Michael Jackson, il Re del Pop

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Il 29 Agosto, Michael Jackson, il Re del Pop, avrebbe compiuto sessanta anni.
Tutto il mondo si sta attivando per celebrarlo. Londra lo ricorda con una mostra in suo onore, Napoli con un concerto, al quale prenderanno parte i fratelli “Jackson”, figli di Tito Jackson, anche lui membro dei Jackson 5, e fratello di Michael.
L’icona pop, che maggiormente ha influenzato i tempi che viviamo, ha lasciato un vuoto incolmabile nella musica e nelle vite di tanti. Appassionato, sensibile, fragile, geniale, la sua scia continua a risplendere, non si è eclissata neanche a quasi dieci anni dalla prematura scomparsa.
Figura controversa: amato o odiato, senza mezze misure, senza vie di mezzo. La sua moralità è stata fonte di discussioni più e più volte, addirittura giudicato da un tribunale per accuse pesantissime. È stato un artista completo: musicista, cantante, ballerino.
I compleanni servono anche per fare bilanci, per ricordare episodi della vita, aneddoti, è un po’ quello che hanno fatto numerosi amici del cantante in questi ultimi mesi.
Molti si sono incontrati alla National Portrait Gallery, di Londra, per la mostra “Michael Jackson: On the Wall”, inaugurata il 28 di Giugno, e che chiuderà il 21 di Ottobre.
Da un’infanzia tormentata alle platee di tutto il mondo, ha avuto diversi meriti.
Michael Jackson è stato il primo a capire l’importanza dello strumento audiovisivo che, negli anni ’80, cominciava a far parlare di sé: il video musicale.
Grazie anche alla nascita dell’emittente televisiva, MTV, che mandava video musicali in maniera ripetuta e costante. Il video musicale diventa uno strumento importantissimo nelle mani dei musicisti, Michael Jackson lo intuisce subito, ed è per questo che sceglie John Landis per quello di Thriller. L’intero album segna il punto di svolta nella carriera dell’artista, la canzone lo attesta come sovrano assoluto della musica mondiale.
130Milioni di copie vendute, prodotto da Quincy Jones, il musicista produttore, fortemente voluto da Jackson, dopo dieci anni di dorata schiavitù sotto Berry Gordy, il dispotico padrone della Motown che lo aveva scoperto e lanciato.
Il Re Mida del pop, Michael Jackson, tutto quello che toccava diventava oro, una fortuna guadagnata facendo quello che gli piaceva ma che nello stesso tempo lo tormentava. In quanti ci siamo emozionati sulle note delle sue canzoni? Nella sua tenuta, “Neverland”, si era fatto costruire anche un parco giochi per bambini. Non voleva crescere, l’eterno Peter Pan.
Anche il suo tono di voce era volutamente impostato per sembrare quello di un bambino, lo rivela il suo vocal coach, Gray, nel documentario “Bad 25” diretto da Spike Lee per celebrare l’album del 1987, Seth Riggs.

“Jackson aveva un’estensione vocale straordinaria, poteva agilmente cantare basso, baritono e tenore”.
“Per la voce Michael era in grado di fare qualsiasi sacrificio. Durante i tour estivi nel soffocante caldo del sud, spegneva l’aria condizionata e spalancava le finestre, diceva che l’umido e il calore erano un toccasana per le corde vocali. Quando passavi accanto alla sua stanza lo sentivi esercitarsi a qualsiasi ora; un’estenuante sessione di prove era appena finita e lui ancora coperto di sudore subito ricominciava con i gorgheggi. Si spingeva allo sfinimento, al di là di ogni limite, era di un rigore senza pari. Non beveva, non fumava, non assumeva nessuna droga. Aveva tolleranza zero per parolacce e imprecazioni, barzellette sessualmente esplicite o a sfondo razziale. Viveva in una dimensione di purezza ideale.”

Alla continua ricerca della perfezione dunque, la ricerca maniacale che tutto fosse al punto giusto, tante ossessioni come quella per le giacche militari, conservate, esibite, regalate agli amici più cari.
Una vita sempre sotto i riflettori, ma dentro nascondeva una malcelata malinconia. Le fissazioni assurde come quella di farsi sbiancare la pelle, o di dormire in una camera iperbarica, la dipendenza da psicofarmaci. Una vita impostata fin da piccolo. I contrasti con il padre, la mancanza di un amore autentico, puro e disinteressato. Ma è vero che i vincitori poi nelle loro stanze sono soli? Un po’, sì.
Aumentano le aspettative, si vorrebbero degli affetti veri sinceri e invece magari si resta circondati solo da chi vuole qualcosa in cambio.
È suo il celebre passo moonwalker, la camminata all’indietro senza staccare i piedi da terra. Un talento completo: la voce e il ballo. Un vero uomo da palcoscenico.
Sempre in prima linea per tutelare i diritti dei più deboli, pronto per lanciare progetti, per coinvolgere gli altri, come la sua “We are the world”, per far diminuire quella distanza tra chi aveva tutto e chi non aveva nulla, eppure proprio lui così tormentato nel profondo, mai in pace. Ma perché?

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Impossibile non citare il suo sodalizio con Andy Warhol, che lo immortala per la celebre copertina di “Interview”, nell’ottobre del 1982. Warhol firma anche la cover di “Time” del 1984.
Mentre Martin Scorsese firma la regia per “Bad” del 1987, girato tra Brooklyn e Harlem.
Un artista di cui oggi si sente la mancanza, chissà quante altre hit ci avrebbe regalato, eppure di Michael Jackson ci manca la capacità che ci dava di farci sognare, di pensare che davvero con il duro lavoro si potessero raggiungere incredibili risultati, senza apparire distante, ma terribilmente umano con i suoi lati oscuri e quelli più chiari. Ancora oggi mito indiscusso, padrone del palco.

 

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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