Recensione: Storia Segreta dei Narcos, di Cecilia Gonzáles

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“Storia Segreta dei Narcos” è un libro inchiesta sul mondo della droga. Partendo dalle zone del Sud America (note alla cronaca per i fatti più eclatanti legati al narcotraffico di sostanze stupefacenti) fa un excursus della situazione attuale in tutto il mondo.
Cecilia González è una giornalista messicana, attualmente inviata in Argentina, per l’agenzia di informazioni messicana “Notimex” e scrive sul quotidiano “Tiempo Argentino”.
Il libro è una via di mezzo tra un saggio e un volume enciclopedico con il piglio del racconto giornalistico. È scritto molto bene, e anche l’ordine dei capitoli è diviso in modo che la lettura sia fluida e comprensibile.
La ‘droga’ è sempre esistita; i problemi legati alla droga, no.
Fin dall’antichità gli uomini hanno utilizzato le sostanze ricavate da determinate piante per andare in trance, per mettersi in comunicazione con le divinità, con la natura stessa e per meditare.
Compito degli sciamani era proprio quello di condurre le persone attraverso la sapienza, la conoscenza e di fare da medium tra la realtà terrena ed un mondo superiore. Ogni popolo aveva le proprie usanze e l’utilizzo di stupefacenti era regolarizzato attraverso leggi locali e l’uso era moderato.
Con il passare del tempo la storia è cambiata, innanzitutto la droga ha iniziato a circolare tra le più svariate classi sociali: i ricchi la assumono  per averne effetti eccitanti; i poveri per provare ad evadere da un mondo di ristrettezze, sofferenza e delusioni.
Due mondi diversi, ma due facce dello stesso problema. In questo stato di cose, con l’incapacità di tutti i governi nel tempo nell’affrontare il problema, ne hanno tratto grandissimo profitto solo persone di malaffare, villain del commercio illegale, protagonisti assoluti dei fatti di cronaca a livello globale, fondatori dell’insano mito del narcotraffico.
Diversi negli anni sono stati i film, le serie tv, che hanno visto come protagonista un contrabbandiere di droga che poco alla volta fa la sua scalata al potere (uno dei più famosi rimane sicuramente ‘Scarface’ dell’eclissato Brian De Palma, già remake dell’omonimo lungometraggio, diretto da Howard Hawks, nel 1932, ndr), tutti i protagonisti dei vari film però, fanno la stessa identica brutta fine: la morte.
Quasi tutti costretti alla malavita per circostanze e per estrazione di nascita più che per attitudine. È quello che succede alla maggior parte dei narcotrafficanti dell’America Latina.
Un problema che ci riguarda anche da vicino: la Camorra, Cosa Nostra, la Sacra Corona Unita, siedono al tavolo con le più alte organizzazioni criminali e conoscono bene le dinamiche di questo tipo di potere.
Se vi hanno appassionato serie tv come Narcos, El Chapo, Gomorra, Romanzo Criminale, Breaking Bad, allora il libro dovete leggerlo, fosse solo per avere una consulenza in più da cui attingere.

Il Regno Unito è il Paese che consuma più droga in Europa. [...] Al contrario, Francia e Italia hanno raggiunto numeri record in materia di sequestro di stupefacenti. Le cifre, contenute nel rapporto europeo sulle droghe del 2013, mostrano un nuovo scenario che potrebbe essere il risultato di cambiamenti globali nel mercato, nell’azione delle forze dell’ordine o nei nuovi approcci operativi delle organizzazioni criminali.

I dati riportati sono notevoli. La giornalista punta soprattutto sull’importanza della legalizzazione delle droghe più leggere. Del resto l’alcol e il tabacco causano molte più morti in un anno nel mondo e sono sostanze nocive legali, il commercio clandestino della droga arricchisce non solo le organizzazioni criminali ma anche i governi.

Da allora, l’industria di bevande alcoliche divenne ancora più solida, tanto che, nel XXI secolo, le due società con maggiori profitti a livello mondiale sono le americane Budweiser e Jack Daniel’s, con un fatturato complessivo di circa 15 miliardi di dollari.

Il numero di soldi che girano intorno a questo settore è altissimo. Gli Stati se, da una parte non riescono ad arginare il problema della diffusione delle sostanze, dall’altro non riescono a seguire neanche degnamente i tossico dipendenti in strutture specifiche, una volta che hanno deciso di affrancarsi dalla loro condizione di tossicomania. Sono pochissimi i Paesi che seguono realmente il recupero nella società di chi ha voglia di smettere.
La lettura è molto interessante, il piglio giornalistico lo rende scorrevole, il problema affrontato è serio e reale. Le fonti parimenti considerevoli e anche gli aneddoti inediti lo rendono un libro da conoscere.

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Imma I.

Benvenuto! Se mi stai leggendo è perché molto probabilmente anche tu sei attratto dalla musica, dall’arte, dal cinema, dalla letteratura, dai videogiochi, dai fumetti, dalla fantascienza. Insomma essere sempre al corrente sulle ultime novità in qualsiasi campo. Scrivo praticamente da sempre, mi sono dedicata nei primi anni del mio lavoro alla cronaca locale, arrivando poi a collaborare con alcune riviste di cultura (lastanzadivirginia) e con webgiornali nazionali (YOUng). E questa con l’Undici è proprio la collaborazione che aspettavo da un po’… Mi piace informarmi e conoscere quante più cose mi riesce, ma mi piace anche condividere i miei pensieri con chi è curioso come me. Oltre alla passione per la scrittura, sono una editor/consulente editoriale, collaboro con diverse case editrici. Amo il surf, il punk, il rock, l’handmade, creare bolle di sapone giganti e le olive verdi. Sono felice di poter condividere un po’ del mio mondo con chi avrà il piacere di leggermi. A presto! Seguimi anche su Facebook! Mi trovi come: Imma Stellato Iava, o Imma I.

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