La Tillandsia

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Non conoscevo queste piante presentate a me come ” Le figlie del vento ” , già solo il nome, questo nuovo battesimo, mi aveva colpito e per un attimo portata in luoghi lontani. Farsi trasportare… Perdere il controllo, quasi volare e lasciare tutto dietro, per un attimo soltanto…

“Campano d’aria”, non hanno bisogno di terra a cui ancorarsi, non sono provviste di vere e proprie radici, si possono far “dondolare” mentre abbracciano un ramo di un albero. Vivere d’aria è un po’ come esistere, avere una vita di emozioni, di sentimenti, farsi trasportare da tutto ciò; è essere assoluto pensiero, totale amore. 
La pioggia come refrigerio, come consolazione, come cibo che nutre, perché ognuno di noi ogni tanto ha bisogno di far scendere qualche “goccia” per poi ricominciare a fiorire. 

Non è una pianta delicata, riesce a sostenere caldi intensi e rigidi inverni, attende come tutti che arrivi primavera; ma, nonostante la sua forza, ha comunque bisogno di un albero. Una quercia, un ciliegio, un melo purché la tenga stretta a sé, che un po’ la protegga e un po’ la faccia volare. 
La Tillandsia adesso sta dondolando, ancorata ad un ramo, come se fossero abbracciati, ed io aspetto con impazienza che fiorisca, un giorno, prima o poi, fiorirà…

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