Ashley Graham, può essere considerata esempio di bellezza sana?

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ashleygrahamIn questi giorni è apparsa la notizia, sui vari network, che la bellissima modella Ashley Graham, per la nuova campagna pubblicitaria di costumi da bagno, Swimsuit for All, abbia deciso di posare senza ricorrere a nessun fotoritocco.
Scelta coraggiosa e apprezzabile visti i tempi moderni che viviamo, in cui l’ossessiva ricerca della perfezione, di corpi scolpiti nel marmo, ha preso il sopravvento su come siamo realmente, su come ci comportiamo con gli altri.
Il motto: “Essere invece di apparire”, sembra un ricordo lontano.
La modella plus size, per taglie forti, con un bellissimo viso, alta 1.75 m, ha deciso di rompere ogni tabù e di lanciare un segnale deciso a tutte le donne che non si sentono mai abbastanza, mai perfette, in continua oscillazione tra: stasera non ceno e mi andrebbe un gelato.
Un ottimo esempio da seguire per tutte (e tutti) quelli che si fanno tanti problemi.

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C’è anche un risvolto differente però, la modella è in evidente sovrappeso, in stato di obesità e anche questo è un fattore grave, da non far passare in secondo piano.

Se, all’inizio degli anni 2000, abbiamo condotto una lotta contro le pubblicità e le riviste che ci proponevano soltanto modelle anoressiche, perché oggi dovremmo assurgere come modello una figura simmetricamente opposta?

L’obesità, come l’anoressia, è una gravissima malattia sociale che causa vittime, e che tutti i governi si stanno impegnando per sconfiggere.
Sono dell’idea che tutti i modelli di perfezione andrebbero contestati, non esiste la ricetta giusta per stare bene con se stessi, ma il segreto dovrebbe essere proprio questo: guardarsi allo specchio e piacersi. Con qualche chilo in più, con qualche chilo in meno, con il seno più grande, più piccolo. Ma la vera bellezza, oltre che far scaturire sentimenti di beltà, oltre a provocare senso di gioia in chi guarda, trasporto, desiderio, dovrebbe anche trasmettere salute.

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È giusto che le persone in sovrappeso trovino un loro modello, qualcuno in cui riconoscersi, qualcuno che faccia accettare nel mondo la quantità di persone che non riescono a trovare abiti giusti per loro, perché le case di moda non ne producono, ma non è sano trasmettere alle nuove generazioni che ‘grasso è bello’.
Troppo grasso è insano, così come è insano essere troppo magri. Si rischia di morire in entrambi i casi.
Certo ognuno decide di farsi del male come vuole, siamo liberi. Liberi anche di autodistruggerci con droghe, alcool, fumo, amori sbagliati, nessuno è immune dalle debolezze, ma mantenere un giusto distacco da quello che si vuole trasmettere dovrebbe essere la linea base per chi fa comunicazione.
Ok all’abbandonare la ricerca ossessiva della perfezione, ok al modificare con il tempo i canoni della bellezza, ok dare voce a chi, fino a questo momento, non si è sentito rappresentato, ma tutto ciò si può fare scegliendo una giusta via di mezzo.
Mangiare è uno dei piaceri della vita a cui non si dovrebbe rinunciare mai, è bello cucinare, ed è bellissimo prendersi cura di sé attraverso il cibo, ma interrompere i circoli viziosi dovrebbe essere la norma: non sto bene e sfogo sul cibo, la mia è una fame nervosa, mangio molte cose grasse, questo andrebbe sempre rivisto e corretto. Fin da piccoli.

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I danni, i disturbi e le malattie, causate dall’obesità sono molteplici: “L’obesità comporta un’ampia serie di ripercussioni sulla salute. I soggetti obesi sono infatti a maggior rischio per lo sviluppo di svariati disturbi che comprendono malattie metaboliche come il diabete e la dislipidemia (alti livelli di colesterolo e trigliceridi), malattie cardiovascolari come l’ictus e l’infarto, malattie respiratorie (quali le apnee notturne), problemi a carico delle articolazioni (dolori causati da artrosi alle ginocchia, alle anche e alla schiena), disturbi ginecologici (irregolarità mestruali, sindrome dell’ovaio policistico, complicanze in gravidanza), infertilità, disturbi della sfera sessuale (impotenza), predisposizione allo sviluppo di malattie dell’apparato digerente (ad esempio reflusso gastroesofageo, calcoli della colecisti), disturbi dell’umore (per esempio, depressione).
Infine va ricordato che la presenza di obesità aumenta il rischio di sviluppo di alcuni tumori quali ad esempio il tumore endometriale (un tipo di tumore dell’utero), il tumore colorettale, della colecisti e della mammella.

A proposito di rischi per la salute, è bene sottolineare il problema dell’obesità nei bambini e negli adolescenti, tali soggetti sono infatti esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico. Inoltre, chi è obeso in età infantile lo è spesso anche da adulto: aumenta quindi il rischio di sviluppare precocemente fattori di rischio di natura cardiovascolare come l’ipertensione e condizioni di alterato metabolismo, come il diabete di tipo 2 o l’ipercolesterolemia.

Il rischio di sviluppare malattie cresce all’aumentare dell’indice di massa corporea. In particolare i pazienti con obesità grave presentano spesso severe malattie cardiocircolatorie (ipertensione, malattie cardiovascolari) e respiratorie quali dispnea, cioè mancanza di respiro, per sforzi anche modesti, la sindrome di Pickwick (facilità ad addormentarsi durante le comuni attività giornaliere), le apnee notturne (Sleep Apnea Sindrome).

I dati sulla mortalità.
Se consideriamo le patologie e i rischi per la salute che si associano all’obesità, appare chiaro che l’obesità possa costituire un importante fattore di mortalità. Secondo le stime effettuate, ogni anno in Europa 320.000 persone muoiono per cause legate direttamente all’obesità; la mortalità correlabile all’eccesso di peso rappresenta pertanto un serio problema di salute pubblica in Europa dove circa il 7,7% di tutte le cause di morte sono riconducibili all’eccesso di peso. L’aspettativa di vita nella popolazione severamente obesa è ridotta (si parla di un accorciamento dell’aspettativa di vita di 7-10 anni) con un rischio di morte che cresce all’aumentare dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale.”
I dati li ho presi dal sito www.centro-obesi.com
Basta dunque una semplicissima ricerca in rete per capire quanto danno facciano anche solo 30 kg in più rispetto al proprio peso forma.
Ripeto, la modella è bellissima, ma rimango contrariata di fronte al fatto di ostentare malattie sociali come modelli da seguire. E su questo dovremmo riflettere un po’ tutti. Per il resto, non esistono canoni oggettivi, l’importante è stare bene in salute, ma per davvero.

 

(photo fonte web)

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Imma I.

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