Il ritmo del tempo

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Tic tac, tic tac, tic tac… il tempo corre inarrestabile, con il ritmo costante e la perseveranza di un metronomo di alta precisione. E come un metronomo di alta precisione, sembra indifferente a tutte le vicissitudini umane. La gioia degli esseri umani non lo scuote, così come non lo scuote la loro sofferenza.
Lui corre comunque, verso una meta a noi sconosciuta: corre quando vorremmo fermarlo per godere della felicità del momento e corre quando vorremmo fermarlo per rispetto a chi c’era e ora non c’è più. Lui corre consentendoci, o meglio, obbligandoci ad andare avanti, senza possibilità di replica.donna-albero

Già, a volte accade proprio questo. A volte, vorremmo che l’intero universo si fermasse come ha fatto il cuore del nostro caro e restasse sospeso per un periodo indefinito tra l’immobilismo assoluto e l’incedere. Invece no, questo non succede. Il tempo corre inesorabile, senza esitazioni, senza incertezze, senza dubbi e senza precauzioni, anche se può fare male. Il sole continua a sorgere, la terra continua a girare, la radio continua a dare il buongiorno, gli amanti continuano ad amarsi, i ladri continuano a rubare, gli assassini continuano a uccidere e i mercati finanziari continuano a oscillare.

orologiPer tutto ciò che non siamo noi stessi, ogni cosa si ripropone esattamente come il giorno prima, con l’unica variante data dalla sfumatura degli umori e dei capricci personali, mentre per noi, nulla è più come prima. Eppure, dopo lo smarrimento e la confusione in cui ci ha gettato il vuoto lasciato dalla persona che se n’è andata, siamo “costretti” a partecipare allo spettacolo della vita, sorpresi e storditi dalla realtà che persevera a esistere con la stessa “arroganza” di sempre, come se nulla fosse successo. Tra sole, nuvole, traffico, chiacchiere, progetti, discussioni… siamo improvvisamente immersi nella solita routine, tanto bistrattata, ma tanto cara e il ritmo del tempo riprende a scandire le nostre giornate in modo regolare. A un certo punto, infatti, la notte torna a essere notte, fatta per dormire e il giorno torna a essere giorno, fatto per stare svegli e afferrare le opportunità che illuminano il presente.

sorrisoL’istinto di sopravvivenza o forse qualcosa di più misterioso ci induce, contro la volontà razionale che governa i pensieri in quei momenti tristi, ad alzarci dal letto, a lavarci, a mangiare, a uscire di casa, a incontrare persone, a parlare e pure a sorridere, dico davvero, addirittura a sorridere, perché noi siamo ancora vivi.
Allora come considerare il ritmo incessante del tempo? Che cos’è il tempo? Un nemico da combattere, certi di soccombere, o un amico da ascoltare? Un mostro egoista ed egocentrico o un genio estremamente indulgente e generoso?

In fondo, a pensarci bene, il tempo, continuando a correre anziché cristallizzarsi in situazioni soggettive, offre molteplici possibilità: consente di andare alla ricerca di nuove occasioni di felicità, anziché adagiarsi sul vissuto, sollecitandoci così a rinnovare e a godere innumerevoli volte la sensazione di gioia; consente di superare i momenti dolorosi sfumando, piano piano, la sofferenza. Il suo incedere, infatti, lenisce con naturalezza il dolore e sbiadisce, inevitabilmente, i ricordi tristi, imponendoci di concentrare l’attenzione sulla quotidianità. Ma consente anche di scegliere se restare prigionieri delle proprie elucubrazioni, in un loop angosciante e autodistruttivo o andare avanti al suo ritmo.sole

Tic tac, tic tac, tic tac… il ritmo del tempo scandisce ogni singolo istante delle nostre giornate. Restare ancorati al passato sarebbe come cantare un’opera lirica sulle note di una canzone rap. Si può fare, certo, ma il risultato è quello di una gran confusione dentro e fuori di sé, in completa disarmonia con il resto del mondo. D’altra parte, assecondare sempre quel ritmo sarebbe meraviglioso, ma non è semplice. Una distrazione, un capriccio o una défaillance sono spesso in agguato nel microcosmo degli esseri umani. Allora che fare? Beh, siamo ancora in pista, vero? Allora balliamo, poi il tempo sistemerà ogni cosa!
Lo sentite? Tic tac, tic tac, tic tac… basta chiacchiere…

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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