Recensione: L’Adorazione e La Lotta

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ladorazioneelalotta

“L’adorazione e la lotta”, di Antonio Moresco, non è stato un libro di facile lettura, mi ha preso molto tempo, ma questo non è affatto un male, anzi… mi ha tenuto legata con argomentazioni molto interessanti: l’adorazione e la lotta, appunto. Ma vediamo in che modo sono presentate nel testo.
Questo è un libro sull’amore che l’autore nutre per la letteratura tutta. Un trattato sulla bellezza e sul fascino delle parole scritte, tramandate in versi o in prosa, e su quanto, questa branca del sapere, sia stata importante e formativa per la vita dello scrittore stesso.
Un approfondimento soprattutto sulla letteratura del Novecento, ma non solo. Su autori occidentali, ma anche su quelli orientali (Sei Shonagon, Murasaki Shikibu, Sarashina, solo per citarne alcune).
Si parla delle edizioni dei libri, delle traduzioni, ed inevitabilmente la ricerca è stata lunga per approfondire tutti i testi citati, per confrontare le varie traduzioni e le varie edizioni. Per studiare la vita di tutti gli scrittori citati.

Com’è possibile, mi dico, che sia la stessa identica spiaggia dove venivano a farci il bagno Fitzegerald, Hemingway, che ne parlano in un certo modo nei loro libri (Tenera è la notte ecc.) che io leggevo da ragazzo, e chissà cosa mi immaginavo e sognavo

Antonio Moresco, con un passato importante alle spalle, sfiora con molta difficoltà i suoi anni della ‘lotta’, quasi come se fosse un qualcosa ormai fuori da sé, un tempo dimenticato, che ha fatto parte di un periodo realmente lontano, non approfondisce quei temi (lo ha fatto nelle prime due parti del suo romanzo “Gli Esordi”), ma ci fa capire come ha vissuto, sbattuto tra, un’ideologia contorta, in cui in molti si erano ritrovati coinvolti, e l’età giovanile con la voglia di cambiare il mondo.

La distruzione è diventata il clic orizzontale della cosiddetta postmodernità. Ma quella senza rischio, senza prezzo, che non distrugge più nulla, che non salva più nulla. Noi non vogliamo costruire. Vogliamo esordire! Non vogliamo comunicare. Vogliamo esordire!

Le opinioni personali, le riflessioni sono lo spunto, la ‘cruna’ – per utilizzare un termine che ad Antonio Moresco piace molto, per approfondimenti ancora più grandi, per passare a livelli superiori. Questo libro può essere realmente adorato da chi ama la letteratura e vuole confrontarsi, anche solo attraverso le righe di un libro, con una persona di immensa cultura, scoprire se si hanno le stesse opinioni, gli stessi gusti letterari.
È un bellissimo saggio.

antoniomoresco
Molto interessanti gli interventi su vari argomenti: il ruolo degli scrittori nella nostra società, la presa di posizione verso Baricco, e quell’ultima parte, quanto mai attuale, sull’utilizzo delle parole: realtà e finzione. Entrambe sbagliate se non riusciamo ad uscire da nessuna delle due: la letteratura non deve per forza essere reale, anzi il più delle volte è menzogna; ma la finzione non può prevaricare la realtà. Eppure senza immaginazione come si fa a creare?

Essere e non essere, essere e divenire… Su queste scissioni sembra che si sia costruito l’intero edificio della parola, della cultura.

Lo stile è ricercato, i testi citati sono sapientemente scelti, i brani riportati sono di alto pregio. Il linguaggio è curato, colto, ma non inaccessibile. Questo è un libro che, se utilizzato nel modo giusto, potrebbe avvicinare la letteratura a molti e farsi amare per quello che è. L’Io narrante, è marginale, anche se talvolta il pensatore-comunicatore prende il sopravvento sul narratore. Le opinioni riguardo a molte situazioni della vita attuale sembrano più che altro post lanciati sul web, punti di vista dell’autore, spunti interessanti su cui riflettere; questo non è fastidioso per chi legge, anzi l’ho trovato molto stimolante. A me il libro è piaciuto davvero molto e lo consiglio vivamente a chi volesse lasciarsi trafiggere da tanti argomenti e da tanti autori.
Validissimo per chi ama leggere.

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