Undici film con cui festeggiare degnamente anniversari di eventi degni. Parte 1: matrimoni

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ben-affleck-and-rosamund-pike-wedding-photo-in-gone-girl-revealedNel centesimo numero dell’Undici vi vogliamo proporre una lista di film con cui festeggiare i vostri anniversari. Non che il cinema ne abbia raccontati tanti, forse sono più cinematografici gli inizi travolgenti o i finali drammatici. Eppure anche un anniversario può risvegliare le passioni (ma anche gli istinti omicidi). In questa prima parte film che ci racontanto a cosa possiamo andare incontro quando festeggiamo un anniversario di matrimonio, nel bene o, più spesso nel male.

 

“Una notte d’oblio” (Remember Last Night?) di James Whale, Stati Uniti, 1935
Con Robert Young, Constance Cummings, Edward Arnold, Arthur Treacher

Genere: film d’amore coi bei matrimoni di una volta
Il tema: che anniversario! siamo quasi morti, però ci siamo tanto divertiti

Tesoro, che cosa vuoi fare per festeggiare sei mesi di beatitudine coniugale?

Tesoro, che cosa vuoi fare per festeggiare sei mesi di beatitudine coniugal

Consigliato: amanti del film in bianco e nero, della battuta sapida e rapida vecchio stile

Sconsigliato: amanti del thriller privi di senso dell’umorismo

Sei mesi di matrimonio e neanche uno screzio!”
Ricchi, sofisticati, innamorati, raffinatamente alcolizzati e fannulloni, Tony e Carlotta Milburn decidono di festeggiare lo straordinario anniversario del sesto mese di matrimonio (nel 1935 tra i ricconi di Long Island forse non era così scontato restare sposati ben sei mesi*) bevendo e ballando con i soliti amici, in giro per locali. Il giorno dopo, al risveglio, avranno la sgradita sorpresa di trovarsi coinvolti in un omicidio e un probabile rapimento – accadimenti assai poco eleganti, ne convenite? In aggiunta al classico mal di testa post-sbronza, tra l’altro. Commedia grottesca in cui non soltanto si deride il genere inaugurato l’anno precedente con il primo film della serie dell’Uomo Ombra (coppia-chic-con-aggraziato-distacco-investiga-su-un-omicidio), ma si ironizza anche sui ricchi sfaccendati che bighellonano tra feste sprecando vita e danaro (è il 1935, gli Stati Uniti sono in mezzo al New Deal, bisogna tutti rimboccarsi le maniche). A dirigerla un genio, James Whale, noto soprattutto per le sue opere horror straordinarie e innovative: Frankenstein, Il castello maledetto, L’uomo invisibile e La moglie di Frankenstein.

Da vedere in abito da sera, impugnando un Martini (per me shakerato, non mescolato – niente oliva, grazie).

* Comunque i primi sei mesi di un matrimonio non sono poi così semplici: c’è quell’odoraccio di mobilio nuovo in casa, magari ancora ti mancano le tende alle finestre, scopri che i tuoi suoceri non abitano poi così distante e hanno questo insano desiderio di venire a trovarti la domenica mattina alle nove invitandoti ad accompagnarli alla Messa; e come svelare a tuo marito che no, davvero no, non hai intenzione di intraprendere un commercio di confetture fatte in casa, sì, lo so che ti avevo detto che era uno dei miei sogni, ma ho mentito, rassegnati, non insistere, no, non voglio fare i mercatini la domenica, per arrotondare preferisco darmi al furto con destrezza… ti sei arrabbiato? Eh, vabbè, pure io ci sono rimasta male quando ho scoperto che sei juventino. Male, ci sono rimasta male, ma tanto tanto, avevi anche giurato quella volta che eravamo a cena in collina e te l’avevo chiesto esplicitamente; com’è che hai un adesivo di Nedved appiccicato dentro il portafoglio? un adesivo di Nedved del Campionato 2004-2005, e te l’avevo chiesto: non è che per caso sei juventino?!?; e tu mi avevi risposto no, te lo giuro, amore, figurati, non è come pensi, lo ammiro come professionista. Ecco… amore, io le confetture le schifo e i mercatini pure; fattene una ragione pure tu, amico di Pavel.

“Storie di amori e di infedeltà” (Scenes From A Mall) di Paul Mazursky, Stati Uniti, 1991
Con Bette Midler, Woody Allen, Paul Mazursky, Bill Irwin

Genere: commedia romantica, in cui cioé si era romantici una volta

Quanti sedicesimi anniversari può avere una persona nella vita? Uno… forse due…

Quanti sedicesimi anniversari può avere una persona nella vita? Uno… forse due…

Il tema: meno male che l’anniversario viene solo una volta l’anno

Consigliato: a quelli che vanno a fare la spesa la domenica

Sconsigliato: a quelli che lavorano negli ipermercati la domenica

“– Beh, adesso mi sento il più grande stronzo di tutti i tempi. – Lo sei.”

