Il tempo non fa sconti a nessuno

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Viviamo. Più o meno consapevolmente.

Le nostre giornate scorrono via veloci. A volte in una blanda e noiosa quotidianità senza imprimere segni apparenti. Altre come uragani che lasciano dietro di sé la devastazione. Si accavallano le une alle altre. Giorno dopo giorno. Inarrestabili. E spesso non ce ne accorgiamo neanche. Siamo così presuntuosi da crederci eterni. E così passano i giorni, le settimane, i mesi, gli anni. 

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Passa la vita. E noi siamo là. Come vecchi spaventapasseri infilzati nella terra. In attesa non so di che perché molte volte abbiamo rinunciato alle nostre passioni e ai nostri sogni sicché, anche i passeri, ci hanno fatto l’abitudine a vederci là, immobili, con le braccia allargate, in segno di resa, che servono loro da appoggio.

E solo quando arriviamo così avanti da realizzare che il tempo che ci resta è assai meno di quello che è già trascorso, un brivido ci corre lungo la schiena. E ci sentiamo smarriti. Si, smarriti. Perché il tempo è l’unica realtà della nostra esistenza su cui noi non abbiamo nessun potere. Nessuno. Perché ogni giorno passato non tornerà più. Mai più. 

E allora vorremmo fermarlo questo tempo, vorremmo fare più cose, impiegarlo meglio, vorremmo tornare indietro ed essere diversi da ciò che siamo stati, da ciò che siamo, nelle scelte, nei pensieri, nelle strade che abbiamo intrapreso, nello sguardo verso il futuro. Vorremmo recuperare certe emozioni, rivivere certi sentimenti o saltare a pié pari ciò che ci ha fatto soffrire. Vorremmo cucire delle gambe a quello spaventapasseri per restituirgli il potere di decidere se restare o se andare.

Ma tornare indietro non si può. Ci è concesso solo di andare avanti. E ciò che possiamo fare, è impiegare, da adesso in poi, ogni minuto, ogni attimo, ogni sfuggente rapida e impalpabile singola frazione di tempo infarcendola di passione e di speranza. 

Si. Dobbiamo farlo. Se abbiamo preso coscienza dell’enorme valore che ha, questo nostro tempo, questa non è un’opzione, è un obbligo!

Eppure, spesso, ci posizioniamo nello spazio sbagliato. Dentro di noi. E là ci cristallizziamo. Abbiamo tanti spazi, dentro. Con musiche, colori e sfumature molto diverse. Possiamo scegliere dove restare. Se lo vogliamo. E quanto a lungo. Possiamo.

Ma a volte sbagliamo posto, lo sfioriamo magari di striscio, altre ci rimaniamo anche se non ci stiamo proprio bene. Restiamo per pigrizia, per abitudine, per inerzia, per poca energia o perché siamo convinti che quello spazio può andar bene per noi. O forse anche perché ci accontentiamo o perché nessuno ci ha mai detto che possiamo transitare, da uno spazio all’altro, attivando la nostra volontà di cambiamento. 

Si chiama metamorfosi. Trasformazione. Forse non l’abbiamo mai imparato. O non ancora. O forse non ci crediamo capaci. Ma cambiare si può. Ogni giorno. Un po’ alla volta, nutrendo la nostra anima e i suoi bisogni.

Certo non è facile uscire da uno spazio che abbiamo già occupato. L’abbiamo colonizzato, arredato e reso abitabile. Ci abbiamo messo impegno, soldi e fatica. Ci siamo sistemati e l’abbiamo fatto nostro. E’ diventato la nostra cuccia. E anche se già all’inizio qualcosa non ci piaceva, ce la siamo fatti piacere per forza. L’abbiamo mascherata e resa accettabile nell’incosapevolezza che ciò che potevamo sopportare una volta ora potrebbe essere diventato intollerabile. Ma allora quella cuccia era ciò che di meglio clessidra2abbiamo saputo creare. Era il posto dove abbiamo creduto di poter restare per sempre. Uno spazio accogliente. Conosciuto. Rassicurante. Privo di imprevisti. 

Ci piace questo non dover mettere in moto le energie per affrontare le novità. Non rischiare. Non andare incontro all’ignoto. L’immobilità a volte tranquillizza. 

Perciò non avere la sicurezza che avremo la forza, la capacità e l’energia per farcela ci imprime uno stop. E così, anche ciò che ora un po’ ci disturba, fa parte di quell’arredamento che abbiamo scelto quando eravamo diversi. E ce lo teniamo anche se ora non fa più per noi. 

Ma è passato tanto tempo e noi siamo cambiati, anche se non ce ne siamo accorti. La cuccia invece è rimasta la stessa. E così, alla fine, preferiamo non vedere che ha porte e finestre, questa nostra cuccia, collegate ad altri spazi. 
Infiniti.

Ci vuole coraggio per cambiare consapevolmente. Curiosità. Fede. Speranza. Ci vuole la voglia di guardare lontano, di cambiare orizzonte, di scoprire cose nuove. Di allargare la mente. E il cuore.

Ci vuole fiducia. In quello che verrà. E nel nostro potere di far accadere le cose. Perchè ognuno di noi, nascosta in un angolino, ha una scintilla capace di accendere un fuoco rinnovatore. Non rinunciamoci, mai!

Rinunciare è più facile che combattere. Giustificare è più semplice che guardare con occhi nuovi e puliti.

Ma la vita corre, corre veloce, è una sola, e il tempo non fa sconti a nessuno.

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Paola Montali

    Vivere e Vivere meglio che si può, faccio mio il commento di Diego e sempre avere la forza di un grande Intento, Grazie Daria, grazie Diego

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