Viaticum – prima parte

Share on Facebook11Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Giorno 1 
Partiamo in ritardo. Dopo esserci organizzati al meglio ed esserci impostati la sveglia ad un orario dignitoso, mi ritrovo a dover fare alcune commissioni che avevo posticipato. Tanto ci metto un secondo.. Lui mi guarda con impazienza, sbuffa e vuol forse farmi notare che non sempre ho tutto sotto controllo. Ha ragione, ma ovviamente non posso ammetterlo: inizia così la vacanza, con sguardi contriti e silenzi pesanti. Metto in moto la macchina, il nostro viaggio è piuttosto breve: da Udine imbocchiamo l’autostrada. Qualche km più avanti Gemona, la città medievale costruita ai piedi di un monte, ci saluta alla nostra destra; passiamo sopra il Tagliamento, il fiume con un letto di sassi che riempie la vallata intera; ci infrattiamo tra i monti, i quali sembrano volerci abbracciare da quanto sono vicini, mentre la mia piccola Micra fatica ad arrivare ai 100km/h. Oltrepassiamo Tarvisio, prendiamo la statale e attraversiamo il confine silenzioso, la cui dogana deserta ormai si innalza a monumento del passato.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa Carinzia, regione meridionale dell’Austria, è paesaggisticamente simile alle Alpi friulane, eppure qua è tenuto tutto con maggiore dignità. Fiori gialli e rossi colorano i bordi delle strade (statali!), paesini di poche anime vantano case ristrutturate con i balconi sempre addobbati. Avanziamo incantati, ormai le nostre diatribe mattutine hanno esaurito il loro carico d’astio, siamo emozionati di questa breve avventura, la prima insieme, in mezzo a luoghi bucolici e ameni. Seguire i limiti di velocità senza sgarrare di una virgola diventa la mia nuova prova… E la mia nuova disperazione. Ma la lentezza del viaggio ci premia al raggiungimento della nostra meta: un B&B immerso nella campagna collinare, una fattoria con un grande giardino dove scorrazzano tre oche, un numero imprecisato di gatti, due caprette e, poco più in là, un pascolo di mucche. L’interno va scoperto un poco alla volta: l’atrio molto scuro è decorato da numerose immagini sacre che ci infondono la strana sensazione di essere osservati costantemente. Io e Lui, assolutamente non persone di chiesa, ci sentiamo leggermente a disagio… Soprattutto quando scopriamo che sopra il nostro romantico letto si trova appeso un quadro che ritrae la Madonna, Gesù bambino e Giuseppe.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

Decidiamo di evadere da quell’atmosfera religiosa per dedicarci alla nostra vera fonte di sacralità: la Natura. A breve distanza troviamo una camminata nel bosco che ci conduce a una cascata naturale: il suono dell’acqua che, grazie alla forza di gravità, cade con così tanta eleganza, modellando piano piano le rocce che stanno sotto, ci culla dolcemente. OLYMPUS DIGITAL CAMERAPermea l’ambiente l’odore di muschio, e nella penombra dovuta alla fitta vegetazione respiriamo aria fresca. Lui fissa incantato la cascata, tutto ciò lo rigenera, non smette di dire. E’ un luogo talmente fiabesco che potrebbe essere l’habitat per gnomi e fate. Ripenso a quanto fosse facile da bambini immaginarsi uno scenario simile, mentre ora concentrarci sull’improbabile diventa impossibile. La mia amara riflessione dura poco, usciamo allo scoperto sulla strada asfaltata dalla quale sale calore. Prossima tappa, Klagenfurt: la giriamo un lunedì pomeriggio tardo, nel tepore del sole che inizia la sua discesa, tra i negozi chiusi e i pochi passanti dispersi tra le spaziose e pulite vie della città. Palazzi nuovissimi di sole vetrate sorgono in mezzo a edifici dalle facciate tradizionali. I monumenti che incontriamo nelle piazze ci raccontano storie di folklore (Lindwurmbrunnen: il drago che nella tradizione abitava le paludi su cui sorse a posteriori la città) e storie di invasioni e vittorie (Colonna della trinità, su cui in alto vi è posta una mezza luna simbolo della battaglia contro i Turchi). Ai piedi del Drago ci sono due ragazze della nostra età (foto) che parlano animatamente: le guardo e fotografo in controluce. Nella banalità della scena rivedo me e i miei amici che allo stesso modo parliamo seduti sulle scalinate della chiesa in piazza a Udine, raccontandoci pettegolezzi, sogni, problemi e speranze

Uomini e sogni siamo d’una fibra

e in noi sgranano i sogni le pupille

come bambini all’ombra dei ciliegi…

OLYMPUS DIGITAL CAMERACena a base della tipica dieta austriaca: wurstel, wienerschnitzel, patatine fritte e birra. Lui si perplime sul costo paritario di acqua e birra, io sulla quantità di fritto che ci attende in queste giornate. Una passeggiata sul lago Worthersee, tra le luci dei lampioni e i baretti con sottofondo musicale, ci sediamo vicino all’acqua e ammiriamo le ultime fioche luci che colorano di violetto il cielo, mentre la luna lentamente si riempie. Ritorno alla fattoria impervio, nessun lampione sulla strada del ritorno, il cellulare si spegne e con esso la speranza di un navigatore. Percorrendo qualche km in più e pregando i santini del nostro B&B riusciamo ad arrivare sani e salvi. Ci sediamo nel giardino: c’è una tranquillità e un buio così lontano dalle notti nelle nostre case… Lui riflette sulla nostra perdita di contatto con la Natura. E se fossimo in quel bosco, là davanti a noi? E se tutta la civiltà cadesse, sapremmo rialzarci in esso e con esso donarci una nuova vita?

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

…E alza la luna sulle cime il corso
d’oro pallido per la vasta notte.
… Affiorano così dal fondo i sogni
e come un bimbo che ride vivono
avanti a noi, grandi nell’onda alterna
come la luna desta dalle cime

Con queste ultime riflessioni ci buttiamo stanchi a letto, curiosi ed entusiasti per i giorni a seguire, tra boschi, castelli e luoghi ancora sconosciuti da vedere…

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook11Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?