10 Cose da sapere sull’Arte Contemporanea

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Ultimamente sono fortunata perché mi sta capitando di leggere tutti libri che mi piacciono e questa è una cosa bella.
“10 Cose da Sapere sull’Arte Contemporanea”, di Alessandra Redaelli, edito dalla Newton Compton, è stato un viaggio interessante attraverso un secolo (circa) di arte, partendo dal dadaismo duchampiano ci muoviamo in uno spazio meraviglioso, pieno di colori e di opere d’arte, di fermento e di innovazione, con uno stile colloquiale, che sembra più una chiacchierata tra amiche nel bar del MoMA che una lezione universitaria, e questa, l’ho trovata, una cosa molto affascinante.
La semplicità con cui la scrittrice ci invita ad entrare nel suo mondo non è assolutamente nota negativa, ma punto di valore in una materia che è troppo spesso settoriale, legata a paroloni molto più vicini al linguaggio metropolitano delle grandi case d’asta che al linguaggio comune, termini tecnici da manuale o da saggio professionale, terminologie che in realtà conoscono bene solo coloro che sono del settore, o addetti ai lavori.
Ho trovato “10 Cose da Sapere sull’Arte Contemporanea”, realmente interessante e stimolante, molto più leggero anche come qualità della carta, rispetto a quei manuali/saggi prettamente scritti da professori universitari, stampati su carta lucida per far risaltare le immagini, anche in quel caso interessanti ma meno scorrevoli, e maneggevoli.
10-cose-da-sapere-sullarte-contemporanea-x1000Io adoro il rosso e la copertina di questo libro mi ha totalmente incantato, verrebbe da chiedere alla Redaelli, da donna, se si sia concessa lei questa frivolezza che ci fa amare ancora di più il testo.
La cura che la Newton Compton mette nelle sue pubblicazioni è unica.
Il libro è diviso in dieci capitoli, ognuno suddiviso in sotto-capitoli, che procedono veloci ed esaustivi, da un punto all’alto sulla linea del tempo dell’arte. La scrittrice è arguta, svelta, ironica, sfida il tempo e passa attraverso le opere senza colpo ferire.
Su alcuni artisti si sofferma di più, su altri periodi artistici è più veloce, forse piacciono di meno anche a lei.
Ci riserva delle chicche interessanti, come la presentazione di Emilio Mazzoli, gallerista modenese che tanto bene ha fatto alla storia dell’arte contemporanea, regalandoci la scoperta del genio di artisti come Basquiat, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Harry Kipper e Gregory Crewdson.
Parla poco dei soliti noti e dedica ampio spazio a chi non ci si aspetterebbe, molto interessante è anche tutto il capitolo dedicato alle donne.
La cosa bella di questo libro è la leggerezza con cui affronta i temi trattati senza perdersi mai nella banalità delle descrizioni esasperate, è un viaggio nell’arte senza annoiarsi. Per chi vuole approfondire, senza pretese da manuale d’Argan, questo libro è l’ideale.
La scrittrice è esperta, audace, sa come condurre la conversazione, e cerca di proposito un appeal più alla mano meno seduttivo, strizza l’occhio a noi comuni mortali, non ai professoroni ed è proprio per questo che noi la ringraziamo e continueremo a leggere le appassionanti avventure dei suoi artisti, come li definisce lei stessa.
Ci spiega bene anche cosa dovrebbe fare l’arte e come dovrebbe essere.
L’arte deve saper essere sovversiva, può essere considerato arte qualcosa anche se è estremamente commerciale (vedi la pop art, ndr), alla base di qualsiasi ricerca artistica ci deve essere sempre l’istinto. L’arte è bellezza, quindi per un motivo o per un altro deve piacere, è ovunque, intorno a noi, e non serve molto per produrne. L’arte può essere cannibale e fagocitare tutto quello che incontra intorno a sé, possiamo riconoscerla anche in un marchio di lusso. L’arte nel mondo femminile è diversa, i concetti sono ricercati attraverso le emozioni, anche in questo caso le donne ci mettono il cuore.

Ecco allora che per emergere in questo mondo, farsi ascoltare, restare a galla e magari farsi acquistare anche qualche opera, le ragazze col pennello e con lo scalpello devono correre con i lupi. Possibilmente più veloci di loro.

Questo libro ci avvicina ad interessanti scoperte, e anche la Redaelli, come ho scritto in un precedente articolo, ci parla della deriva degli artisti e delle gallerie d’arte. Di come si stia riducendo il tutto a mera mercificazione. Un po’ quello che sta succedendo in tutti i settori della nostra cultura: vendi, vieni proposto solo se sei l’amico di…
Sfiora gli argomenti con delicatezza e lo fa con una grazia prettamente femminile che ci piace molto.
Questo libro è stato assolutamente un’ottima lettura. Chissà cosa avrebbe da dire la scrittrice riguardo a quello che è successo pochi giorni fa, alla fine di un’asta da Sotheby’s, ad un’opera dello street artist, Banksy, che si è autodistrutta appena è stata venduta per oltre un milione di dollari.

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