Il prete violentatore, Medjugorje e i contatti VIP

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Un ragazzo morto suicida e una ragazzina seviziata e abusata sono solo due fra i vari casi funesti venuti alla luce da indagini che hanno condotto all’arresto di don Michele Barone,del vicequestore Luigi Schettino e dei genitori della bambina.
La vicenda si sta ricostruendo anche attraverso le dichiarazioni degli interrogati – fra gli ultimi compare addirittura Luciano Moggi, che ha asserito: “Contatti importanti in Vaticano” [Ndr].

I pellegrinaggi a Medjugorje erano solo una facciata.

I pellegrinaggi a Medjugorje erano solo una facciata.

Sta emergendo un marciume tutto italiano, fatto di omertà, apparenza e reciproci favori – talvolta ai limiti del favoreggiamento – ruotanti intorno al prete di Casapesenna, a partire dai personaggi più o meno noti di vari ambienti: dallo spettacolo allo sport, dalle forze dell’ordine alle più alte figure del Vaticano.
Responsabilità e colpe saranno stabilite dalle autorità giudiziarie. Tuttavia una prima domanda si forma rabbiosamente: “Come è possibile che tutti voi – frequentatori di codesto sacerdote – non abbiate mai intercettato l’ambiguità e il putridume di cui era composto ma, anzi, posavate per uno scatto sorridenti, inebetiti e folgorati?”
Tra i destinatari di questa domanda vi sono tutti quei personaggi che negli anni, consciamente o meno, hanno avallato la sua attività di traghettatore di anime pie in pellegrinaggio verso Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina. In realtà don Barone – cugino dell’omonimo camorrista nonché braccio destro del boss dei Casalesi Michele Zagaria – usava tale attività come facciata per coprire quella non autorizzata di esorcista, tramite la quale irretiva le vittime – tra cui la bambina in questione – sottoponendole ad abusi e “torture medievali”, come il gip ha definito i riti violenti ai danni anche di altre persone, tra cui bambini.
E così, in tanti anni di silenzi e indifferenza, molti sono stati i personaggi che hanno contribuito alla crescita dell’attività di traghettatore. I pellegrinaggi sono divenuti nel tempo punto fondante di campagne pubblicitarie in cui si alternavano testimonial ed endorcer famosi, tutti proiettati a fare del bene, in compagnia di un uomo che, invece, procurava il male più efferato.

Gli interessi sopra ogni persona, specie se debole

I poteri fondano la loro prosecuzione sul gregarismo del popolo e se quest’ultimo si trova in uno dei luoghi più dimenticati della Campania – come appunto è Maddaloni, di cui si è scritto anche su queste pagine – la sorte sembra non ribaltare mai le originarie posizioni. Ed invece la vita è imprevedibile, nonostante la rete di protezione e gli intrecci tra consolidati poteri retti da vetusti personaggi, una piccola ragazza – grazie alla sua forza di ribellione – può scatenare il finimondo, per salvare la sorella e dare una speranza a tutti i deboli di questo mondo di Maddaloni e non solo. In breve, l’impavida ragazza è riuscita a comunicare i fatti a Gaetano Pecoraro della trasmissione “Le Iene”, dopo il servizio del quale sono scattati gli arresti e approfondite indagini.

Intanto, nel Palazzo di giustizia di Santa Maria Capua Vetere i pm stanno lavorando affinché sia fatta luce sull’intera vicenda e svelati auspicabilmente alcuni misteri, tra cui quegli intralci nelle indagini da parte di funzionari delle forze dell’ordine o addirittura del vescovo Angelo Spinillo che – secondo il gip – tentò di insabbiare la faccenda. Il prete e i genitori della bambina non venivano fermati nonostante le denunce presentate presso una questura e due commissariati, nonché ai servizi sociali di Maddaloni e persino nelle mani del sindaco di Novara, al quale la zia della vittima – quando si accorse dei maltrattamenti sulla nipote – rivolse una richiesta d’aiuto.

