Essere buoni a tutti i costi

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Essere “buoni” a tutti i costi.

Costi quel che costi. 

Non importa quanto. E cosa.

Essere buoni toglie la responsabilità di esprimere il proprio sentire, quando questo può rivelarsi impopolare.

Che sentirsi buoni in qualche modo ha il potere di far salire su una specie di piedistallo dove si compra la sensazione di “essere a posto”. 

Che prendere posizione spesso costa fatica e richiede coraggio. Che reggere le critiche non è per tutti.

Che far finta di niente o adeguarsi alla maggioranza fa sentire al riparo.

Che dipingersi con una vernice scintillante copre le ombre che minacciano di uscire allo scoperto.

Che guardare i propri demoni fa paura.

Che i “buoni” spesso sono buoni solo fuori. Dentro sono altro.

E che il bisogno narcisistico di far bella figura, di essere amati e apprezzati e di salvare la faccia è il condizionamento più potente. 

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Chi lo ha scritto

Daria Cozzi

Triestina, due figli, una vita vissuta con passione. Ascolto tutti, soprattutto chi la pensa diversamente da me. E imparo sempre qualcosa. Mi piace comunicare attraverso la parola scritta, ma non solo ... credo che ci sia sempre una seconda chance, che possiamo crescere e cambiare pensiero, modo di essere, obiettivi e programmi per avere davanti a noi ogni giorno un orizzonte nuovo su cui scrivere i nostri progetti, dipingere i nostri sogni, depositare le nostre speranze. Ho raccontato la mia storia in "Quattro giorni tre notti", il mio primo romanzo.  

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