Tommaso il filosofo

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Accade spesso che non ci si renda conto di avere dei “tesori” vicini a noi e si vadano a cercare molto lontano. Succede spesso di tralasciare, trascurare saperi antichi, tradizionali, popolari a vantaggio di questa “modernità” che ci sta sovrastando. Abbiamo dimenticato come sia una passeggiata nel verde, troppo occupati o distratti nel controllare le nuove tecnologie.

A volte invece un momento gradevole per l’anima, il corpo e la ragione, può esser vissuto semplicemente girando l’ angolo. Così, quasi per caso, ho partecipato ad un evento storico-culturale inerente San Tommaso d’Aquino. Mi aspettavo la solita visita dalle caratteristiche essenzialmente religiose con piccoli punti relativi a qualche notizia di architettura dei monumenti ecclesiastici. Invece, sin dall’ inizio sono stata piacevolmente sorpresa.san tommaso monte

Il percorso ha preso vita lungo un sentiero di montagna, verso il monte Asprano, immersa dentro un proliferarsi di vegetazione, di fiori dai diversi colori e forme; la via si andava inerpicando sempre più in alto fino a quando si è raggiunta la “cima” e sotto di me si estendeva un immenso e meraviglioso paesaggio. Respirare aria pulita, rimanere in silenzio, non sprecare fiato e nemmeno parole inutili… Un cammino in cui natura, religione, storia, leggenda, amore per la propria terra si sono intrecciati.

Non starò qui a dilungarmi sulla vita del santo, né tantomeno sulla sua filosofia metodologica che mise in rapporto fede e ragione. Vorrei invece descrivere come una semplice giornata possa essere stata piacevole, prevalentemente perché si “sentiva” il senso di condivisione, di appartenenza, di affetto per le proprie terre. Quando si è raggiunta l’altura, dopo un breve momento di pausa, il tragitto continuava, roccioso, aspro, verso una torre medievale; entrare, salire in un monumento antico dà un’emozione quasi surreale, un po’ come fare un viaggio nel tempo verso il passato; storia e credenze continuavano a legarsi, acquisivano quell’ effetto di complementarietà, grazie anche ai racconti che venivano descritti.

Quando infine il castello è stato raggiunto, vedere quelle mura resistenti al tempo, alle guerre, all’abbandono e contemporaneamente il suo sposarsi con gli alberi, l’erba, il paesaggio, il cielo, ha reso il tutto difficilmente descrivibile. Il connubio delle pietre naturali con quelle storiche apportava un senso di bellezza, fino ad arrivare alla consapevolezza che fosse stata un’ esperienza imperdibile. Ecco, la vita è fatta anche di questo, di apprezzare le cose semplici e di esserne grati.

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