conferisce loro grandezza e forza per vendicarsi.

Per una sola notte all’anno l’anima della persona è strettamente legata alla vita del corvo.
In Cornovaglia, dove le popolazioni sono ancora legatissime alla figura del mitico re Artù, dalla dipartita del sovrano si crede che l’anima del re si sia reincarnata proprio in un corvo, e non sapendo in quale di essi, è assolutamente vietato e contro natura abbattere uno di questi uccelli, che hanno quindi quasi una valenza sacra.
L’anima di re Artù continua a vegliare sul suo popolo attraverso gli occhi di un corvo.
L’uccello dalle piume di china si ciba di carcasse e di cadaveri, anche umani, e questo non ha aiutato la sua reputazione nel tempo, inoltre il suo colore nero intenso lo rende ancora più spettrale.
È citato spesso nelle formule magiche di stregoneria nera e si dice che le streghe possano prendere le sembianze di corvi per muoversi più facilmente da un posto all’altro.
Inoltre, secondo il satanismo, anche il Diavolo avrebbe una predilezione nell’assumere la forma di corvo per entrare in contatto con gli umani…
Nell’Ars Goethia, una raccolta di pratiche sulla magia nera, si racconta dell’evocazione di 72 demoni per opera di Re Salomone, il 39º demone che apparve era Malphas, proprio sotto forma di corvo, come riportano anche le illustrazioni nel testo.
Il Dictionnaire Infernal fu pubblicato per la prima volta nel 1818 e anche in esso sono presenti immagini di demoni sotto forma di corvi.
Non solo negatività però, l’uccello invece è sacro al dio Odino, che, secondo la leggenda, la mattina ne mandava in giro due per la sterminata Terra, Huginn (pensiero) e Muninn (memoria). La sera, appollaiati sulla sua spalla i due corvi raccontavano tutto quello che avevano visto e sentito nel mondo durante il giorno.
Il corvo è sicuramente stimato tra gli animali più intelligenti in natura, ha imparato, nel corso del tempo, a crearsi da solo degli strumenti, alzandosi in volo e buttandoli poi giù, per provocarne la rottura, ma anche per accedere più facilmente al cibo, difatti usa questo metodo anche per mangiare frutti duri, come le noci.
Sono soliti cavare gli occhi ai cadaveri che incontrano, tanto è vero che c’è un detto che dice “corvi con corvi non si cavano gli occhi”.
E come dicevamo per Edgar Allan Poe, hanno attirato molto la curiosità degli scrittori, difatti questi uccelli compaiono in molteplici opere letterarie. Sono presenti nelle favole di Esopo, nelle novelle di Charles Dickens e in diversi libri firmati da Stephen King e da Isaac Asimov. Fanno parte del simbolismo di Erebor in Lo Hobbit di Tolkien e hanno un ruolo centrale nella serie “Trono di Spade”, fungono da canale di comunicazione e rappresentano i Guardiani della Notte.
Il corvo appare anche in film di successo come Harry Potter.
Quale periodo dell’anno è più indicato per parlare proprio di questo uccello affascinante e spettrale se non quello “dei morti”?
Voi conoscete altre storie? Scrivetecele!.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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