Conosciamo meglio i No Class dg, gruppo metal

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Sebbene ultimamente stia scrivendo di meno di musica, quest’ultima rimane sempre la mia più grande passione, e continuo ad interessarmi soprattutto a quella emergente.
In questi giorni ho avuto il piacere di ascoltare l’album in studio dei No Class dg, “The Curse Hidden in the Beauty”, e devo dire che è stato davvero una rivelazione.
Il gruppo è composto da Sergio Vallero, voce del gruppo e bassista, Fabio Fenoglio, chitarrista, e Alessandro Parisi, batterista. Un trio per niente scontato che graffia come una tigre nella giungla.
Bellissima anche la cover dell’album, curata dal bravissimo sceneggiatore/disegnatore Andrea Gallo Lassere, un corvo che sembra danzare nella notte in una posa quasi sciamanica, con piume colate di china che provano ad agganciare la notte. Una figura elegante ma tetra, che ci accompagna durante l’ascolto.
La maledizione nascosta nella bellezza, letteralmente la traduzione del titolo dell’album significa proprio questo, e come dargli torto?
Quanto ci si sente distanti da questo mondo che va sempre di più verso le brutture e l’appiattimento? La bellezza non intesa prettamente come forma fisica esteriore, ma in senso più ampio come “beltà”, completezza, lineamenti gentili, sorrisi leggiadri, che fanno da cornice ad un’interiorità profonda, al buon senso, ai buoni sentimenti, che oggi sembrano venire meno sempre di più. In questo tempo chi persegue uno stile di vita cercando di seguire valori sani si sente sempre di più alla deriva, in un mondo in cui vige la legge del più forte, dello spietato ‘io mi curo il mio orticello e basta’, qualcosa inizia a muoversi e l’arte si mobilita, reagisce e si impone, e lo fa anche attraverso la musica.
Il ritmo dell’album è un rock prepotente, forte, con profonde contaminazioni, difficile anche da assoggettare ad un solo genere, si apre con un ritmo bluegrass, prosegue con controtempi heavy metal, ritorna melodioso nelle parti in armonica.

noclassband
Il tutto potrebbe apparire una miscellanea troppo eterogenea e sciolta, ma in realtà i musicisti riescono ad amalgamare bene tutti gli stili, li introiettano e ci danno un suono incendiario che ci invoglia a sentirne ancora di più.
Se un difetto c’è in questo album purtroppo è proprio il numero di tracce, vorremmo davvero ascoltarne almeno il doppio, ma sono sicura che i nostri No Class dg siano già al lavoro per soddisfare le nostre richieste.
La cosa che mi ha colpito di più tornando alla musica di denuncia sono proprio i testi, alcuni estremamente forti, a cominciare dai titoli, come Claustrophobic Blues, I’m (not) a dead man…
“I know we are all alone” dice proprio uno dei versi di questa canzone “Io so che siamo tutti soli”, oppure “I wish a had the power to make you fall in a lake of shit…” “Vorrei avere il potere di farti precipitare in un lago di escrementi…” e come dargli torto? Rasentiamo tutti il baratro, abbiamo ogni mezzo per comunicare ma siamo tutti soli in maniera sconvolgente, conviviamo con una rabbia costante verso tutto ciò che non va bene e che ci sfugge di mano, la violenza non è la risposta, ma la musica lo è.
E allora è giusto creare, rendere materiale ciò che proviamo emotivamente, ed ecco che l’urlo di chi non ci sta più si fa musica, diventa emozione concreta manifestandosi attraverso un supporto audio, la rabbia si fa potente e batte forte sul rullante di una batteria, incide solchi sulle dita di chi suona, vibra nell’aria e ci induce ad alzare le mani durante una serata live.
La musica dei No Class dg penetra e spacca, si ascolta e si vive, in un tempo che ci porta lontano ma che ci dice anche di restare fermi sulle nostre emozioni, come su una giostra da cui non scendere più.
Ho deciso di farmi una chiacchierata con loro per conoscerli e farveli conoscere meglio.
Ho incontrato Fabio Fenoglio, il chitarrista della band.

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Grazie mille, Fabio, per il tuo tempo. Ho ascoltato il vostro CD e innanzitutto complimenti, mi è piaciuto molto, anche la qualità della registrazione è buona. Innanzitutto presentateci il tuo gruppo, raccontaci qualcosa di voi.
Ciao a tutti, siamo i No Class dg, combo trio della Provincia di Torino, Sergio Vallero alla voce e basso, Fabio Fenoglio alla chitarra (ed ai cori) ed Alessandro Parisi alla batteria; da ben 12 anni calchiamo i palchi canavesani sputando heavy metal.

