R’estate

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R’ estate

Ritrovarsi tra le rondini e il cielo
Sui marciapiedi caldi di notte
Moltitudine umana
A raccontarsi ridente

Estati di mille anni fa

Fanciullezza esausta
Accorata
che fugge via tra le mani
Svanisce lontana
Tra vicoli di innocenti nascondino
Mani di polvere terrosa

Tra filari acerbi
Tra le lucciole eravamo in agguato
Le voci dei grandi a far capolino
Lontane anni luce da noi

Pezzetti di futuro incandescente

Gli occhi lucidi di roditori furtivi

Nel buio il domani sapeva già di sole
Ferma guardavo
chetando il cuore

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Chi lo ha scritto

Milena Pellegrini

Le piace scrivere, da sempre e solo a tratti con continuità, ma resta comunque l'attività in cui di più ama esprimersi. Esegue volentieri esercizi di fotografia e collega le due cose, che sente congeniali. Anche se, da grande, vorrebbe riuscire a suonare il pianoforte...

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