Per tentare di comprendere le dinamiche di questa orrenda storia, è bene osservare con più attenzione i poteri in campo:Con Papa Benedetto XVI

- Ecclesiastico, in rappresentanza del quale figura il Cardinale Liberio Andreatta, amico di don Barone – come ha dichiarato agli inquirenti l’ex dirigente juventino Luciano Moggi – nonché responsabile per molti anni dell’Opera romana pellegrinaggi (Orp), l’agenzia vaticana per il turismo religioso, che organizza i viaggi di milioni di pellegrini verso mete di culto come San Giovanni Rotondo, Assisi o Medjugorje. Il Cardinale Andreatta è tra i religiosi più ricchi del mondo: possiede a titolo personale svariate centinaia di ettari di terreni, coltivati a uliveti, frutteti, boschi da taglio e castagneti, sparsi tra la Maremma e le campagne di Treviso. Nella provincia natia, precisamente a Crespano del Grappa, possiede anche un edificio di 1432 metri quadrati e, insieme ad alcuni parenti, ha altri tre immobili in usufrutto. Inoltre risulta proprietario di una serie di fabbricati rurali tra Fibbianello e Semproniano, sulle colline toscane attorno a Saturnia. Stando ai registri catastali, ha accresciuto il suo patrimonio anche in tempi recenti, acquistando tra il 2008 e il 2011 altre centinaia di ettari di uliveti in Maremma [Ndr];

- Imprenditoriale, in nome del quale ogni aspetto umano è messo al servizio del commercio. Al fianco di questo prete si alternano protagonisti di varia estrazione, talvolta anch’essi pedine di un sistema consumistico inveterato e subdolo:

"Sandrina" Amoroso era una sua grande testimonial.

“Sandrina” Amoroso era una sua grande testimonial.

Barbara D’Urso, che lo ha sempre ospitato a Pomeriggio Cinque in qualità di opinionista; Alessandra Amoroso, chiamata “Sandrina” dal prete che corre al concerto tenuto a Caserta ma contraccambiato da una pellegrina vip, immortalata a Medjugorje insieme al religioso e ad altri fedeli.

Ad infoltire il business reciproco figurano, poi, i cosiddetti convertiti, vale a dire personaggi che, all’improvviso, scoprono la fede o, meglio, la sua potenza compensatrice, magari della loro precedente vita sui generis. Tra questi ultimi ci sono Sara Tommasi – ex soubrette e attrice porno – e Ania Golędzinowska, immortalate insieme a don Barone, il quale contraccambiava promuovendo le loro attività di scrittrici o, per la modella polacca, l’associazione “Cuori puri”. La Goledzinowska – che nel 2008 fuoriusciva da una torta in bichini cantando “Happy birthday, mister president” a Silvio Berlusconi, poi fidanzatasi con il nipote, P.E. Beretta – si è poi dedicata ad amministrare la suddetta associazione a Medjugorje, promuovendo la castità prematrimoniale per un anno da parte dei numerosissimi adepti, seguiti da un consigliere spirituale d’eccezione, don Michele Barone.

- Istituzionale, le cui figure di riferimento locale non soddisfano le esigenze dei cittadini più deboli ma, piuttosto, sembrano schierarsi dalla parte dei malfattori. Il caso di cui si tratta non è isolato – nella conurbata provincia napoletano-casertana può capitare di non essere accolti da un comandante dei carabinieri per sporgere denuncia contro chi ti fa del male – bensì lo specchio di una società abbandonata a se stessa culturalmente, spiritualmente e materialmente; dalle viscere avvelenate alla superficie apocalittica si avverte la difficoltà di un riscatto da parte di una collettività pressoché inesistente, in qualche modo rassegnata a seguire l’unica legge vigente realmente sul territorio: la legge del più forte, in base alla quale i figli derelitti di questo angolo di mondo si muovono spinti dall’istinto, in spregio alle più belle norme e ai più bei traguardi che l’umanità abbia raggiunto finora.

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