Il centenario dell’incontro d’amore tra Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre

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In questi giorni pensavo all’amore, alla forza di quel sentimento che tutto muove, e che tutto ti spinge a fare. A quelle storie romantiche ed appassionate, sentite. Pensavo alle attese. A chi ha la forza e la capacità di aspettare che qualcosa di bello succeda, che qualcuno finalmente ritorni o si decida di farsi avvicinare.

Quando penso a questo tipo di amore mi torna sempre in mente “Il Grande Gatsby”, il celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald e alla sua tormentata storia d’amore con sua moglie, Zelda Sayre.
Jay, James, il personaggio che tutte le donne vorrebbero incontrare una volta nella vita, che pur di stare con Daisy fa di tutto, fino a diventare ricchissimo pur di affascinarla. Mi chiedo spesso, visti anche i tempi che corrono, ma un uomo realmente riuscirebbe ad affrontare tutte queste prove? A fare tutto questo per incendiare il cuore di una donna?
In realtà dietro il romanzo di Fitzgerald ci sono molti dubbi, molti punti oscuri, sembra che l’autore abbia attinto moltissimo dai diari della moglie e che in realtà lei abbia acconsentito solo per metà a questo ‘plagio letterario casalingo’. Un po’ per quieto vivere un po’ per quella mentalità che voleva vedere l’uomo prevaricare nelle situazioni pubbliche. In realtà quando esce il celebre romanzo che consacra lo scrittore nell’olimpo della letteratura mondiale, il matrimonio è già naufragato e i due sono distanti.

Zelda trascorre sempre più tempo nelle cliniche psichiatriche per guarire dalla schizofrenia; Scott invece è sempre più preda dell’alcol e dei debiti. È la stessa Zelda anni prima a dichiarare, durante un’intervista al New York Heralde Tribune, dopo la pubblicazione di Belli e Dannati di suo marito,

“Mi sembra di aver intravisto in una pagina alcuni pezzi del mio diario, misteriosamente scomparso dopo il matrimonio; per non parlare dei frammenti di lettere che, seppur rielaborate non poco, mi suonano comunque familiari. Infatti, sembra che Mr. Fitzgerald – credo che il suo nome si scriva così – ritenga che il plagio inizi fra le mura domestiche”.

Zelda ha sacrificato la sua arte per far prevalere il nome del marito? Sembra proprio di sì, rimettendoci in termini di sanità mentale. È una delle storie d’amore della letteratura più struggenti quella tra i due scrittori: lui sicuro, determinato, lei fragile, lui affermato, lei che cercava un posto in quel suo mondo, forse più per riuscire a stare vicino a lui che altro.
Eppure quando si erano conosciuti ad una festa, a Montgomery, in Alabama, lei era una giovane intraprendente e disinibita, molto corteggiata e libera, questo l’aveva colpito di lei: la sua sicura spigliatezza, il suo modo di fare.
Lo scrittore diceva di lei, infatti:

«Era sicura di sé, presuntuosa e priva di autocontrollo. Ciò nonostante, non volevo cambiarla. Ogni suo difetto si accompagnava a un’energia passionale che lo annullava. La sua influenza su di me era immensamente grande. Mi pungolava a fare qualcosa per lei, a ottenere qualcosa da poterle offrire.»

Mentre lei scriveva a lui:

«Non credi che io sia stata fatta apposta per te? Voglio che tu m’indossi, come un talismano alla catena dell’orologio o come un fiore all’occhiello davanti al mondo.»

Parole stupende, ricche di passione e di sentimento.

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A luglio ricorre il centenario dell’incontro tra il celebre romanziere e Zelda, la bella e talentuosa scrittrice, cresciuta all’ombra del marito.
I suoi romanzi furono liquidati in fretta dalla critica del tempo, rivalutati solo in un secondo momento, tutti pensavano che lei splendesse solo di luce riflessa, mentre nelle sue parole riluceva il fuoco sacro della scrittura. Ne è la prova la grande raccolta epistolare intercorsa tra i due, da sola costituirebbe un romanzo incredibile, il vero racconto della loro unione. La scrittura delle lettere le era stata assegnata come terapia dai medici della clinica psichiatrica e lei ci si dedicò puntualmente.
Chiudeva ogni sua lettera con il sentito: “With whatever is left of me I love you” (“Con qualunque cosa sia rimasta di me ti amo”).
Gran parte di Zelda Sayre lo ritroviamo nel suo romanzo Save me the Waltz, considerato come l’altra faccia di Tenera è la notte. Purtroppo il romanzo della scrittrice conteneva troppi eventi personali, troppe scene che raccontavano il marito, il quale non gradisce e si distanzia sempre di più da lei.
Insieme non riescono ad essere neanche dei buoni genitori per la loro piccola Frances.
Eppure quanta poesia tra i due, quanta passione, quante parole, una vita vissuta in bilico tra romanzo e realtà. Incredibile quanto la vita degli scrittori sia essa stessa fonte di ispirazione per la letteratura e per il cinema. Nel corso del tempo molto si è scritto sui due e la vita di Zelda è arrivata anche al cinema, interpretata da Scarlett Johansson, in The Beautiful and The Damned. Ma anche nella serie tv Z:The Beginning of Everything, interpretata da Christina Ricci.
L’amore che conduce all’autodistruzione, dunque? Non sempre. Queste storie conservano il fascino dei tempi andati. Di sicuro, non è mai semplice in nessuna relazione ci si trovi, stare dietro ai colpi di testa dell’amato bene.
Resterò un’inguaribile romantica, eppure queste storie d’amore tormentate, mi fanno sempre un certo effetto.
Lei che cerca di affrancarsi dall’imponente e pesante presenza di lui, lui che cerca di saziare il suo narcisismo nutrendosi del suo amore.
Il dramma che si nasconde dietro il fasto e l’eccesso del Grande Gatsby, l’opulenza sognante del voler vivere un amore da sogno. La letteratura che rende tutto più bello, anche i demoni che albergano in ognuno.

(spin-off Elle Magazine, Storie di donne)

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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