Tappe, toppe e tope della vita!

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Notizia allarmante di qualche tempo fa: “per i giovani vale più la spintarella del merito”. Che dire?
spintarellaPer i giovani c’è la “spintarella”, per gli adulti la “bustarella” e per gli anziani… la “padella”! Sono le classiche “toppe della vita”.

Si inizia da giovani con la prima tappa: la toppa della porta del mondo del lavoro. Accade quando ci si accorge che il buco della serratura è difettoso e la porta, per aprirsi, necessita di una “spintarella”.

toppeSi prosegue da adulti con la seconda tappa: la toppa di camicie e pantaloni. Accade quando questi, ormai lisi per l’andirivieni tra porte, finestre e buchi della serratura troppo stretti, sono da “sistemare”. Dunque, abiti con pezzi di stoffa e “bustarelle” con pezzi da… di piccolo taglio, se possibile.

Si arriva anziani alla terza ed ultima tappa: la toppa della “padella”. E’ la più clamorosa che arriva quando “spintarelle” e “bustarelle” hanno esaurito il loro effetto. Per molti anziani diventa quasi una favola romantica: dopo una vita avventurosa “passata” tra serramenti e mercerie, finalmente arriva la “topa”, molti la vedono così!
donnaUn po’ per problemi di vista, un po’ per défaillances legate all’età ma, soprattutto per capricci legati al sesso, ecco che la toppa si trasforma nella topa, spesso albanese, asiatica o rumena, che porta la “padella” con estrema disinvoltura, un momento prima per mangiare e poi per…!

Ma in tutta questa faccenda di tappe, toppe e tope, quanto vale il merito?
Beh, sicuramente i punti di vista sono diversi: per i giovani vale meno della “spintarella”, lo dice un recente sondaggio, per gli adulti immagino dipenda dalla “qualità” della bustarella e per gli anziani… non mi pronuncio…!
Ma che cos’è il merito?
Nella mia personale allucinazione della realtà, disquisendo su sinonimi, contrari e a favore, tutto è estremamente chiaro: il merito è il contrario della colpa, così come la “bustarella” è sinonimo di “spintarella” e gli anziani sono a favore della topa con la padella!
ferro da stiroCi saranno anche diverse toppe nella maglia del testo, ma il discorso, non fa una piega!

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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