Deporre le armi

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Della disperazione altrui non so più che farmene, quella cronica che porta alcune persone a comportarsi in modo malsano verso gli altri.
Gente con una vita anonima che passa il proprio tempo ad attivare “guerre”.

Si riconoscono dall’ essere pieni/e di rabbia verso loro stessi per la vita inconcludente ed insoddisfacente che hanno. Ed è questa condizione d’essere, appena descritta, che porta a cercarsi un “nemico/a”, a  “fermentare” l’odio, ad affermare solo falsità.

Ho capito, con il tempo, che vorrebbero far provare, al proprio rivale scelto, la loro stessa rabbia per l’invidia provata. Inscenano strategie, attivano il controllo, calunniano coloro che in segreto e inconsciamente “adorano”; si attivano in vari livelli, dal comportamento ridicolo all’ira più funesta. Pensano di poter distruggere la serenità, la felicità altrui. Sono persone disperate, anonime, in cerca di un posto nel mondo. Cercano di istigare alla battaglia, in un primo momento sembrano riuscirci, ma poi esce fuori tutta la loro scialba personalità e anziché rispondere ai loro attacchi se ne può cominciare a ridere. Non troveranno mai pace, continueranno a girare in un limbo di irrisolutezza e staranno male vedendoti star bene.

Io depongo le armi perché non posso spendere le mie energie di donna intelligente verso chi spreca la propria vita così scioccamente. La forza che si ha dentro si può utilizzare per ciò che è importante, è ora di gioire della vita. Vi lascio fare…
Mi accorgo, conosco e riconosco le vostre perenni azioni squallide e ridicole, le vostre menzogne, vi guardo, rimango in silenzio, rido di voi e vado avanti. 
“Riconoscete la rabbia altrui e lasciategliela”.

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