La voragine

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La delusione, la nausea interiore, la sfiducia, il disprezzo, la tristezza, la perdita di speranza ed altro ancora, di più profondo, caratterizzava il suo stato d’animo. Sentiva come una voragine dentro sé, più straziante della sensazione di vuoto, la macerava dentro, la scavava prendendo direzioni insensate.

Era forse la prima volta che provava una sensazione del genere, non era la solita mancanza, era più un varco in salita, buio, scivoloso. Trasportata dagli eventi, dalle insicurezze, anche dalle ferite riaperte, è stato un attimo o un giorno solo o una vita intera, non sa nemmeno più lei come sia arrivata fin lì. Non era come le altre volte, consapevole degli alti e bassi della vita, tutto ciò era inaspettato, non doveva accadere o forse era così tanto tempo che si annidiava dentro che poi è venuto fuori.

Non era nemmeno uno stato di solitudine, non si era mai sentita sola con tutti i pensieri che le tenevano compagnia. Una voragine piena di spuntoni di pietra posti alle pareti: uno rappresentava la rassegnazione, il deporre le armi, la perdita di speranza; un altro le lacrime, i pianti a dirotto improvvisi; un altro ancora la disillusione; erano tanti, troppi. Lei che riusciva sempre a trovare il significato benevolo di ogni cosa, che non abbandonava l’ ottimismo, che si salvava con l’ ironia, ora vedeva solo negatività. Un sogno infranto.

Non era depressione, fosse stata depressa almeno sarebbe rimasta inerme, avrebbe fermato le domande e invece era lì a cercare risposte. Stava male, due sole semplici parole. L’esatto contrario di: “Sto bene”. Eppure c’era stato un tempo in cui era serena, gioiosa, sa di averlo vissuto, di aver creduto ed ora le sembrava che anche quel periodo fosse finto.

Odiava stare così, una sensazione logorante da cui non si riprendeva. Non aveva smesso di compiere le azioni del giorno, tantomeno di dispensare sorrisi, parole, ma adesso era tutto artefatto, costruito, una difesa. Pensava che non sarebbe servito a nulla esporre il proprio malessere, non l’ avrebbero capita, nemmeno ascoltata, in alcuni momenti pensava addirittura che l’avrebbero derisa. giovane-avvolta-da-una-nebbia-rosea-e1460567896457

In questi giorni si era trascinata senza sapere dove andare, cercava un segno a cui aggrapparsi ma non lo trovava. 
E poi l’ attesa…
Del niente. 
Aspettare che qualcosa accada senza riuscire a capire cosa. Non voler veder nessuno ed essere costretta ad incontrare gente, a guardare la loro forse apparente serenità. 
Sapeva di se stessa che la forza di rialzarsi l’aveva sempre trovata, ma adesso no, forse non ce l’ avrebbe fatta. Era stanca.

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