Viaggi indimenticabili in Via del Parione

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Attorno agli anni sessanta, frequentai la Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze allocata in via del Parione e accarezzata dall’Arno. Bologna, allora, ne era sprovvista. Uscito dalla Secondaria, il mio sogno era la laurea in Pedagogia. Senza indugio mi iscrissi.

Furono anni faticosi su e giù per l’Appennino tosco emiliano, ma pieni di quell’ebbrezza di riscatto che ti avvolge quando senti di entrare in mondi di cultura e di professioni che destini ingiusti negarono ai miei genitori.

Anni, dunque, di godibile altalena esistenziale lungo la linea gotica che si interruppero, all’improvviso, togliendomi i voli infrasettimanali su rotaia. Il motivo? L’Alma Mater petroniana stava per battezzare la nascita – sotto le due torri – della neofita Facoltà di Magistero.

Mi iscrissi in un baleno perchè anelavo al piacere di cancellare le fatiche rese necessarie da un fuori sede che ambiva conquistarsi il titolo di laurea.

LA CITTA’ DEL GIGLIO.

E’ con dolce godimento esistenziale che ricordo – oggi – quegli anni carichi di seccanti imprevisti e di strapazzi, ma anche generosi di amicizie inossidabili contratte con altre matricole emiliano romagnole diventate, poi, figure eminenti nel mondo della Scuola, dell’Università e della television e. Ricordo – tra gli altri – Paolo Carile, Pier Luigi Cervellati, Francesca Ciampi, Giuliana Giovann elli, Cesare Malservisi, Pietro Tampieri e Daniele Piombi.

tion-color: initial;”>Sarà nelle aule accademiche petroniane che prenderà vita la mia discepolanza ad uno straordina rio maestro caposcuola: Giovanni Maria Bertin.

Prima da studente, poi da assistente volontario e da professore incaricato ho sorseggiato l’inebriante calice del suo Problematicismo pedagogico: sempre, e con un’insaziabile passione intellettuale.

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