Signor Nessuno (la musica che non sapevi ci fosse)

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Contro ogni aspettativa, siamo arrivati al secondo appuntamento della rubrica dedicata a quei musicisti che (ancora) non sono conosciuti, o magari non sanno di esserlo. L’ospite di questo mese è il cantautore siciliano Danilo Ruggero. 27 anni , nato sull’isola di Pantelleria, giunge a Roma cinque anni fa frequentando prima l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, poi il laboratorio “Impara a nuotare” organizzato dal cantautore Filippo Gatti con docenti del calibro di Francesco Bianconi, Riccardo Sinigallia, Francesco Motta, Francesco Di Bella e Giorgio Canali.

Il titolo dell’EP, “In realtà è solo paura”, introduce l’elemento tematico centrale dei cinque brani proposti: la paura.

DANILO RUGGERO - IN REALTA' E' SOLO PAURA  COPERTINA

DANILO RUGGERO – IN REALTA’ E’ SOLO PAURA
COPERTINA

A questo punto sarebbe facile immaginare atmosfere cupe, dark (o emo nel peggiore dei casi), e invece no. Il timbro del cantautore possiede un colore che attinge direttamente alla luce del Mediterraneo, proponendone le sfumature che mutano con il mutare di vento e temperatura. Nella voce, nell’espressività che emerge, scopriamo il tratto più evidente della sua musicalità. Non il testo. Valido, pur tendente a canalizzare troppe parole rispetto a quanto verrebbe naturale immaginare. Non gli arrangiamenti, interessanti e ben suonati, ma forse spiccatamente eterogenei per un EP di soli cinque brani.

La voce. Questo è l’elemento che merita attenzione. E non è cosa da poco.

Un’impressione che può essere compresa solo ascoltando almeno due brani, come ad esempio Lo spazio e I figli dei figli degli altri.

Le idee ci sono, la strada è possibile. E quindi, perché no?

Un’ultima nota per chi ha collaborato alla realizzazione di questo prodotto, cioè i musicisti. Le chitarre elettriche, le tastiere e i synth sono di Alberto Laruccia, il basso di Francesco Ferilli, batteria e percussioni di Carmine D’Ambrosio, il piano elettrico di Nicola Russu, i cori di Davide Dadamo, il violino di Laura Zaottini, il violoncello di Fabrizia Pandimiglio, la tromba di Alessio Guzzon. Dietro un lavoro ben realizzato, anche di un cantautore, ci sono sempre degli ottimi musicisti.

Voto: 7

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