È il loro sedicesimo anniversario di matrimonio, così Nick e Deborah decidono di festeggiarlo degnamente. Perché no? Sono professionisti di successo, benestanti, hanno due figli e, sì, si amano tantissimo. Così – siccome è il 1991 e la vicenda si svolge negli Stati Uniti e quindi temo non ci siano simpatici mercatini bio a km zero di quartiere, gli amici del corso di Pilates non hanno organizzato nemmeno uno straccio di apericena, non ci sono i voli low cost per Praga e Barcellona, né una conveniente opportunità di sfrecciare in quell’accogliente agriturismo nel Chianti per il week-end, e soprattutto nessuno ha ancora iniziato a organizzare quelle belle Notti bianche in centro città – i nostri si recano in un immenso centro commerciale dove acquistare amorevoli doni reciproci e fare lo spesone per il cenone che offriranno agli amici in serata. E si vogliono così tanto bene che si confessano cose inconfessabili, tanto che nel volgere di un pomeriggio passano dal grande amore agli insulti imperdonabili, fino a sfiorare il divorzio. Finirà bene? E, se sì, bene in che senso? Un film che mi ha fatto venire una gran nostalgia: non dell’amore né del matrimonio, ma di di un futuro (ormai passato) costellato di certezze incrollabili ed enormi centri commerciali.

Da vedere in fila alla cassa.

Anniversary party, di Jennifer Jason Leight e Alan Cummings, USA 2001
Con Jennifer Jason Leigh, Alan Cumming, Jennifer Beals, Kevin Kline, Steven Freedman, Norizzela Monterroso, Clara Demedrano, John Benjamin Hickey, Parker Posey, Phoebe Cates, Denis O’Hare, Mina Badie, Jane Adams, John C. Reilly, Gwineth Paltrow

Il tema: per quanto ti sforzi, riesci a festeggiare solo con te stesso.

A Hollywood funziona che io mi anniversario con te , tu ti anniversari con lui, lui con l'altra ... e tutti vissero felici e contenti

A Hollywood funziona che io mi anniversario con te , tu ti anniversari con lui, lui con l’altra … e tutti vissero felici e contenti

Genere: drammatico
Consigliato a chi “il Grande Freddo è il più bel film della storia del cinema”

Sconsigliato senza dubbio agli appassionati dei film di azione

Se anche si potessero levare 10 anni dal tuo faccino, lo stesso non ti considererei adatta alla parte!”.
Siamo in ambiente Hollywoodiano; Joe e Sally (Jennifer Jason Leigh e Alan Cumming) festeggiano il loro sesto anniversario di nozze dando un party con selezionati amici del giro e qualche conoscente già meno gradito, ad esempio i vicini di casa o la ex di lui, che è una Jennifer Beals di cui si erano perse totalmente le tracce dopo Flashdance e il fugace cammeo di Caro diario. È anche l’occasione per un salto nella maturità di Joe (Cumming), che sta per iniziare le riprese del suo primo film da regista con il problema morale di non essere particolarmente intenzionato a prendere la moglie come protagonista femminile, ed il problema biologico di sentire – a circa 40 anni – che forse il meglio della vita per lui/loro è passato. Film molto parlato, forse semi-autobiografico, che descrive la durissima vita degli attori di Hollywood tra cocktail, ex, livori repressi, LSD (just a bit), ma che porta irrimediabilmente lo spettatore a chiedersi attorno alla metà del film: “esattamente, io, che cosa ci faccio qui?” Soprattutto, un film così nel 2001 ti fa un effetto deja vu che lèvati. Cumming, allora lanciato verso grandi prospettive, ad anni di distanza non va oltre parti marginali in The Good Wife. La Jason Leigh è una solida professionista di Hollywood, la Beals è tornata nel dimenticatoio, Phoebe Cates (ve la ricordate? “Just take my heart to Paradise”) non ne è mai uscita (ma sembra che abbia partecipato solo come piacere personale alla Jason Leigh, sua grande amica).

Da vedere con a portata l’LSD

“The five-year engagement” (The five-year engagement) di Nicholas Stoller, Stati Uniti, 2012
Con Jason Segel, Emily Blunt, Alison Brie, Rhys Ifans, Chris Pratt

Genere: commedia sull’amore di noi contemporanei

Questo è il primo anniversario. il titolo ci dice che ce ne saranno altri cinque. E poi?

Questo è il primo anniversario. il titolo ci dice che ce ne saranno altri cinque. E poi?

Il tema: un anniversario alla volta in attesa di quello perfetto (come se questi non andassero già bene)

Consigliato: eterni fidanzati, fidanzati di cuochi, fidanzati di professori universitari, chi si vuole findanzare.

Sconsigliato: a esperti cacciatori, organizzatori di matrimoni.

“Queste immaginarie ciambelle fresche che prometti potrebbero non arrivare mai, non sono reali. Io non sono il tipo di persona che sceglie di restare seduto in attesa di qualcosa che potrebbe non arrivare mai. [...] Ed ecco la grande notizia sulle ciambelle nuove: anche quelle diventeranno vecchie un giorno!”