Le contaminazioni nella vostra musica sono tantissime dal blues all’hard rock, ma voi come definireste la vostra musica per essere precisi? 

È un misto di heavy, blues, sludge metal, ci piace definirci come dice un nostro amico chainsaw metal.

Cosa significa il nome della vostra band e perché avete scelto proprio questo?
No class deriva da una canzone dei Motorhead, essendo nati come cover band di questo gruppo storico, dg invece sono le iniziali di due parole inglesi che per ora sanno solo gli intimi del gruppo, il significato verrà svelato in un pezzo del nuovo album, tranquillizziamo tutti che non significa “Dolce e Gabbana”.

Ci hai lasciato con la curiosità… Va bene. Cosa significa per voi fare musica? E perché non potete farne a meno?
Fare musica è una cosa unica, ti scarichi dei problemi e ti ricarichi di energia, l’alchimia creata tra i tre componenti diventa una bomba in live dove lasciamo poco spazio alle parole e suoniamo senza tregua un pezzo dopo l’altro senza neanche annunciare i titoli.

Chi scrive i testi? Chi la musica? È un lavoro che fate insieme, o ognuno ha il suo ruolo?
La maggior parte dei testi e della musica li scrive Sergio, in parte minore li scrive Fabio, poi in saletta prove tutti e tre, lì curiamo gli arrangiamenti e le modifiche per arrivare al pezzo finito; alcuni testi parlano di avvenimenti accaduti e problematiche che abbiamo o che abbiamo avuto, altri invece prendono spunto dalla letteratura.

Bellissima la cover del CD e la stampa della maglietta. Chi l’ha curata?
È un regalo di Andrea Gallo Lassere, amico storico di Sergio, sceneggiatore di fumetti, una vera e propria opera d’arte a nostro avviso, seguite i suoi lavori.

Avete una casa discografica? Puntate ad averne una?
Il nostro ep ufficiale “The curse hidden in the beauty” è stato fatto sotto la Volcano Records and Promotions, etichetta italiana che sta facendo passi da gigante nel mercato mondiale.

Su quale mercato puntate? Nazionale, europeo, oltreoceano?
Logicamente prima bisogna diventare profeti in patria poi si cercherà di portare il nostro verbo nel mondo, abbiamo partecipato ad un contest per una streaming radio americana, Castle Blakk Radio, veramente una bella esperienza.

Come sta andando la musica, in questo periodo, secondo voi?
Diciamo che dal punto di vista del metal sembra esserci una lenta ripresa anche se ormai il panorama è completamente cambiato passando tutto in digitale lasciando da parte le copie fisiche degli album.

Quali saranno le vostre prossime mosse?
Vogliamo portare avanti le nostre idee con un album vero e proprio che vedrà la luce però non prima della seconda metà del 2019, da qui ad allora vogliamo esibirci live il più possibile, cercando di varcare anche i confini regionale e nazionali.

Quali sono i gruppi a cui più vi ispirate?
Per quanto riguarda il sound ci ispiriamo al rock blues degli anni 60/70 di band quali Canned Heat, ZZ Top, Blue Cheer mischiato alla potenza e all’aggressività del thrash metal degli anni 80/90 di Pantera e Slayer.

Lasciateci i vostri contatti social e le date in cui vi esibirete.
Facebook Band:
https://www.facebook.com/noclass2006/
Canale Youtube Band:
https://www.youtube.com/channel/UC_vDUyS3uVfCaLM0JKMYP8Q
Email: noclassdg@gmail.com
Istagram: noclassgd
Spotify: No Class
Per quanto riguarda i live prossimamente suoneremo il 31 ottobre alla “Piola” di Borgiallo ed il 24 novembre al Birra Ceca Pub di Moncalieri, per tutte le date prossime fate riferimento alla pagina ufficiale su facebook.

C’è qualcosa che non vi ho chiesto e di cui mi avreste voluto parlare?
Una menzione al pezzo “Poet of war” presente nel nostro primo album autoprodotto “No way in hell” dove abbiamo musicato la poesia di Ungaretti “Soldati”, raccontando la guerra in trincea della Prima Guerra Mondiale.
Infine grazie, grazie, grazie Imma, sei una sorella del metal… Stay heavy…

Grazie mille a voi e sono emozionata: nessuno mi aveva mai definito così. :)

A presto!

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Chi lo ha scritto

Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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