Nellie Bly, storia di un’intrepida giornalista viaggiatrice

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Nellie Bly

 

Su questo giornale siamo tutti abbastanza liberi di scrivere quello che vogliamo e soprattutto quanto vogliamo.
C’è una sola regola, un’eccezione una volta sola all’anno: il numero di Agosto.
Sì, perché a differenza degli altri mesi, in Agosto, usciamo solo con un numero, senza midterm (un po’ di vacanza la meritiamo anche noi. Non trovate?).
Il numero di Agosto, ogni anno, è dedicato solo ed esclusivamente ai viaggi.
Con questo mese inoltre festeggio il mio primo anno di attività presso questa webzine. E sono felicissima.
Avevo già deciso da tempo di scrivere un articolo su Nellie Bly, e mai occasione fu più propizia quanto questa: un articolo che parlasse di una delle mie fonti di ispirazione al giornalismo, la storia su una reporter, ideatrice in assoluto del giornalismo d’inchiesta ‘sotto copertura’, donna forte indipendente, determinata e soprattutto una viaggiatrice.
Sono stata felicissima quando ho capito che tutto quello di cui avrei voluto parlare rientrava in questo pezzo.
Dobbiamo attenerci ai viaggi, quindi la vita sarà un piccolo accenno, per farvi avere l’idea di che grandioso personaggio sia stato questa strepitosa donna.
A 20 anni risponde con una lettera a un articolo particolarmente maschilista scritto dal direttore del “Dispatch” di Pittsburgh, dal titolo “What Girls Are Good for” (Per cosa sono buone le ragazze).
Il direttore convinto che la risposta fosse di un uomo, invita Elizabeth Cochran (il vero nome di Nellie, ndr) in redazione, era sicuro che nessuna donna potesse utilizzare un linguaggio così appropriato e una dialettica così forbita. Sopreso dal trovarsi di fronte una donna, per giunta molto giovane, decide di assumerla, ma facendole cambiare il nome in modo che non fosse chiaro il genere femminile.
Per l’epoca assumere una donna in una redazione di un giornale era ritenuta ancora una cosa fuori dal normale.
Ai finanziatori però la cosa non va giù e a malincuore Nellie è costretta a lasciare il giornale. Lascia un biglietto con su scritto:

“…sentirete parlare di me”.

Si trasferisce a New York e bussa a tutti i giornali, nessuno la accoglie. Come ultima carta decide di recarsi al “New York World”, il giornale di proprietà di un certo signor Pulitzer – ne avete sentito parlare? Gli propone un’idea originale (di infiltrarsi come paziente in un manicomio per poi scriverne articoli) e Mr Pulitzer, che di genialità giornalistica se ne intende, capisce di non poter perdere questa scrittrice così intraprendente e brillante: la assume.
In quegli anni viene tradotto il libro di Jules Verne, “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”, il testo è un successo di vendite e di critica, Nellie si presenta dal suo direttore, Pulitzer, e gli propone di mandarla in viaggio, vuole testimoniare di persona che riuscirà a ricoprire le tappe e a portare a termine l’impresa in meno tempo rispetto al protagonista del libro.
Il direttore e i colleghi sono scettici: una donna può viaggiare da sola? Può affrontare la durezza di un viaggio così stancante? Dover fronteggiare la differenza di climi che andrà a toccare… Come farà con tutti i bagagli che si porterà dietro?
Nellie Bly minaccia di andare a proporre l’idea ad un altro giornale concorrente. Il direttore accetta.
Alle 9.40 della mattina del 14 Novembre 1889, dal porto Hoboken Pier, di New York, Nellie parte per la sua temeraria impresa.
Senza “un palpito di paura, né di trepidazione” così dichiarerà a grandi lettere il World, il giornale per cui lavora.
La prima tappa in assoluto è Londra, seguiranno Calais, Brindisi, Porto Said, Ismailia, Suez, Aden, Colombo, Penang, Singapore, Hong Kong, Yokohama, San Francisco e di nuovo New York.
Il giornale riporta fedelmente gli articoli che la reporter invia, completi di foto, l’impresa diviene un fenomeno di massa seguitissimo, appassiona i lettori che curiosi seguono le strabilianti imprese della giovane.
Nellie invia articoli dettagliati sugli usi e i costumi dei luoghi in cui si trova, affronta imprevisti spaventosi come una tempesta al largo del Giappone, che rischia di farle perdere l’obiettivo. Si affeziona a una scimmietta trovata a Singapore dalla quale non si staccherà più e che porterà con sé a New York.
Il tutto con un solo bagaglio a mano. Ha rinunciato a qualsiasi fronzolo per viaggiare pratica e leggera, l’unico lusso che si è concessa è un mega barattolo di crema idratante, e come darle torto?
La sua fama ha raggiunto un livello altissimo e oltre un milione di persone partecipa alla lotteria indetta dal “World”, vince chi riesce ad individuare il momento esatto in cui la giornalista avrebbe ritoccato il suolo newyorchese.
Nellie Bly anticipa di gran lunga il record del romanzo: riuscendo a portare a termine l’impresa, il giro del mondo, in soli 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi, percorrendo le tappe con qualsiasi mezzo a disposizione, anche in groppa a un asino, e per tutto il tempo da sola.
Al suo arrivo c’è una folla acclamante che non desidera altro che osannarla, mentre lei dichiara teneramente alla stampa:

“Non è poi questa gran cosa per una donna compiere un viaggio del genere. Con il fegato, l’energia e l’indipendenza che oggi caratterizzano tante donne, non c’è da stupirsi più di tanto”.

Come non parlare di Nellie Bly (grazie mille a Serena Dandini che mi ha permesso di conoscere approfonditamente questa impresa attraverso le parole del suo libro “Il catalogo delle donne valorose”), una donna tanto testarda quanto intrepida, coraggiosa e vincente, come non appassionarsi a questa vicenda dunque? La vita di Elizabeth-Nellie è ricca di altri avvincenti aneddoti, ma come si è scritto in apertura, per questo numero, si deve parlare di viaggi. Sono affascinata da tutto ciò che menti geniali riescono a compiere con la sola forza della loro determinazione ed è grazie a donne come Nellie che oggi noi possiamo svolgere ogni tipo di lavoro.

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C’è un libro molto interessante per chi volesse approfondire la figura di Nellie Bly, è stato scritto da Nicola Attadio e si intitola “Dove nasce il vento – Vita di Nellie Bly. A Free American Girl”, edito da Bompiani.
La giovane ritornerà a viaggiare con l’avvento della Prima Guerra Mondiale, ritrovandosi tra le prime donne inviate di guerra al fronte.
Che instancabile anima ardimentosa!
Buone vacanze e buone letture a tutti!

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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