Tom e Violet si conoscono ad una festa di capodanno, lui è vestito da Super Coniglio e lei da Lady Diana. Nonostante queste pessime premesse, esattamente un anno dopo per festeggiare il loro primo anniversario lui le chiede di sposarla. Fino qui tutto normale, a parte la festa di fidanzamento e i parenti e gli amici che si sposano con le sorelle. Solo che in quest’epoca instabile la vita di coppia richiede dei sacrifici. Cioé normalmente uno si sacrifica per l’altro: mettere da parte le proprie ambizioni e le proprie radici perché se non lo fai per amore allora sei un(‘)egoista. In caso contrario l’egosita è l’altro(a). E così gli anniversari si ripetono più o meno uguali, anzi sempre meno, finché non ci si lascia. Poi visto che siamo in una commedia romantica vedremo un po’ cosa si riesce a fare per avere finalmente l’anniversario che ci meritiamo.
Judd Apatow (qui produttore) è davvero un maestro nel raccontare amori e catastrofi della nostra contemporaneità precaria, un periodo in cui anche i sentimenti più intensi sono in balia di venti più o meno gelidi e del deperimento delle ciambelle (di cui non ci si accorge che mantengono un ottimo sapore). Qui il risultato è buono, ricco di gag e battute che rendono il film divertente, ma a volte distolgono dal cuore della storia. Stoller non avrà il manico di Apatow nel gestire il tutto e si arriva un po’ col fiato corto al meritato finale, ma questa commedia è davvero perfetta da guardare in attesa che il prossimo anniversario ci porti qualcosa di buono. Anzi no, meglio gustarsi quello che di buono c’è adesso.

Da vedere gustandosi delle gustosissime ciambelle vecchie (quelle fresche le mangeremo domani, quando saranno un po’ più secche)

 “Gone girl – L’Amore bugiardo” (Gone girl), di David Fincher USA, 2014.
Con Ben Affleck, Rosamund Pike, Emily Ratajkowski, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit:

Il tema: Quando ti sposi, non sai mai chi ti metti in casa

Non ci resta che fare buon viso a cattivo giuoco. Anche se il giuoco è cattivo un bel po'

Non ci resta che fare buon viso a cattivo giuoco. Anche se il giuoco è cattivo un bel po’

Genere: drammatico, thriller.
Consigliato a chi ama i film a incastro
Sconsigliato all’uomo macho e ai fanatici della famiglia tradizionale

Non è stronza… è newyorchese, … complicata
Se siete un professorino di lettere tornato in Kentucky dopo avere esaurito le vostre velleità artistiche come scrittore a Nuova York, non date troppo per scontato che la vostra bella, ricca ed altera moglie la prenda benissimo. Se poi vi dovesse vedere fare il cascamorto con quella pocciuta furia di Emily Ratajkowski (la quale ha solo due espressioni: con le bocce di fuori e senza), beh, iniziate ad aspettarvi il peggio; che non è, purtroppo per voi, la di lei scomparsa nel giorno del vostro quinto anniversario di nozze, ma ben di peggio. Fincher dirige con mano sicura un bel thriller a incastri, senza troppi colpi di scena ma in cui non ci si annoia di certo. Rosamund Pike (la mugliera) bella e perfida, Affleck un po’ troppo lesso nella parte del marito lesso.

Da vedere sul divano, con la Pike da un lato e Emily Ratajkowski dall’altro

“45 anni” (45 years) di Andrew Haigh, Gran Bretagna, 2014
Con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James, Dolly Wells, David Sibley

Genere: Drammatico, d’autore bravo europeo

Courtenay-e-Rampling 45 anni

Sorrisi tirati alla festa per i 45 anni di matrimonio

Il tema: andando avanti negli anni gli anniversari diventano sempre più importanti, peccato che ci si senta in dovere di ricordare il passato

Consigliato: a chi ha un piede nel futuro, ma lo sguardo sul passato (e viceversa). Ai giovani che invecchieranno, ai vecchi che sono
Sconsigliato: a chi vuole fare bilanci senza guardare al passato.

“Domani ci alzeremo, e proveremo a ricominciare”

Kate e Geoff sono sposati da 45 anni e stanno organizzando una grande ricevimento per festeggiare come merita l’importante anniversario. 45 anni insieme sono davvero una vita intera. Ma prima di questa vita c’è stato qualcos’altro che ritorna all’improvviso nella forma di una lettera che informa Geoff che il corpo della sua precedente fidanzata morta 50 anni prima sulle Alpi Svizzere è stato ritrovato perfettamente conservato. Vi sembra poco? Eppure c’è più di un motivo perché questo possa sconvolgere tutto, anche una relazione che l’amore ha fatto resistere per così tanti anni.
Questo è uno di quei rari film capace di restare aderente alla vita e di raccontarne la complessità e la profondità. Con interpreti capaci di rivelarci le mille sfumature che hanno condotto un rapporto e un’intera esistenza fino all’anniversario che mette in dubbio il senso di quanto abbiamo vissuto fino ad oggi. E di come vorremmo vivere il tempo che ci resta. Perché per quanto cerchiamo di tenere tutto sotto controllo, ci sarà sempre qualcosa fuori campo che può modificare quello che abbiamo visto fino adesso.

Da vedere con persone di cui pensiamo di sapere tutto

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