Un’estate fa…

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Sapore-di-mare

Come è cambiato il nostro modo di trascorrere le vacanze negli ultimi venti anni?
Da quando l’estate è diventata una delle stagioni più fastidiose da far passare?
Diciamocelo francamente l’estate è stancante: i figli a casa e il problema di dove lasciarli, o a chi, il caldo asfissiante, la mancanza di appetito, il sudore, i capelli sempre fuori posto, per chi ne soffre: la pressione bassa, emicranie, e tanto altro ancora.
L’estate è bella quando sei adolescente e la scuola finisce, puoi scorazzare con i tuoi amici allegramente tutto il giorno in motorino, oppure puoi startene beatamente in riva al mare, o a bordo piscina, a sorseggiare un succo di frutta, pensando solo a quale vestito indossare la sera.
Ma ormai i tempi sono cambiati. Chi può permettersi di assentarsi dal lavoro per tre mesi? O restare in giro per tutto questo tempo? Quasi nessuno.
E allora anche il tipo di villeggiatura è cambiato. Prima, che fosse mare, o montagna, si partiva dalla città con le auto piene, stracariche, non doveva mancare nulla. Oggi si cercano soluzioni più confortevoli. Se la settimana di ferie è solo una, si cerca un posto vicino, o più facilmente raggiungibile. Senza perdere neanche un giorno di viaggio.
Il realx è un lusso che in pochi si possono permettere.
Fa nostalgia immaginare quelle estati ricche alla “Sapore di mare”, per intenderci, oggi è tutto da toccata e fuga. È pressoché impossibile riuscire anche solo ad infatuarsi in così pochi giorni, e sicuramente ci saranno molti meno cuori infranti all’inizio dell’anno scolastico, ma anche in questo caso c’è meno coinvolgimento.
Nessun amore alla “Dirty Dancing”… Ma di sicuro è più facile rimanere in contatto attraverso i nuovi metodi di comunicazione.
In ogni famiglia dove ci siano dei bambini piccoli prima vengono loro: il mare per i più piccini è importante. Si mette da parte la voglia di viaggiare, di esplorare e magari si preferiscono dei giorni in una località di mare. Si opta per un luogo a misura di bambino. Oppure si è da soli e si decide di percorrere un itinerario studiato per bene.

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Eppure provo una certa nostalgia nel ricordare quelle estati passate a giocare nelle pinete delle grandi ville a ridosso del mare, la “villeggiatura”, sostare a contatto con la natura, come quando le nostre mamme insieme alle nonne passavano il pomeriggio a conversare amabilmente al fresco di pineta. Un’atmosfera antica, che aveva una sua lentezza rituale, ritmica e dolce. Quasi come un quadro di Renoir, o una fotografia di un’epoca che non può tornare.
I nostri figli conosceranno mai il gusto della lentezza, del dolce annoiarsi quasi desiderando che le interminabili vacanze giungano al termine?
Forse no. Hanno un’educazione diversa, sempre alla ricerca di qualcosa da fare. Eppure troveranno un loro modo per ricordare con nostalgia questi anni.
Quel piccolo mondo antico invita ad essere rivissuto, chiama quasi come una sirena, peccato non potersi permettere, per noi più grandi, nemmeno il tempo per la nostalgia.

 

 

(photo fonte web)

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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