La parrucca

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Siamo in una camera da letto. E’ sera tardi. Il marito entra improvvisamente nella stanza e sorprende la moglie intenta a frugare nei cassetti della sua biancheria. Quando la donna sente entrare il marito, si gira di scatto tenendo in mano, tra pollice e indice una parrucca

MOGLIE: E questa che cos’è?
MARITO: Una parrucca!
MOGLIE: Lo vedo che è una parrucca… ma cosa ci fa tra le tue mutande?
MARITO: Bella domanda… devo avere sbagliato cassetto, dammela.
MOGLIE: Nemmeno per sogno!
MARITO: Lascia perdere i sogni, acqua passata. Dammi quella parrucca.
MOGLIE: Potrei tenerla, invece! e indossarla nei nostri momenti romantici, magari riaccendo l’antica passione, ricordi?
MARITO: Anche quella acqua passata. E poi, tu odi i capelli scuri, vorresti davvero indossare un carré antracite?
MOGLIE: Perché no, dici sempre che sono una finta bionda! vediamo l’effetto che fa.
MARITO: Ora smettila, è tardi e sono stanco, vorrei andare a dormire. Dammi quella parrucca.
MOGLIE: Perché dovrei?
MARITO: Perché è mia!
MOGLIE: Non mi basta come risposta…
MARITO: Vedi di fartela bastare, non ho intenzione di…
MOGLIE: Di spiegarmi cosa sta succedendo? Secondo te dovrei fare finta di nulla e coricarmi serena?
MARITO: Esatto, è proprio quello che dovresti fare.
MOGLIE: Stai scherzando vero?
MARITO: Esatto anche questo, e siamo a due! sto scherzando. Dovresti metterti a piangere e a urlare, poi dovresti insultarmi e, infine, dovresti andare a dormire da tua madre!
MOGLIE: Stai scherzando di nuovo, vero?
MARITO: Esatto ancora una volta, terno! hai vinto un peluche! ma ora falla finita e dammi quella parrucca.
MOGLIE: “Santo Dio”, ma si può sapere cosa ci fai con una parrucca sintetica?
MARITO: Avresti preferito che fosse in capelli veri?
MOGLIE: Smettila di prendermi in giro. Cosa ci fai con quell’affare equivoco?
MARITO: Secondo te?
MOGLIE: Ho paura di azzardare una risposta. Forse hai ragione tu, è meglio che faccia finta di nulla.
MARITO: Perfetto, d’altronde, sei bravissima in questo… fare finta di nulla. Fai finta di non sapere che continuo a fumare, fai finta di non sapere quanto bevo e fai finta di non sapere… ah, lasciamo perdere.
MOGLIE: No, ora voglio sapere. Cosa ci fa quella parrucca tra le tue mutande?
MARITO: Te l’ho già detto, ho sbagliato cassetto. In realtà, doveva stare sotto i maglioni.
MOGLIE: Smettila, ti prego, smettila… piuttosto, dimmi la verità, hai un’altra? La parrucca è un trofeo, un ricordo, uno strumento di seduzione, un giochino erotico…
MARITO: Si ho un’altra. Ho un’altra vita e la parrucca mi serve per entrare meglio nella parte. Hai presente le partite di burraco del mercoledì sera?… Una palla. Hai presente le frequenti réunions fuori città tra compagni di classe?… Una palla. Hai presente la mia amica Carolina, quella che non ti è mai piaciuta “a pelle”, così dici tu… Due palle, Carolina, infatti, è un uomo, come lo sono io, anche se, a volte, indosso la parrucca!
MOGLIE: Non capisco.
MARITO: Ricordi la mia passione per il canto, l’imitazione e il cabaret? In fondo ci siamo conosciuti a una serata di varietà al “Sogni d’Oro”, anche se ora faccio il manovale.
MOGLIE: Non capisco.
MARITO: E siamo a due! Se lo dici ancora una volta fai terno di nuovo, ma il premio è già stato pagato!
MOGLIE: A volte sei crudele, davvero crudele. Mi arrendo. Hai vinto. Tieni la tua parrucca… vado a dormire.
MARITO: Brava, fai finta di nulla, è la cosa migliore. Fai finta di non sapere che continuo a fumare, fai finta di non sapere quanto bevo e fai finta di non sapere… cosa sono le drag queen. Buona notte amore mio… e “Sogni d’Oro”.

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Chi lo ha scritto

Erica Bonanni

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Nata a Trieste, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, Coach in PNL, Giudice Sportivo Regionale FIP… stop. Amo ogni tipo di risveglio, amo l’atmosfera del mattino, amo la solitudine, amo riflettere, amo il cielo che minaccia tempesta, amo fare sport, amo viaggiare, amo il gelato, amo sorridere, amo giocare, amo entusiasmarmi, amo soffrire, amo lottare, amo vincere, amo studiare, amo trovare una soluzione, amo i picnic, amo suonare il flauto traverso, amo le notti insonni, amo sorprendere, amo stuzzicare, amo preparare i dolci, amo mangiare i dolci, amo leggere, amo scrivere e… amo amare ed essere amata. Odio… ops, un errore di ortografia. Volevo dire: oddio quante cose amo!

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